Trump sul Venezuela: “transizione sotto controllo USA, il Venezuela sarà di nuovo ricco”. Capo di SMD Caine: “Nostre forze armate imbattibili”. Rubio: “Chi gioca con il fuoco si brucia”
Nella cornice di Mar-a-Lago, le dichiarazioni rilasciate da Donald Trump, dal Segretario di Stato Marco Rubio e dal Capo dello Stato Maggiore Congiunto Dan Caine hanno delineato i contorni di quella che è stata definita senza esitazioni un’operazione interforze senza precedenti.
Nessun accordo, nessuna negoziazione, come qualcuno ha provato a insinuare: solo azione. È questo il filo conduttore che emerge dal racconto ufficiale.
«Un’operazione pianificata da anni»
Il Generale Caine è stato netto: «Abbiamo pianificato questa operazione meticolosamente per anni. Solo noi siamo in grado di condurre un’operazione reale di questo livello. È impossibile spiegarne la complessità».
Un’affermazione che fotografa la scala dello sforzo messo in campo: oltre 150 mezzi tra velivoli ad ala fissa e rotante, unità navali e assetti di supporto strategico.
Secondo il Capo di Stato Maggiore della Difesa USA, bastava che uno solo di questi elementi sbagliasse il timing perché l’intera operazione fallisse. Tutto, invece, è stato sincronizzato con precisione assoluta per un unico obiettivo: raggiungere il centro di Caracas mantenendo l’effetto sorpresa.
Il ruolo della CIA: mesi di osservazione su Nicolás Maduro
Il racconto entra poi nel dettaglio più sensibile: mesi di osservazione continua sul presidente venezuelano Nicolás Maduro. Abitudini quotidiane, spostamenti, alimentazione, perfino gli animali domestici. Un lavoro di intelligence capillare, con personale della CIA sul terreno, intercettazioni, droni e analisi comportamentale.
A dicembre una serie di eventi ha reso difficile individuare il momento ideale. La finestra operativa si è aperta solo grazie alle condizioni meteorologiche favorevoli della notte precedente l’azione.
L’ordine presidenziale: “Buona fortuna e che Dio sia con voi”
Alle 22:46 (Eastern Time) è arrivato il via libera. «Buona fortuna e che Dio sia con voi», ha detto Trump rivolgendosi ai militari. Da 20 basi diverse, i velivoli si sono alzati in volo mantenendo una quota estremamente bassa sopra l’oceano, coordinandosi con Spacecom per la creazione di un corridoio operativo sicuro, sotto la copertura navale della U.S. Navy e dei Marines.
Dal gruppo aeronavale della USS Gerald R. Ford sono decollati F-22 e F-35, che hanno colpito selettivamente le infrastrutture militari venezuelane, neutralizzando il sistema di difesa aerea e garantendo il passaggio degli elicotteri.
L’azione sul terreno, entra in gioco la Delta Force
Subito dopo, con una sincronia definita dal generale Caine “perfetta”, i CH-47 Chinook del 160th SOAR hanno volato a bassissima quota fino al punto di inserzione. Alle 02:01 locali, gli operatori della Delta Force erano a pochi metri dall’obiettivo.
Maduro ha tentato la fuga. Le guardie hanno opposto resistenza e sono state neutralizzate. Il presidente venezuelano ha cercato di raggiungere un’area che, secondo le valutazioni USA, lo avrebbe reso irraggiungibile – probabilmente un bunker presidenziale – ma vi ha trovato altri operatori Delta. A quel punto, lui e la moglie si sono arresi.
Durante l’estrazione un elicottero è stato colpito, riuscendo comunque a rientrare.
Alle 03:29, le forze statunitensi erano già in sicurezza con i detenuti a bordo della USS Iwo Jima.
47 secondi che valgono anni
Un dato simbolico ha chiuso la parte operativa: 47 secondi.
Tanto è durata la fase decisiva dell’azione sul terreno da parte degli operatori della Delta Force. Un tempo minimo che racchiude anni di lavoro di intelligence, pianificazione strategica e presenza sul terreno.

Trump: «Fine del terrore»
Trump è tornato a parlare con toni durissimi: «Maduro ha portato avanti una dottrina di terrore, con quantità incredibili di droga che hanno distrutto vite negli Stati Uniti e non solo. Le sue gang assassine hanno terrorizzato il popolo. Ora non sono più brutali. Verrano giudicati negli Stati Uniti d’America.».
Rubio: «Non giocate con il fuoco. Questo è il messaggio»
Ancora più politico l’intervento di Rubio: «Maduro non è un presidente legittimo. Ha avuto molte opportunità di uscire di scena e vivere serenamente. Ha scelto di giocare con il fuoco e si è bruciato».
Il messaggio, ha chiarito, è duplice: nessuna tolleranza verso chi sfida Washington e una netta discontinuità rispetto al passato. «Il 47º Presidente non gioca. Quando Trump dice una cosa, la fa».

Trump: “Il Venezuela sarà di nuovo ricco”
Il Presidente Statunitense ha infine delineato lo scenario futuro: il Venezuela ripagherà in petrolio i danni delle espropriazioni passate, ma a beneficiare della ricostruzione saranno i venezuelani.
Su María Corina Machado, Trump ha espresso rispetto personale, ma ha sottolineato che oggi non esisterebbe un consenso interno sufficiente per governare.
Gli Stati Uniti guideranno la fase di transizione, con contatti già avviati con Delcy Rodríguez. Nessuna ambiguità: «Dovrà fare come diciamo noi». Per gli altri leader chavisti, lo stesso messaggio: «Oggi il loro pensiero è sicuramente diverso da quello di due giorni fa. Sanno cosa succede se non fanno come diciamo noi».
Quanto a Russia e Cina, storici partner del Venezuela, Trump ha affermato che Caracas potrà vendere ancora più petrolio a questi due paesi, poiché la produzione era stata finora limitata da macchinari obsoleti. «Con il nostro supporto ricostruiremo le infrastrutture e il Venezuela sarà di nuovo ricco, per i venezuelani prima di tutto».
Su un nuovo attacco, Trump ha dichiarato: «Siamo sempre pronti, ma probabilmente non ce n’è bisogno». Poi due parole su un eventuale intervento simile a Cuba: «È in agenda. Ne parleremo in futuro».
Da oggi nasce un nuovo Venezuela: uno spartiacque strategico e politico destinato a pesare a lungo sugli equilibri regionali e globali.
Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.














