Accadde ieri: 6 novembre 1942, la battaglia di El Alamaein è finita. La Folgore è leggenda.
Oggi ricordiamo la conclusione della seconda battaglia di El Alamein, uno dei capitoli più duri e nobili della storia militare italiana. In quel deserto lontano, tra sabbia, sangue e silenzio, si scrisse la leggenda della Folgore, che combatté fino all’ultimo con una fierezza destinata a non spegnersi mai.
Mentre Rommel ripiegava con le truppe tedesche, migliaia di soldati italiani rimasero senza mezzi, abbandonati al destino in un mare di dune, privi di acqua, di cibo, e di speranza.
Eppure, proprio lì, dove tutto sembrava perduto, gli uomini della Folgore dimostrarono cosa significa onore, sacrificio e dedizione al dovere.
Carri armati bruciati, cannoni ridotti al silenzio, colonne bombardate senza sosta: la battaglia era persa, ma la dignità di quei Paracadutisti rimase invincibile. Combatterono a denti stretti, in piedi, quando le forze del corpo non bastavano più e doveva subentrare la forza dell’anima.
Rifiutarono la resa finché vi fu un uomo in grado di imbracciare un fucile o un coltello. E quando la lotta cessò, i vincitori stessi salutarono quegli sconfitti con rispetto, riconoscendo in loro nemici di valore straordinario.
Da quel giorno, “Folgore!” non è più soltanto il nome di un’unità, ma un grido che risuona nella memoria del Paese come simbolo di coraggio assoluto e di fedeltà ai compagni fino all’ultimo respiro. I superstiti percorsero migliaia di chilometri nel deserto, affrontando fame, sete e attacchi continui, portando con sé il peso della sconfitta ma anche l’orgoglio immenso di non avere mai ceduto.
Oggi, a 83 anni di distanza, ci inchiniamo davanti a quegli uomini.
Non celebriamo la guerra, ma il valore umano, il senso di appartenenza, il sacrificio e la scelta di combattere non per gloria o per ricompensa, ma per onore e amor di patria.
“Non un solo drappo bianco. Nessun uomo ha alzato le braccia. 32 ufficiali e 272 paracadutisti, feriti e stremati, erano ancora nei ranghi, con le armi in pugno, in piedi, quando il nemico li ha catturati. Privi di acqua e rifornimenti da sette giorni, e senza munizioni, e dopo avere risposto con l’ennesimo “FOLGORE!” agli inviti ad arrendersi con le braccia alzate.”
Nino Arena, dal libro “Folgore”
A voi, Paracadutisti di El Alamein, che avete trasformato la sconfitta in leggenda e l’estrema prova in eternità: Folgore!
Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.

Un’illustrazione di Paolo Caccia Dominioni nell’epica ritirata nel deserto con in testa il S.ten. Par. Migliavacca.













