Germania e Italia i Droni sono la priorità – La lezione del Conflitto Ucraino – VIDEO
I comandanti di Kiev avvertono l’Europa: la guerra moderna corre più velocemente dei vecchi eserciti. Mentre l’Occidente punta ancora sui carri armati, al fronte trionfano droni FPV, intelligenza artificiale e veicoli terrestri senza equipaggio.La guerra in Ucraina sta riscrivendo le regole del conflitto moderno. Sul campo di battaglia, i droni e i sistemi automatizzati stanno progressivamente sostituendo i mezzi pesanti tradizionali, imponendo nuove dottrine militari e trasformando radicalmente il modo in cui gli eserciti combattono, si difendono e si preparano al futuro.
Il messaggio lanciato dagli ufficiali ucraini è tanto lucido quanto inquietante: l’Europa non è pronta. Molti eserciti occidentali, inclusi quello tedesco e quello italiano, sono rimasti ancorati a schemi industriali e tattici superati, mentre Kiev sta già combattendo la prima guerra della storia guidata dall’Intelligenza Artificiale e dai robot.
“I carri armati non sono più centrali”: il monito da Berlino
Durante una recente conferenza organizzata a Berlino dal German-Ukrainian Bureau, gli ufficiali del 413º Reggimento Sistemi senza equipaggio “RAID” delle Forze armate ucraine hanno gelato la platea.
“Nell’ultimo anno ho visto un solo carro armato sul campo di battaglia”, ha dichiarato il caporale Dmytro Zhluktenko, responsabile dell’analisi delle lezioni apprese in combattimento.
Secondo Zhluktenko, la mentalità militare occidentale è obsoleta: “Quando parli con i militari tedeschi, ti dicono che servono i carri armati perché sono la cosa più importante in guerra. Noi non la pensiamo così. Il modo di combattere è cambiato talmente tanto dal 2022 che i vecchi approcci non funzionano più”.
I droni offrono un vantaggio asimmetrico devastante: possono essere acquistati, modificati e aggiornati nel giro di pochi giorni, mentre un mezzo pesante come un carro armato richiede anni di produzione, costi esorbitanti e una catena logistica mastodontica che lo rende un bersaglio facile.

La Germania accelera, ma non basta
Nell’ambito della Zeitenwende (la svolta epocale), Berlino sta schierando in Lituania la Brigata corazzata 45, che entro il 2027 riceverà 123 carri Leopard 2A8. Per gli ucraini, però, si tratta di una risposta vecchia a un problema nuovo.
Il capitano Oleksandr Voitko, vicecomandante del reggimento RAID, evidenzia che l’80% della fanteria russa viene oggi neutralizzato da due sole varianti di droni: i droni kamikaze FPV e i droni bombardieri. “Gli eserciti moderni hanno bisogno di tanti droni FPV quanti proiettili d’artiglieria”, avverte Voitko.
Il fattore umano: manca l’addestramento dei piloti
Il problema non è solo industriale, ma anche formativo. Schierare migliaia di droni è inutile senza una massa critica di operatori specializzati.

Per colmare questo divario, la Germania ha iniziato a integrare l’uso dei droni nell’addestramento di base e ha siglato un accordo strategico con Kiev: i veterani ucraini stanno addestrando le truppe della Bundeswehr, portando le lezioni del fronte direttamente nelle scuole militari tedesche. Un modello di cooperazione che anche l’Italia e gli altri partner NATO dovranno accelerare se vogliono mantenere una capacità di deterrenza credibile.
La svolta tecnologica: i droni autonomi “Hornet” cacciano con l’Ai
La dipendenza dai droni ha spinto l’ingegneria ucraina a superare l’ostacolo principale della guerra elettronica: il disturbo dei segnali (jamming). La risposta di Kiev si chiama Destinus Hornet, un UAV (veicolo aereo senza pilota) da ricognizione e attacco a medio raggio che non viene guidato da remoto, ma va a caccia autonomamente grazie all’intelligenza artificiale.

