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Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea

Quando Donald Trump ha riacceso la polemica sostenendo che i militari europei della NATO in Afghanistan “non erano nelle prime linee”, la replica più forte non poteva essere una frase ad effetto. Doveva essere un fatto. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano ha risposto così: con la memoria di chi c’era davvero, e con i numeri che non si discutono. “Quando ho letto quelle dichiarazioni… una reazione di sorpresa”, ha detto, ricordando che l’impegno italiano è sempre stato pieno, riconosciuto dagli alleati e pagato con un prezzo altissimo.

E soprattutto: in Afghanistan, sotto il suo comando, ha perso nove uomini. Nove volti, nove famiglie, nove assenze che un comandante non archivia mai.

Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea
Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea

Afghanistan: Portolano al comando della Brigata “Sassari”, cuore guerriero dell’Italia

C’è un dettaglio che pesa più di mille commenti: in quel periodo, Portolano era il comandante della Brigata “Sassari”, e contemporaneamente guidava il Regional Command West della missione ISAF, con base a Herat.
La “Sassari” non è un’etichetta: è identità, coesione, disciplina dura, Spirito di Corpo. È quel tipo di unità che, quando la situazione si fa pericolosa, non chiede scorciatoie: diventa una Forza Paris.

E in quell’area, “sicuro” non era niente. Portolano lo dice chiaramente: attacchi, imboscate, attentati. Ricorda anche l’attacco del 3 novembre 2011 al compound logistico della Hesco, citandolo come prova evidente che non si trattava affatto di un settore lontano dagli scontri.

“Non eravamo nelle retrovie”: la realtà di Herat

Durante il suo mandato, spiega, nel Regional Command West operavano circa 14.000 militari dei diversi contingenti internazionali, con circa 4.500 italiani. E l’Italia non stava a guardare: stava dentro la responsabilità, dentro la complessità, dentro il rischio.
In un passaggio emblematico di quei giorni, un resoconto giornalistico riporta Portolano come colui che ricostruisce l’attacco a Herat, da comandante della Brigata “Sassari” e del RC-West: non un testimone esterno, ma il comandante sul posto, nella catena delle decisioni, con la pressione reale addosso.

Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea
Generale Portolano: in Afghanistan i Soldati Italiani operavano in Prima Linea

Portolano ricorda che nei vent’anni di missione in Afghanistan (2001–2021) l’Italia ha contato 53 caduti e circa 700 feriti, molti con menomazioni permanenti.
Ma la cifra che rende tutto più umano — e più duro — è quella che pronuncia da comandante: i nove del suo periodo. “Fu un grande dolore… ragazzi coi quali avevo un rapporto molto stretto e un dialogo sempre aperto.”

È qui che si vede la differenza tra un Generale “da scrivania” e un Generale Vero. Nel fatto che per lui la parola “caduti” non è un capitolo di storia militare: è una realtà vissuta sulla propria pelle.

Un Generale Vero, perché la prima linea l’ha portata addosso

Portolano non risponde alle polemiche con orgoglio astratto. Risponde con la sostanza: missioni, responsabilità, uomini, lutti. E con un punto fermo che non ha bisogno di enfasi: l’Afghanistan non è stato un racconto comodo, e chi lo riduce a una caricatura tradisce la realtà di chi ha operato in condizioni estreme.

Dai Balcani all’Afghanistan, passando per il Libano, Portolano incarna un tipo di comando raro: quello che non si limita a rappresentare, ma che si assume fino in fondo la parte più dura del mestiere. In Afghanistan, con la “Sassari”, quel comando ha avuto il volto della prima linea. E la voce, oggi, ha il tono severo e necessario della verità.

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brigatafolgore.net

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.
Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.

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