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Khabarovsk e Poseidon: la nuova frontiera russa della guerra sottomarina

La Federazione Russa prosegue con determinazione nello sviluppo di un programma navale d’avanguardia, volto a consolidare la propria deterrenza nucleare attraverso sistemi sottomarini ad alta elusività. In questo scenario, il sottomarino Khabarovsk (Progetto 09851) assume un ruolo di primaria importanza: un’unità altamente specializzata, concepita espressamente per il dispiegamento del Poseidon 2M39, il drone-siluro a propulsione nucleare destinato a colpire obiettivi costieri strategici.

L’assetto complessivo del programma riflette l’evoluzione della dottrina militare russa: la ricerca di una capacità di “secondo colpo” affidata a piattaforme autonome, capaci di operare oltre la portata delle attuali architetture di difesa antimissile.

Il contesto strategico: l’approccio asimmetrico di Mosca

Mentre la Marina degli Stati Uniti ha storicamente concentrato la propria produzione su un numero estremamente limitato di classi (focalizzandosi sulla classe Virginia per scopi generali e sulla classe Columbia per i missili balistici), la Russia ha adottato un approccio radicalmente diverso, portando avanti simultaneamente la costruzione di sei distinte classi di sottomarini .

Questo sforzo economico e ingegneristico, pur affrontando nel tempo sfide di budget e relativi ritardi, rappresenta la più imponente modernizzazione navale russa dalla fine della Guerra Fredda. Dopo il collasso dell’Unione Sovietica e la conseguente crisi economica che aveva rallentato o cancellato numerosi progetti, l’industria cantieristica di Mosca ha ripreso vigore, differenziando i battelli in base a ruoli altamente specifici.

Design e ingegneria del Khabarovsk: una sintesi d’avanguardia

Dall’analisi delle specifiche tecniche emerge come il Khabarovsk sia frutto di un’architettura ibrida, che fonde soluzioni ingegneristiche derivate dalle classi Borei-A e Belgorod:

  • Sezione poppiera: eredita il design dei sottomarini lanciamissili balistici di ultima generazione [cite: 1].
  • Sezione prodiera: mutua la configurazione del Belgorod, ottimizzata per l’integrazione dei sistemi Poseidon.

L’eliminazione delle sezioni centrali tipiche dei progetti originali ha permesso di ottenere una piattaforma più agile e compatta rispetto ai suoi predecessori, pur mantenendo una stazza imponente. Le rilevazioni indicano una lunghezza di circa 135 metri, una larghezza di 13,5 metri e un dislocamento prossimo alle 10.000 tonnellate.

Sotto il profilo della propulsione, l’unità adotta un reattore nucleare OK-650V accoppiato a un sistema pump-jet, soluzione tecnica che massimizza la silenziosità e la furtività idrodinamica [cite: 1]. In assetto operativo, il sottomarino può raggiungere velocità comprese tra i 30 e i 32 nodi (circa 55–59 km/h).

Khabarovsk e Poseidon: la nuova frontiera russa della guerra sottomarina
Khabarovsk e Poseidon: la nuova frontiera russa della guerra sottomarina

Il cuore del sistema: Poseidon 2M39

Il Khabarovsk è configurato per il trasporto di sei droni Poseidon, stivati in appositi hangar laterali allagabili. Il lancio avviene attraverso aperture prodiere sovradimensionate, simili a tubi lanciasiluri di grande calibro. Oltre a questi comparti, l’unità dispone di uno spazio per armamenti convenzionali pesanti, sebbene in misura ridotta rispetto ai sottomarini d’attacco tradizionali [cite: 1].

Il sistema Poseidon (codificato dalla NATO come Kanyon) ridefinisce i parametri della minaccia subacquea [cite: 1, 5]:

  • Dimensioni e prestazioni: descritto dagli esperti come un siluro autonomo intercontinentale, ha una lunghezza stimata tra i 20 e i 24 metri e può superare i 130 km/h.
  • Autonomia: la propulsione nucleare interna gli conferisce una portata virtualmente illimitata, svincolandolo dalle limitazioni logistiche convenzionali.
  • Potenziale bellico: può essere armato con testate nucleari con una potenza stimata tra i 2 e i 10 megatoni, capaci di devastare porti e infrastrutture costiere non solo tramite l’esplosione, ma anche attraverso una massiccia e prolungata contaminazione radioattiva indotta.

Nel corso del 2025, Mosca ha confermato il successo dei test di attivazione del reattore nucleare durante la navigazione subacquea, sancendo un progresso decisivo verso la piena operatività del sistema [cite: 1].

Khabarovsk e Poseidon: la nuova frontiera russa della guerra sottomarina
Khabarovsk e Poseidon: la nuova frontiera russa della guerra sottomarina

I sei pilastri della flotta subacquea russa

Il Khabarovsk si colloca all’interno di un mosaico più ampio e variegato che compone l’attuale forza subacquea del Cremlino:

  1. Classe Borei-A (Progetto 955A): Sottomarini strategici a missili balistici che costituiscono la spina dorsale della deterrenza nucleare russa, ognuno in grado di trasportare 16 missili intercontinentali Bulava.
  2. Classe Belgorod: Un sottomarino per missioni speciali dalle dimensioni colossali. Oltre a fungere da piattaforma per il sistema Poseidon, opera come nave madre per sottomarini tascabili da immersione profonda (come il Losharik), impiegabili per operazioni di intelligence e sabotaggio sui cavi sottomarini.
  3. Classe Khabarovsk (Progetto 09851): Più compatto del Belgorod, ma interamente dedicato e ottimizzato come vettore strategico per i sei siluri Poseidon.
  4. Classe Yasen-M: Potenti sottomarini d’attacco a propulsione nucleare dotati di spiccate capacità stealth [cite: 6]. Sono armati con una combinazione di missili da crociera a lungo raggio Kalibr, missili supersonici antinave Oniks e i più recenti vettori ipersonici Zircon.
  5. Classe Lada: Sottomarini d’attacco di ultima generazione a propulsione convenzionale (non nucleare) [cite: 7]. La Russia continua a investire in battelli più piccoli ed economici rispetto a quelli statunitensi, progettati per integrare in futuro sistemi di propulsione indipendente dall’aria (AIP).
  6. Classe Kilo Migliorata: Evoluzione di un progetto degli anni ’80, questi sottomarini diesel-elettrici estremamente silenziosi sono stati aggiornati per lanciare missili da crociera Kalibr direttamente dalla camera siluri.
Khabarovsk e Poseidon: la nuova frontiera russa della guerra sottomarina
Khabarovsk e Poseidon: la nuova frontiera russa della guerra sottomarina

Orizzonti futuri

Il Khabarovsk, progettato dal Rubin Central Design Bureau e realizzato presso i cantieri Sevmash di Severodvinsk, rappresenta la punta di diamante di questa strategia asimmetrica [cite: 1]. Il piano di espansione navale prevede inoltre lo sviluppo di ulteriori unità di supporto, tra cui il programma Ulyanovsk e l’evoluzione nota come Progetto 09853.

Sebbene la diversificazione in così tante classi differenti sia considerata meno efficiente sotto il profilo logistico e industriale, essa permette a Mosca di schierare piattaforme uniche nel loro genere, ideate per funzioni specifiche che non trovano un corrispettivo diretto nelle marine occidentali.

brigatafolgore.net

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.
Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.

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