Le specifiche del cacciatore automatico
- Software Hivemind: Un’intelligenza artificiale che funge da pilota totale, capace di riprogrammare la missione senza intervento umano in caso di imprevisti.
- Puntamento Predittivo: L’algoritmo analizza migliaia di ore di video per identificare, classificare e dare priorità ai bersagli nemici.
- Navigazione Vector Vista Block 2: Permette al drone di volare, orientarsi e colpire anche in totale assenza di segnale GPS o Starlink, bypassando completamente le difese elettroniche russe.
L’efficacia di questi sistemi è stata dimostrata nei massicci raid contro la base aerea russa di Taganrog (sul Mar d’Azov) e nei depositi di Feodosia in Crimea. Guidati dal comandante dell’unità Robert Brody (noto come “Magyar”), i droni ucraini hanno operato in totale autonomia sul mare, distruggendo un sistema missilistico Iskander e due aerei da pattugliamento Tu-142.
Secondo l’ultimo report dell’ISW (Institute for the Study of War), grazie a questa svolta tecnologica l’Ucraina sta registrando una netta inversione di tendenza sul campo, riuscendo per la prima volta dal 2023 a riconquistare più terreno di quanto ne perda.
Dalle postazioni di gioco alla trincea: l’era dei robot terrestri
L’adozione precoce dell’automazione nasce da una drammatica crisi di manodopera in Ucraina, legata a quattro anni di logorante invasione. Come documentato in un recente reportage della CNN, l’intera prima linea si sta trasformando in un teatro gestito da postazioni digitali e joystick, dove il sangue umano viene risparmiato grazie all’uso dei cingoli e della tecnologia senza equipaggio.
L’impatto di questa rivoluzione è evidente nei dati reali sul campo: l’unità NC13 della Terza Brigata d’Assalto ucraina ha calcolato che, per condurre 164 assalti di fanteria con la tattica tradizionali, avrebbe avuto bisogno di circa 2.300 uomini, prevedendo di perderne la metà tra morti e feriti. Grazie all’impiego dei droni-soldato e dei robot d’attacco, lo stesso identico risultato operativo è stato ottenuto azzerando quasi completamente le perdite umane, poiché l’assalto è stato gestito a distanza da squadre di operatori specializzati.

La “Morte Silenziosa”
I soldati russi hanno ribattezzato i veicoli terrestri ucraini senza equipaggio (UGV) “morte silenziosa”. Si tratta di piattaforme cingolate su cui vengono montate mitragliatrici pesanti Browning.
Questi droni-soldato di superficie possono rimanere nascosti nella vegetazione per giorni, senza bisogno di cibo, acqua o riposo, attendendo il passaggio del nemico per aprire il fuoco. I russi riescono a sentirne il rumore solo quando si trovano a meno di 10 metri di distanza, ovvero quando sono già all’interno del loro raggio d’azione mortale. Inoltre, gli stessi mezzi vengono impiegati per compiti logistici vitali, come l’evacuazione dei feriti e il rifornimento di munizioni in prima linea sotto il fuoco nemico.
Conclusioni: un monito per l’Europa
Oggi, come ammesso dagli stessi analisti militari, esistono solo due eserciti al mondo realmente addestrati ed equipaggiati per la guerra del futuro: quello ucraino e quello russo.
L’Europa, bloccata da burocrazie industriali e dottrine del secolo scorso, guarda con ammirazione ma con troppo ritardo l’evoluzione di Kiev. La lezione che arriva dal fronte è un ultimatum geopolitico: i conflitti futuri non si vinceranno con le imponenti e costose colonne corazzate del passato, ma con la produzione di massa di sciami di droni, software di intelligenza artificiale e la capacità di adattare la tecnologia civile alle esigenze della trincea in pochissimi giorni. Se l’Europa vuole difendere i propri confini, deve smettere di comprare il passato e iniziare a produrre il futuro.
Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.
Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.













