Avino, il Ragazzo della Folgore che vuole l’Italia protagonista nello Spazio
L’Italia si conferma oggi tra i protagonisti della space economy, un comparto che unisce ricerca, innovazione, investimenti e proiezione internazionale. La crescita di aziende come Argotec, guidata dal CEO David Avino, ha permesso al nostro Paese di ritagliarsi un ruolo di primo piano nelle missioni spaziali globali, grazie a una capacità di progettazione e produzione che ha trovato riconoscimento anche negli Stati Uniti e in Europa.
Dai progetti pionieristici come ISSpresso, la prima macchina per il caffè portata sulla ISS, fino alle missioni LICIACube e ArgoMoon con la NASA, Argotec ha dimostrato come l’ingegno italiano possa misurarsi con i più grandi player mondiali. La costellazione IRIDE, finanziata con fondi del PNRR e gestita dall’ESA per conto del governo italiano, rappresenta un tassello chiave in questa strategia, perché consentirà di sviluppare un’infrastruttura satellitare nazionale al servizio della sicurezza, dell’ambiente e dell’industria. La crescita di questo ecosistema va sostenuta con continuità e visione strategica, perché il valore aggiunto dell’Italia non è solo nella tecnologia, ma anche nella capacità di fare sistema e di legare l’eccellenza scientifica a una solida filiera produttiva.

Una filiera nazionale per Luna e Marte
Accanto alle iniziative già avviate da Argotec, emerge con forza la necessità di costruire una filiera nazionale di piccole e medie imprese capaci di sostenere lo sforzo verso lo spazio, la Luna e Marte, rafforzando il tessuto produttivo e creando opportunità di lavoro qualificato. Oggi la space economy è già un traino per l’economia mondiale, e il nostro Paese deve saper intercettare questa trasformazione, convertendo aziende tradizionali e manifatturiere in realtà capaci di fornire componenti, servizi e know-how al settore aerospaziale. Questa progettualità, che unisce ricerca accademica, industria high-tech e politiche pubbliche, diventa imprescindibile per non perdere terreno nei confronti di competitor più strutturati. Le esperienze internazionali mostrano che la capacità di integrare startup, PMI e grandi gruppi industriali in un ecosistema sinergico garantisce maggiore resilienza, innovazione più rapida e competitività sui mercati globali. In questo quadro, l’Italia ha la possibilità di valorizzare il suo capitale umano e le competenze ingegneristiche che, storicamente, hanno reso il nostro Paese punto di riferimento mondiale nel campo della meccanica, dell’automazione e della robotica.

Politiche lungimiranti per la nuova economia spaziale
Il ruolo del governo è decisivo per accompagnare questa transizione, non solo attraverso incentivi e finanziamenti, ma soprattutto con una legge spaziale moderna, capace di regolamentare l’uso e la gestione dei dati satellitari, sostenere la commercializzazione delle tecnologie e favorire l’accesso al mercato da parte di imprese emergenti. Serve un impegno politico chiaro: non farsi ingolfare da vecchi retaggi burocratici o dalle posizioni di vantaggio dei grandi gruppi che mirano a monopolizzare il cambiamento digitale e spaziale del Paese. Occorre invece incoraggiare una competizione sana e trasparente, che premi le realtà più innovative e agili, quelle che possono assicurare all’Italia un futuro nello spazio basato su qualità, affidabilità e capacità di collaborazione internazionale. Argotec, con progetti come CURIE e il nuovo SpacePark, mostra la strada: aprire nuove frontiere, creare infrastrutture all’avanguardia e consolidare la presenza italiana oltre l’orbita terrestre. Se il governo saprà accompagnare questa visione con politiche mirate e lungimiranti, l’Italia potrà davvero consolidare il proprio ruolo di protagonista nello spazio del futuro.
Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.

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