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VERONA – Grande Progetto per la Base NATO West Star

Il recupero della ex base Nato West Star di Affi (Verona) è un passaggio importante per la memoria della Guerra Fredda in Italia. Il progetto museale, inserito nella legge di conversione del decreto-legge Pnrr e promosso dalla deputata di FdI Alessia Ambrosi, merita apprezzamento perché restituisce valore pubblico a una struttura rimasta a lungo nascosta. Allo stesso tempo, come per il Monte Soratte vicino Roma, la natura del sito impone una riflessione anche sul suo possibile ruolo futuro in un quadro internazionale fortemente instabile.

Un museo necessario

Lo stanziamento di 7 milioni di euro per la bonifica e il primo recupero della ex base Nato West Star consente di avviare la trasformazione del bunker del Monte Moscal in un museo dedicato alla Guerra Fredda.

È un’iniziativa positiva. West Star non è un edificio qualunque, ma una struttura militare scavata nella roccia, pensata per resistere a scenari estremi e garantire continuità operativa in caso di crisi. Recuperarla significa salvare un pezzo rilevante della storia italiana, europea e atlantica.

Il museo potrà raccontare alle nuove generazioni che la pace del dopoguerra non fu solo il frutto della diplomazia, ma anche di deterrenza, alleanze, pianificazione e capacità di difesa. In questo senso, la memoria non è celebrazione sterile: è educazione alla realtà.

VERONA - Grande Progetto per la Base NATO West Star
VERONA – Grande Progetto per la Base NATO West Star

Il comando FTASE Nato

Per capire il valore di West Star bisogna ricordare che cosa fosse il Comando FTASE, cioè il Comando delle Forze Terrestri Alleate del Sud Europa, conosciuto in ambito Nato come LANDSOUTH.

Con sede a Verona, il comando aveva il compito di coordinare la difesa terrestre del fianco sud dell’Alleanza Atlantica, con particolare attenzione al Nord Italia e alla possibile minaccia proveniente da est durante la Guerra Fredda. Era una struttura di comando integrata, nella quale la dimensione nazionale italiana si inseriva nel sistema militare della Nato.

West Star era il suo posto comando protetto. Fu progettata tra il 1958 e il 1960 e costruita tra il 1960 e il 1966, scavata nella roccia del Monte Moscal. La struttura si estendeva per circa 13 mila metri quadrati, con circa 280 ambienti, tre livelli interni, più ingressi e un tunnel di collegamento lungo circa un chilometro. Era pensata per ospitare, in caso di crisi, circa 500 persone tra militari e personale civile.

La base non era un rifugio passivo. Doveva garantire comando, controllo e comunicazioni anche in condizioni estreme, comprese ipotesi di attacco nucleare, chimico o batteriologico. Era dotata di impianti autonomi, sistemi di ventilazione e protezioni per la sicurezza delle comunicazioni, incluse schermature contro impulsi elettromagnetici.

La sua funzione principale era assicurare ciò che in guerra diventa essenziale: continuità decisionale, collegamenti sicuri e coordinamento operativo. Per questo West Star va letta non solo come opera ingegneristica, ma come espressione di una precisa cultura della difesa.

VERONA - Grande Progetto per la Base NATO West Star
VERONA – Grande Progetto per la Base NATO West Star

Una risorsa da non considerare solo passato

Il recupero museale è giusto e va sostenuto. Tuttavia, una struttura come West Star non dovrebbe essere considerata soltanto un reperto della Guerra Fredda.

Le crisi recenti nel Golfo, gli attacchi con droni e missili, la vulnerabilità di porti, reti energetiche, infrastrutture digitali e centri decisionali mostrano che la protezione del territorio è tornata centrale. La guerra contemporanea non colpisce solo il fronte: mira anche ai sistemi che permettono a uno Stato di funzionare.

Per questo l’Italia dovrebbe valutare con lucidità se West Star possa mantenere, accanto alla funzione museale, anche una possibile utilità duale. Non si tratta di militarizzare il sito né di rinunciare alla sua apertura pubblica. Si tratta di non disperdere una struttura rara, protetta e strategicamente collocata.

West Star può diventare un museo della Guerra Fredda, ma anche un promemoria per il presente. L’Italia ha bisogno di una mentalità difensiva più matura, capace di unire memoria storica, protezione civile, sicurezza nazionale e preparazione tecnologica. La pace non si difende con il torpore, ma con consapevolezza e lungimiranza.

brigatafolgore.net

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.
Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.

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