Germania e Italia possono guidare il rilancio e il riarmo dell’Europa
L’idea è semplice, ma ambiziosa: trasformare la “fase di incertezza” dell’Occidente in un’accelerazione europea su sicurezza, industria e capacità di deterrenza. È questo il filo conduttore del ragionamento di Thomas Bagger, ambasciatore tedesco in Italia, che in un colloquio con HuffPost invita a “lasciare da parte il pessimismo” e a costruire una visione convincente per il futuro dell’Unione europea, scossa dalle oscillazioni della politica americana e dalla pressione strategica russa.
La tesi: Roma e Berlino come “motore” in tempi di minaccia
Bagger lega la necessità di un salto di qualità europeo a un presupposto politico: la guerra in Ucraina non sarebbe, nel suo racconto, un conflitto circoscritto, ma un confronto più ampio tra Mosca e l’Occidente. Da qui la conclusione: se l’Europa non può contare “solo” sugli Stati Uniti per fronteggiare la minaccia, deve investire di più sulle proprie capacità, anche per rendere credibile la deterrenza verso la Russia.
Il punto non è (solo) comprare più armamenti: è costruire massa critica europea, coordinamento industriale e una postura politica meno dipendente dagli umori di Washington.

Il contesto politico: il “nuovo livello” di cooperazione e la sintonia Merz–Meloni
Le parole dell’ambasciatore si inseriscono in una fase di riavvicinamento operativo tra Italia e Germania, favorita dalla convergenza tra la premier Giorgia Meloni e il cancelliere Friedrich Merz, emersa con forza nel vertice bilaterale di Roma del 23 gennaio 2026.
In quell’occasione, Roma e Berlino hanno presentato un piano d’azione e un pacchetto di intese che mettono al centro tre assi: competitività industriale, semplificazione/regole UE, e cooperazione in difesa e sicurezza (anche con un esplicito richiamo al rafforzamento del pilastro europeo della NATO).
“Rilancio” e “riarmo”: le due gambe della stessa strategia
Nella lettura che emerge da questa stagione diplomatica, rilancio economico e riarmo non sono capitoli separati.
1) Rilancio industriale e competitività
Reuters descrive l’iniziativa italo-tedesca come un’alleanza pro-industria: spinta alla semplificazione regolatoria, politiche più favorevoli alla manifattura, attenzione a energia, catene di fornitura e materie prime critiche. È anche una risposta al doppio stress percepito: concorrenza cinese e attriti intra-UE sulla regolazione economica (con differenze crescenti rispetto alla Francia su alcune scelte).
2) Riarmo e capacità di deterrenza
Nel lessico politico del vertice, la difesa torna a essere infrastruttura della sovranità europea: coordinare risposte alle minacce euro-atlantiche e rafforzare il pilastro europeo della NATO in chiave di deterrenza e difesa.
È su questo punto che Bagger innesta l’argomento più diretto: investire “di più” sulla forza europea per ridurre la vulnerabilità strategica e “scoraggiare l’appetito di Mosca”.

L’equilibrio con gli Stati Uniti: meno dipendenza, non rottura
Un elemento interessante è che la traiettoria proposta non coincide con un antiamericanismo di principio. Anzi: nel documento e nelle dichiarazioni del vertice si ribadisce “l’importanza fondamentale” del legame transatlantico.
La linea, piuttosto, è: restare alleati, ma diventare più autonomi. In altre parole, evitare che ogni cambio di vento a Washington — e le incertezze legate alla politica di Donald Trump richiamate anche nell’intervista a HuffPost — si traduca in paralisi europea.
Perché proprio Italia e Germania
Nel racconto di questa fase, Roma e Berlino rivendicano un ruolo particolare: sono due grandi economie manifatturiere, profondamente intrecciate nelle filiere industriali europee, con un interesse comune a tenere insieme transizione, competitività e sicurezza. È anche per questo che, nel vertice, l’accento cade su industria, energia e difesa come pacchetto unico.
C’è poi un fattore simbolico: il 2026 viene presentato come anno “speciale” dell’amicizia italo-tedesca (75° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche), che rende la cooperazione più spendibile politicamente anche sul piano interno.

Il nodo vero: trasformare l’intesa in capacità (e soldi)
La promessa politica è chiara, ma la prova è operativa:
- spesa e strumenti: riarmo significa stanziamenti pluriennali, programmi comuni, procurement più veloce;
- industria della difesa: senza integrazione (standard, commesse, supply chain), l’aumento di spesa rischia di frammentarsi;
- governance europea: “autocontrollo regolatorio” e semplificazione sono bandiere condivise, ma richiedono coalizioni stabili in UE.
Ed è qui che la scommessa Bagger diventa politica: se Italia e Germania riuscissero a tenere insieme deterrenza e competitività, potrebbero effettivamente offrire all’Europa una guida pragmatica in una fase in cui l’Unione è chiamata a scegliere se “subire” o “agire”.
Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.
Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.














