Libia: Irini avvia sopralluoghi a Bengasi per il nuovo Centro di Coordinamento Marittimo
Bengasi, 11 maggio 2026 – Si muovono i primi passi concreti per l’estensione del sistema di monitoraggio e soccorso marittimo nella Libia orientale. Un team tecnico di alto livello ha effettuato una serie di sopralluoghi a Bengasi per valutare la fattibilità di un nuovo Centro di coordinamento del soccorso marittimo (MRCC).
L’iniziativa vede la collaborazione sinergica tra l’operazione navale europea EuNavFor Med – Irini, la delegazione UE in Libia, la missione di assistenza alle frontiere (Eubam Libya) e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC).
Il sopralluogo tecnico e i colloqui istituzionali
Durante la visita in Cirenaica, la delegazione internazionale ha incontrato i principali attori locali per definire i parametri operativi del progetto: la Guardia Costiera libica, il Comando generale dell’Esercito Nazionale Libico (ENL) guidato da Khalifa Haftar e l’Autorità portuale locale. Al centro dei colloqui sono stati posti i requisiti tecnici fondamentali: infrastrutture critiche, fornitura di utilities e rigorosi standard di sicurezza.
L’iniziativa si poggia solidamente sull’esperienza e sul contributo italiano. L’obiettivo dell’Unione Europea è infatti quello di replicare in Cirenaica il successo del centro MRCC di Tripoli, un’opera realizzata interamente dall’Italia utilizzando fondi europei.

Nel nuovo progetto di Bengasi, il ruolo dell’Italia rimane di primo piano: il centro dovrebbe essere realizzato da Irini proprio in collaborazione con il governo italiano e con Eubam Libya. Questa partecipazione conferma la posizione dell’Italia come partner tecnico e politico di riferimento nella cooperazione marittima e migratoria con la Libia, agendo da ponte tra le necessità di sicurezza europee e le autorità locali.
Dinamiche migratorie e nuove rotte nel 2026
L’urgenza del progetto è dettata dai cambiamenti nei flussi migratori. Dall’inizio del 2026, si registra un forte calo degli arrivi rispetto all’anno precedente: poco più di 7.000 migranti sono giunti in Italia dalle coste libiche, contro gli oltre 16.000 dello stesso periodo del 2025. Tuttavia, la rotta libica rimane predominante, rappresentando circa l’85% del totale degli sbarchi nel Paese.
Inoltre, si sta consolidando una nuova direttrice che collega la Cirenaica alla Grecia (in particolare all’isola di Creta). Questa rotta è alimentata dalla crescente presenza di migranti sudanesi nella Libia orientale e dalla capacità delle reti di trafficanti di adattarsi ai controlli più stringenti attuati lungo la costa occidentale.
Se da un lato l’UE e l’Italia promuovono il progetto come un passo verso la stabilità, non mancano le voci critiche. L’organizzazione Mediterranea Saving Humans ha denunciato che il nuovo centro di Bengasi rischierebbe di rafforzare il sistema delle intercettazioni in mare e dei respingimenti verso la Libia, territorio ancora considerato non sicuro per i diritti dei migranti.
Conclusione: Una strategia di lungo periodo
Nonostante le critiche, il progetto MRCC di Bengasi è presentato come un pilastro della strategia di rafforzamento delle capacità marittime libiche. L’inviato europeo Nicola Orlando ha ribadito che Irini rappresenta un “contributo fondamentale al percorso della Libia verso l’unità e la stabilità”, sottolineando come la formazione e la cooperazione tecnica (guidate da UE e Italia) siano essenziali per costruire istituzioni sovrane e sicure nel Mediterraneo centrale.
Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.
Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.













