#Internazionali

Oreshnik, la prova del fuoco dei Dome Nazionali: oggi pronti solo Germania, Romania e Polonia

L’Oreshnik è entrato nel dibattito europeo dopo il primo impiego in combattimento del 21 novembre 2024 contro Dnipro. Diverse ricostruzioni in fonti aperte lo descrivono come un’arma di classe IRBM e lo associano a un possibile carico multiplo (più rientri/testate), un dettaglio che rende l’intercetto molto più complesso.
La domanda “quali missili possono intercettarlo?” non ha una risposta “da lista”: i dati tecnici completi non sono pubblici e non esistono intercetti confermati contro Oreshnik. Quello che si può fare è capire in quale fase del volo si può tentare l’ingaggio e perché alcuni intercettori sono più adatti di altri.

Le fasi della traiettoria di un missile balistico (e dove si può intercettare)

Un missile balistico segue fasi abbastanza standard: boost (spinta), post-boost (manovre finali del “bus” e possibile rilascio di testate/decoy), midcourse (tratto più lungo, spesso in “quasi spazio”/spazio), terminal (rientro e discesa verso il bersaglio).

  • Boost-phase: intercettare mentre i motori spingono è la soluzione “ideale” perché si neutralizza il vettore prima che rilasci il carico, ma richiede sensori e intercettori vicinissimi al punto di lancio.
  • Post-boost/separazione: se la minaccia è multi-oggetto, qui può avvenire il rilascio; dopo la separazione, il difensore deve gestire più bersagli (e potenziali decoy).
  • Midcourse (eso-atmosferica): è la finestra “da scudo strategico” per MRBM/IRBM, perché consente ingaggi ad altissima quota o nello spazio con intercettori hit-to-kill; in termini teorici è anche la finestra più adatta a ridurre il rischio di “moltiplicazione” dei bersagli.
  • Terminal: è l’ultima cintura, più vicina al bersaglio; le velocità sono altissime e, se ci sono più rientri, la pressione su radar e scorte di intercettori cresce moltissimo.
Oreshnik, la prova del fuoco del Dome Europeo: oggi pronti (forse) solo Germania, Romania e Polonia
Oreshnik, la prova del fuoco dei Dome Nazionali: oggi pronti solo Germania, Romania e Polonia

Gli intercettori più idonei e perché

SM-3 (soprattutto Block IIA). È l’intercettore “da strato alto” dell’architettura Aegis/Aegis Ashore per ingaggi midcourse/eso-atmosferici contro minacce balistiche fino alla classe MRBM/IRBM: per un profilo tipo Oreshnik, il senso è colpire “in alto” con hit-to-kill, massimizzando la probabilità di neutralizzare la minaccia quando è ancora più “gestibile”. Produttori: Raytheon/RTX (Stati Uniti); per il Block IIA co-sviluppo/co-produzione con Mitsubishi Heavy Industries (Giappone).

Arrow-3. È un sistema esplicitamente “upper tier”, concepito per intercetti exo-atmosferici: quindi, per ricordare la logica, mira a fermare minacce balistiche ad altissima quota, dove l’ingaggio è più coerente con il requisito anti-IRBM e con l’obiettivo di ridurre la complessità legata a carichi multipli. Produttori: Israel Aerospace Industries – IAI (Israele); partner industriale Boeing (Stati Uniti).

THAAD. È un hit-to-kill pensato soprattutto per la fase terminale ad alta quota (con capacità tra fine atmosfera e “quasi spazio”): può essere un layer importante in una difesa stratificata, ma rispetto a SM-3/Arrow-3 lavora più vicino alla fase finale, dove un’eventuale separazione del carico può rendere l’ingaggio più impegnativo. Produttore: Lockheed Martin (Stati Uniti).

Patriot (PAC-3 MSE / GEM-T). È una difesa puntuale molto diffusa e può contribuire in terminale contro alcune minacce balistiche, ma non è progettata come “strato alto” anti-IRBM: è più un’ultima cintura per proteggere asset/aree specifiche con finestre d’ingaggio più strette. Filiera: intercettore PAC-3 MSE di Lockheed Martin (Stati Uniti); componenti di sistema e radar storicamente legati a Raytheon/RTX (Stati Uniti).

SAMP/T – Aster 30 (incl. evoluzioni tipo Block 1NT). È una componente chiave europea per la difesa aerea e per alcune minacce balistiche, ma resta più “terminale/endo-atmosferica” rispetto agli intercettori eso-atmosferici puri: utile come strato aggiuntivo, meno “specialista” del midcourse anti-IRBM. Produttori: eurosam (Francia/Italia) come prime contractor; con MBDA (gruppo europeo multinazionale) e Thales (Francia) nel perimetro industriale.

SM-6. È un missile multi-ruolo con capacità anche di difesa balistica in fase terminale in alcuni profili (non un midcourse puro come SM-3): può contribuire in architetture Aegis soprattutto come layer terminale, ma non è normalmente la prima scelta se l’obiettivo è un anti-IRBM “in alto”. Produttore: Raytheon/RTX (Stati Uniti).

Oreshnik, la prova del fuoco del Dome Europeo: oggi pronti (forse) solo Germania, Romania e Polonia
Oreshnik, la prova del fuoco dei Dome Europeo: oggi pronti (forse) solo Germania, Romania e Polonia

Chi può dirsi “pronto” oggi in Europa (e con quali sistemi)

Sulla carta, i candidati più coerenti con un profilo IRBM complesso restano Arrow-3 e SM-3, perché lavorano nello “strato alto” (midcourse/eso-atmosferico). Ma guardando a ciò che è già presente e dichiarato operativo/dispiegato in Europa, il quadro si restringe: Germania (con Arrow-3) e Romania e Polonia con SM-3 attraverso i siti terrestri Aegis Ashore.

brigatafolgore.net

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.

Resta aggiornato

Iscriviti alla newsletter di BRIGATAFOLGORE.NET e ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Resta aggiornato

Iscriviti alla newsletter di BRIGATAFOLGORE.NET e ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email.