Sabotaggio del Nord Stream: I segreti di Freya, una donna da Forze Speciali
Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, avvenuto nel settembre 2022, non è stato solo il più grande atto di distruzione di infrastrutture energetiche della storia moderna, ma un capolavoro di ingegneria clandestina condotto con un budget sorprendentemente ridotto di circa 300.000 dollari. Al centro di questa missione emerge la figura di “Freya”, l’operativa che ha sfidato gli abissi e i protocolli internazionali.
Il Profilo di un’Agente Atipica
Secondo quanto ricostruito dal giornalista del Wall Street Journal Bojan Pancevski, Freya non era solo un membro del team, ma l’elemento psicologico e operativo chiave.
- Il Passato come Copertura: Le ricerche indicano che Freya, in gioventù, aveva lavorato come modella nel settore del cinema per adulti. Questa informazione, lungi dall’essere un semplice dettaglio di cronaca rosa, rappresentava il pilastro della loro “cover story”.
- La Sceneggiatura di Emergenza: In caso di intercettazione da parte delle autorità marittime, il gruppo aveva pronto un set cinematografico improvvisato. Freya avrebbe dovuto interpretare la protagonista di un film a tema sottomarino, giustificando così la presenza di telecamere, luci e attrezzature subacquee professionali a bordo.
- Coraggio Sotto Pressione: Pancevski la descrive come la più temeraria del gruppo, capace di mantenere la calma durante le delicate fasi di posizionamento degli esplosivi a profondità critiche.

La Sfida Tecnica: Un’Impresa ai Limiti dell’Impossibile
L’operazione è stata condotta a bordo dell’Andromeda, un modesto yacht a vela modello Bavaria Cruiser 50 lungo appena 15 metri. Nonostante l’apparente semplicità del mezzo, le sfide tecniche affrontate dal team, e da Freya in particolare, sono state estreme.
L’azione si è svolta nel Bacino di Bornholm, dove i sommozzatori sono dovuti scendere a una profondità proibitiva compresa tra i 70 e i 90 metri. A quelle quote, la pressione è schiacciante e il rischio di embolia o narcosi da azoto è altissimo. Per questo motivo, la squadra ha utilizzato una sofisticata miscela respiratoria nota come Trimix (composta da elio, azoto e ossigeno), essenziale per mantenere la lucidità mentale necessaria a maneggiare cariche esplosive ad alto potenziale.
Il commando ha impiegato l’HMX (ottogene), un esplosivo molto più potente e stabile del comune tritolo, posizionato con timer di precisione sui tubi d’acciaio e cemento del gasdotto. Operare da una barca a vela senza una camera iperbarica a bordo è stata definita dagli esperti una vera “follia fisiologica”, eppure l’equipaggio — composto da circa sei o sette persone tra cui il capitano, i sommozzatori, un medico e gli assistenti — è riuscito a portare a termine la missione senza incidenti fatali.

La Geopolitica del Sabotaggio
Il libro di Pancevski getta luce sulla complessa catena di comando ucraina. Il piano sarebbe nato quasi per caso in un bar, tra ufficiali e imprenditori. Sebbene il presidente Zelensky avesse inizialmente dato un consenso verbale, avrebbe poi tentato di bloccare tutto su pressione della CIA.
Tuttavia, l’allora Capo di Stato Maggiore Valerij Zaluzhny avrebbe deciso di procedere comunque, rendendo l’operazione “autonoma” e politicamente negabile. Oggi, con il Nord Stream 2 sventrato sul fondo del Baltico, la figura di Freya resta il simbolo di una nuova forma di guerra asimmetrica: un pugno di sommozzatori su una barca a vela capaci di cambiare gli equilibri energetici di un continente.
“È stata l’azione di forze speciali più economica e devastante della storia.” — Bojan Pancevski
Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.
Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.














