Brigata Marina San Marco nel cuore del Grande Nord
Nel silenzio austero delle alte latitudini, dove il mare incontra montagne innevate e il cielo si accende dei colori dell’aurora boreale, la Marina Militare ha preso parte a Cold Response 2026, una delle più importanti esercitazioni multinazionali della NATO in ambiente artico e sub-artico.
In questo scenario affascinante quanto impegnativo, Nave San Giusto e la Landing Force della Brigata Marina San Marco, con il Battaglione Venezia del 1° Reggimento San Marco, hanno assicurato una presenza significativa della componente anfibia italiana nel teatro dell’High North.
Navigando tra fiordi profondi e acque gelide, l’unità anfibia della Marina Militare ha operato come piattaforma di proiezione dal mare e centro di comando per le attività della forza da sbarco, contribuendo alle operazioni congiunte insieme alle marine e alle forze armate dei Paesi alleati.
L’esercitazione ha visto la partecipazione di 24.000 militari, insieme a numerosi assetti navali, terrestri e aerei dell’Alleanza, con l’obiettivo di rafforzare la prontezza operativa e la capacità di risposta collettiva in uno degli scenari strategicamente più rilevanti per la sicurezza euro-atlantica.

Operare e addestrarsi in ambiente Artico
Per gli equipaggi e per i Fucilieri di Marina imbarcati, operare nel Grande Nord ha significato confrontarsi con condizioni ambientali severe: temperature rigide, giornate brevi e un mare che impone rispetto e determinazione. Proprio in queste circostanze si consolida quella particolare sintonia tra nave ed equipaggio che da sempre caratterizza le unità della Marina Militare.
Non di rado, durante le ore di navigazione notturna, il cielo artico ha offerto lo spettacolo silenzioso dell’aurora boreale: un arco di luce verde generato dal vento solare, capace di danzare sopra il mare e ricordare a chi naviga quanto questi luoghi siano remoti, straordinari e impegnativi.
Nel corso di Cold Response 2026, Nave San Giusto ha consentito agli staff del CATF (Commander Amphibious Task Force) e del CLF (Commander Landing Force) di pianificare e condurre attività addestrative orientate alla proiezione anfibia dal mare e alla manovra tattica in ambiente polare. Le operazioni hanno incluso fasi di pianificazione anfibia, addestramento tattico a terra e attività finalizzate a verificare la sostenibilità logistica e operativa delle forze in condizioni climatiche estreme.

Interoperabilità, prontezza e credibilità NATO
La partecipazione italiana ha rappresentato anche un’importante occasione per consolidare l’interoperabilità con le forze dei Paesi alleati, migliorando procedure comuni, integrazione operativa e capacità di comando e controllo in ambito NATO. In questo contesto, l’impiego della Landing Force imbarcata ha ulteriormente rafforzato la piena integrazione tra la componente navale e la forza da sbarco, elemento distintivo della capacità expeditionary della Marina Militare.
Le attività svolte durante l’esercitazione hanno inoltre consentito di validare procedure, equipaggiamenti e misure di supporto logistico e sanitario in ambiente artico, contribuendo ad accrescere la resilienza e la prontezza operativa del personale impiegato, oltre a raccogliere lezioni preziose in vista dei prossimi deployment.
Tra il vento freddo che soffia dai fiordi e il bagliore dell’aurora che illumina il cielo del Nord, Nave San Giusto e la Landing Force della Brigata Marina San Marco hanno così portato la presenza e la professionalità della Marina Militare italiana in uno dei teatri operativi più affascinanti e impegnativi dell’Alleanza Atlantica, contribuendo alla sicurezza collettiva, alla stabilità della regione dell’High North e al rafforzamento della credibilità italiana nello scenario internazionale.
Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.
Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.














