185° Artiglieria Paracadutisti Folgore: innovazione e spirito di corpo nella festa dei Diavoli Gialli
Il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore” ha celebrato la propria Festa di Corpo presso la Caserma “Romano” di Bracciano, rinnovando un appuntamento che va ben oltre una semplice ricorrenza militare. La cerimonia ha rappresentato infatti un momento di riflessione sul percorso compiuto dal reparto, sulla sua evoluzione operativa e sul ruolo che continua a svolgere all’interno della Brigata Paracadutisti “Folgore”, in un contesto internazionale caratterizzato da minacce sempre più complesse, dinamiche e multidominio.
Alla presenza del Comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”, Generale di Brigata Dario Paduano, delle autorità civili e militari, dei rappresentanti delle istituzioni locali, delle associazioni combattentistiche e del volontariato, i cosiddetti “Diavoli Gialli” hanno ricordato le proprie radici, confermando al tempo stesso la volontà di guardare al futuro con la stessa determinazione che da decenni contraddistingue il reparto.
La ricorrenza assume un significato particolare perché richiama due date fondamentali della storia dell’unità: il 1° luglio 1958, quando venne ricostituita a Livorno la 1ª Batteria Obici, e il 1° luglio 2013, quando il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti tornò ufficialmente operativo nella sede di Bracciano, recuperando la propria funzione originaria di supporto di fuoco ai reparti della Brigata Paracadutisti “Folgore”. Una scelta che ha restituito alla Grande Unità una capacità essenziale nell’ambito delle operazioni aviotrasportate, integrando mobilità, precisione e rapidità d’intervento.
Innovazione e addestramento per affrontare gli scenari del futuro
Nel suo intervento, il Generale di Brigata Dario Paduano ha sottolineato come il panorama della sicurezza internazionale imponga oggi un continuo processo di adattamento. Le crisi contemporanee dimostrano infatti che il vantaggio operativo non dipende esclusivamente dall’introduzione di nuove tecnologie, ma soprattutto dalla capacità delle organizzazioni militari di comprendere il cambiamento, anticiparlo e trasformarlo in nuove opportunità operative.
Il Comandante della Brigata ha evidenziato come la “Folgore” stia investendo con decisione su un modello di addestramento sempre più realistico, orientato all’integrazione tra capacità differenti e aperto alla sperimentazione di nuove procedure e nuovi sistemi. In un’epoca in cui droni, guerra elettronica, sistemi di osservazione avanzati e capacità digitali modificano profondamente il campo di battaglia, anche l’artiglieria paracadutista è chiamata ad evolversi, mantenendo però intatti i valori che ne hanno costruito l’identità.

L’artiglieria moderna rappresenta infatti uno degli elementi centrali delle operazioni terrestri. Oltre alla tradizionale funzione di supporto di fuoco, essa contribuisce oggi all’integrazione con i sistemi di sorveglianza, con le piattaforme senza pilota e con le reti di comando e controllo, garantendo precisione, rapidità di intervento e coordinamento con le altre componenti della forza.
In questo contesto il 185° Reggimento continua ad addestrare il proprio personale attraverso esercitazioni sempre più complesse, sia in ambito nazionale sia internazionale, contribuendo alla prontezza operativa della Brigata Paracadutisti “Folgore” e della componente terrestre italiana destinata alle missioni della NATO e delle organizzazioni internazionali.
Come ricordato dal Generale Paduano, innovare significa avere il coraggio di mettere in discussione procedure consolidate senza perdere la propria identità, mantenendo elevati standard di efficienza e credibilità operativa.
Memoria, identità e il simbolo della Bandiera di Guerra
Il momento più significativo delle celebrazioni è stato preceduto dal tradizionale aviolancio della Bandiera di Guerra del Reggimento presso la zona di lancio “Nella” di Altopascio, in provincia di Lucca. Si tratta di una tradizione profondamente radicata nella cultura della Brigata Paracadutisti “Folgore”, che unisce il simbolo più rappresentativo del reparto alla sua essenza operativa: il lancio con il paracadute.
La Bandiera di Guerra, decorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare e la Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito, rappresenta la memoria collettiva del reparto e custodisce il sacrificio di generazioni di artiglieri paracadutisti. Il suo aviolancio non è soltanto un gesto cerimoniale, ma costituisce un forte richiamo alla continuità tra il passato e il presente, rafforzando il senso di appartenenza di ogni militare.

Nel suo intervento, il Colonnello Alberto Licci, Comandante del Reggimento, ha ricordato come la Festa di Corpo rappresenti un momento di memoria, riflessione e orgoglio, sottolineando che conoscere le proprie origini significa comprendere l’identità attuale e trovare nelle imprese del passato la forza necessaria per affrontare le sfide future.
Le sue parole hanno richiamato l’eredità dei “Leoni della Folgore”, protagonisti della Battaglia di El Alamein nel 1942. In quelle circostanze, pur operando in condizioni di gravissima inferiorità numerica e materiale, privi di adeguati rifornimenti di acqua, viveri e munizioni, i paracadutisti italiani opposero una resistenza destinata a entrare nella storia militare nazionale, respingendo ogni richiesta di resa e conquistando il rispetto anche degli avversari.
Oggi il 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore” rappresenta una componente altamente specializzata dell’Esercito Italiano, impegnata quotidianamente in attività operative, addestrative e internazionali. Tradizione, innovazione, spirito di corpo e capacità di adattamento continuano a costituire il patrimonio più prezioso dei “Diavoli Gialli”, chiamati a garantire, anche nei contesti più complessi, quel supporto di fuoco che rappresenta una capacità fondamentale delle moderne operazioni terrestri.
Al secolo Alessandro Lunghi, Maresciallo Ordinario Paracadutista in congedo, brevetto n. 193216. Figlio del 5º Battaglione Paracadutisti El Alamein, XIII Compagnia Paracadutisti Condor. Laureato in Scienze Motorie e Magistrale in Management dello sport e delle attività motorie. Tecnico di 1º livello della federazione Italiana di Atletica leggera e della federazione Triathlon. Ultramaratoneta, Ironman, Educatore Sportivo CONI e presidente dell'ASD Frosinone Sport.









