“African Lion 2026”: visite e incontri strategici in Marocco
La visita del Comandante Operativo di Vertice Interforze, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, in occasione dell’esercitazione multinazionale “African Lion 2026”, ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’attività addestrativa ospitata tra Marocco e Tunisia sotto l’egida dello U.S. Africa Command.
L’incontro con i vertici delle Forces Armées Royales marocchine, immortalato durante le attività istituzionali svolte ad Agadir, conferma il livello di cooperazione raggiunto tra le Forze Armate dei Paesi partner impegnati nel rafforzamento della sicurezza nel Mediterraneo allargato e nel continente africano.
Nel corso della visita, il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci ha partecipato al Distinguished Visitor Day dell’esercitazione, prendendo parte a briefing operativi, incontri bilaterali e dimostrazioni sul terreno. “African Lion 2026” si conferma una delle più importanti esercitazioni multinazionali nel continente africano, coinvolgendo 34 Paesi partner in attività dedicate a interoperabilità, pianificazione congiunta e integrazione delle capacità operative interforze.
La partecipazione italiana ha visto l’impiego di personale appartenente alle Forze Speciali, all’Esercito Italiano, all’Arma dei Carabinieri e al Joint Force Headquarters (JFHQ), impegnati in attività addestrative, di osservazione e supporto specialistico.
Agadir e Tan Tan, interoperabilità e scenari complessi
Nel corso della visita, il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci ha partecipato agli eventi previsti presso il Southern Zone Headquarters di Agadir, uno dei principali centri di coordinamento dell’esercitazione. Successivamente ha assistito alla dimostrazione operativa nell’area di Tan Tan, dove le forze partecipanti hanno simulato operazioni complesse in ambiente multinazionale.
Le attività hanno consentito di verificare sul terreno il livello di integrazione raggiunto tra contingenti provenienti da Paesi diversi, con particolare attenzione alla capacità di condividere informazioni operative, coordinare assetti terrestri e speciali e gestire operazioni multidominio. Elementi oggi indispensabili nei moderni scenari di crisi, caratterizzati da minacce sempre più dinamiche e interconnesse.

Uno degli aspetti più significativi dell’esercitazione è stato proprio il lavoro sulla interoperabilità, tema centrale nelle moderne operazioni internazionali. Operare insieme significa infatti utilizzare procedure comuni, sistemi compatibili e linguaggi condivisi, riducendo i tempi decisionali e aumentando l’efficacia delle missioni.
In “African Lion 2026” grande attenzione è stata inoltre dedicata all’integrazione delle capacità nei diversi domini operativi: terrestre, aereo, cyber e informativo. Un approccio ormai imprescindibile nelle operazioni contemporanee, dove il vantaggio strategico dipende sempre più dalla rapidità di elaborazione delle informazioni e dalla capacità di coordinare assetti differenti.
Il Marocco si conferma intanto partner centrale nello scenario africano e mediterraneo. Negli ultimi anni Rabat ha intensificato la cooperazione militare con Stati Uniti, Paesi NATO e partner europei, consolidando il proprio ruolo di stabilità regionale. La partecipazione italiana a queste attività rafforza ulteriormente il dialogo strategico tra Roma e Rabat, già sviluppato in ambito sicurezza, contrasto ai traffici illegali e cooperazione nel Mediterraneo.
Cooperazione strategica e sicurezza nel Mediterraneo allargato
A margine dell’esercitazione, il Comandante del COVI ha avuto importanti incontri istituzionali con autorità militari alleate e partner. Tra questi l’Ispettore Generale delle Forces Armées Royales del Marocco, Generale Mohammed Berrid, il Comandante di U.S. AFRICOM, Generale Dagvin Anderson, e il Comandante delle Forze terrestri USA in Europa, Generale Chris Donahue.
I colloqui hanno consentito di approfondire i principali temi legati alla sicurezza del continente africano e del Mediterraneo allargato, con particolare attenzione allo sviluppo di attività congiunte, allo scambio di esperienze operative e alla valorizzazione delle lesson learned maturate nei diversi teatri internazionali.

Negli ultimi mesi la cooperazione tra Paesi NATO e partner africani ha assunto un’importanza crescente anche alla luce dell’evoluzione dello scenario internazionale. Le tensioni nel Sahel, la presenza di gruppi terroristici, l’instabilità politica in alcune aree del Nord Africa e la competizione strategica tra potenze globali stanno infatti ridefinendo gli equilibri regionali.
In questo contesto, la Difesa italiana continua a mantenere alta l’attenzione verso il fianco sud dell’Alleanza Atlantica. La partecipazione del COVI ad “African Lion 2026” conferma la volontà dell’Italia di contribuire alla costruzione di una sicurezza condivisa attraverso il dialogo operativo, la cooperazione militare e l’addestramento congiunto.
L’impegno italiano nelle esercitazioni multinazionali rappresenta anche un’importante occasione per consolidare la credibilità internazionale delle Forze Armate italiane. La capacità di operare in contesti complessi, integrando assetti terrestri, forze speciali e componenti interforze, costituisce infatti uno degli elementi più apprezzati dai partner alleati.
“African Lion 2026” si conferma così non solo una grande esercitazione militare, ma anche un laboratorio strategico dove interoperabilità, cooperazione e presenza internazionale diventano strumenti fondamentali per affrontare le sfide future nel Mediterraneo e nel continente africano.
Al secolo Alessandro Lunghi, Maresciallo Ordinario Paracadutista in congedo, brevetto n. 193216. Figlio del 5º Battaglione Paracadutisti El Alamein, XIII Compagnia Paracadutisti Condor. Laureato in Scienze Motorie e Magistrale in Management dello sport e delle attività motorie. Tecnico di 1º livello della federazione Italiana di Atletica leggera e della federazione Triathlon. Ultramaratoneta, Ironman, Educatore Sportivo CONI e presidente dell'ASD Frosinone Sport.










