La Francia accelera sulla Difesa: Artiglieria, Missili Balistici e il Fattore Attrito
Il panorama della difesa francese sta attraversando una trasformazione radicale. Con la pressione di un possibile conflitto su vasta scala entro il 2030, Parigi si trova di fronte a una corsa contro il tempo per modernizzare il proprio arsenale, bilanciando l’urgenza operativa con la necessità di mantenere la propria sovranità industriale.
Il dilemma della sovranità nell’artiglieria a razzo
La priorità assoluta dell’Esercito francese è attualmente la sostituzione dei nove Lance-Roquettes Unitaire (LRU) superstiti, che raggiungeranno la fine della vita operativa nel 2027. Proprio questa settimana sono iniziati i test per un sistema sviluppato internamente e i risultati preliminari sembrano promettenti. La Francia deve ora decidere se puntare sul prodotto nazionale, sviluppato dai team Safran/MBDA o Thales/ArianeGroup, oppure acquistare sistemi stranieri già pronti come lo statunitense HIMARS, l’israeliano PULS o il sudcoreano Chunmoo. L’obiettivo finale rimane l’acquisizione di 26 sistemi e 300 munizioni per equipaggiare un intero battaglione entro il 2030. Come sottolineato da Patrick Pailloux, capo della DGA, si tratterà di un compromesso necessario tra sovranità, costi e tempi di consegna.

Il ritorno dei missili balistici e la tecnologia ipersonica
Parallelamente, la Francia ha stanziato un miliardo di euro per quest’anno al fine di avviare lo sviluppo di un sistema missilistico balistico terrestre con una gittata di 2.500 chilometri. Il missile sarà dotato di un veicolo ipersonico planante, una scelta tecnica che la DGA ritiene offra il miglior rapporto tra costi e prestazioni militari. Sebbene l’obiettivo ufficiale per lo spiegamento sia il 2035, i vertici militari stanno cercando di accelerare i tempi per portare la data il più vicino possibile al 2030. Per riuscirci, si ipotizza di consegnare inizialmente versioni semplificate, prive di sistemi anti-jamming avanzati, che verranno integrati solo in un secondo momento.
Rafale F5: il futuro del combattimento aereo
Il 2026 segna anche l’inizio dei lavori sullo standard F5 del caccia Rafale, supportato da un budget di 3,4 miliardi di euro destinato all’aviazione da combattimento. I cambiamenti includeranno innovazioni strutturali come il nuovo motore T-REX di Safran, capace di una spinta di 9 tonnellate rispetto alle 7 del modello attuale. Verrà inoltre aggiornata l’intera suite di sensori e radar. Per quanto riguarda l’armamento, la DGA punta ad accelerare sullo sviluppo del missile aria-terra Stratus RS di MBDA e sulla creazione del Comet, un missile aria-aria a lunghissima gittata che dovrebbe superare le prestazioni dell’attuale Meteor entro il 2030.

La preparazione alla guerra di attrito e il drone Renault
La visione strategica di Pailloux è chiara: in una guerra di attrito vince chi possiede ancora munizioni quando l’avversario le ha esaurite. Per questo motivo, la Francia ha pianificato ordini per oltre 6 miliardi di euro in munizioni di vario tipo, dai missili da crociera SCALP ai sistemi di difesa aerea Mistral. In questo contesto si inserisce il progetto del drone Chorus, un velivolo “one-way” con una gittata di 3.000 chilometri e un carico utile di 500 chilogrammi. La produzione sarà affidata alla casa automobilistica Renault, con l’obiettivo di contenere i costi a circa 120.000 euro per unità, una cifra che permette una produzione di massa essenziale per affrontare un conflitto di logoramento.
Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.
Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.













