La riforma della Difesa di Crosetto: cosa cambia (e perché) nel nuovo cantiere sulle Forze Armate
Negli ultimi mesi il Ministero della Difesa, guidato da Guido Crosetto, ha messo in moto un percorso di riorganizzazione che punta a modernizzare lo strumento militare italiano, intervenendo su personale, struttura e nuove capacità operative. L’iniziativa più recente è l’avvio di un Comitato Strategico incaricato di preparare un disegno di legge di revisione complessiva della Difesa, un cantiere che mira ad aggiornare regole e organizzazione delle Forze Armate al nuovo contesto geopolitico.
Questa iniziativa si innesta su un filone già aperto a fine 2025: il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare due schemi di decreto legislativo collegati a deleghe parlamentari, uno sulla sanità militare interforze e uno sulla revisione dello strumento militare nazionale, con particolare attenzione a reclutamento e carriere.
Perché una riforma adesso: contesto geopolitico e prontezza operativa
Nelle comunicazioni ufficiali, la spinta alla riforma viene collegata al mutato scenario internazionale e alla necessità di adeguare le Forze Armate a minacce più complesse, incluse quelle ibride e digitali. Il mandato attribuito al Comitato Strategico è impostato come tecnico-operativo e orientato a tre assi: rafforzamento delle capacità operative, semplificazione dei processi amministrativi, riorganizzazione di strutture e personale. In questo quadro rientrano anche due priorità spesso richiamate: la possibile creazione di una Riserva e lo sviluppo delle capacità di cybersicurezza.

Un percorso su due binari: decreti già avviati e disegno di legge in preparazione
La riforma si muove su un doppio livello: da un lato provvedimenti già avviati tramite decreti (sanità militare e revisione dello strumento), dall’altro un disegno di legge “quadro” che dovrebbe ridisegnare l’impianto generale.
Sul fronte dei decreti, il primo intervento riguarda la sanità militare: l’obiettivo dichiarato è costruire un modello interforze più coordinato, capace di sostenere le operazioni e di collaborare con il Servizio Sanitario Nazionale in logica di sussidiarietà, senza creare un sistema parallelo. Il secondo provvedimento riguarda la revisione dello strumento militare nazionale e punta soprattutto su reclutamento e percorsi di carriera, con l’idea di rendere più efficiente l’alimentazione dei ruoli e più flessibili alcuni meccanismi selettivi e di avanzamento, in particolare per sottufficiali e volontari in ferma prefissata.
Parallelamente, il Comitato Strategico dovrà alimentare una proposta più complessiva, in cui le scelte organizzative e amministrative dovrebbero essere ripensate in modo organico, includendo anche le nuove esigenze operative.
Personale: organici, reclutamento e carriere
Il nodo del personale è centrale. Nelle ricostruzioni circolate attorno ai provvedimenti di fine 2025 emerge l’idea di un obiettivo numerico di medio periodo, con un riequilibrio complessivo degli organici e una maggiore attenzione alla gestione delle carriere. Al di là dei numeri, il punto è la qualità e la composizione delle competenze: cresce l’esigenza di figure tecniche e specialistiche, soprattutto in ambiti come cyber, comunicazioni, logistica avanzata e interoperabilità con alleati e partner.
In questa prospettiva, la riforma viene presentata come un tentativo di rendere la macchina più efficace non solo aumentando o redistribuendo gli organici, ma rendendo più coerenti i percorsi formativi e professionali.

Riserva e cybersicurezza: verso uno strumento più “misto” e multidominio
Due parole tornano con frequenza: Riserva e cybersicurezza. La Riserva richiama l’ipotesi di affiancare alla componente professionale un bacino di personale addestrato e richiamabile, utile sia in caso di crisi sia per colmare esigenze specifiche. La cybersicurezza riguarda un dominio operativo ormai permanente, dove attacchi e interferenze non sono necessariamente legati a un conflitto dichiarato.
Alcuni documenti di indirizzo citati nel dibattito pubblico indicano, tra le ipotesi, strutture dedicate al contrasto delle minacce ibride e un rafforzamento delle capacità cyber, con attenzione alla continuità operativa e alla disponibilità di professionalità adeguate.
Sanità militare interforze: integrazione e capacità di risposta
Il capitolo sanità è uno dei più concreti. L’idea di un modello interforze mira a ridurre frammentazioni, semplificare la catena di comando e rendere più rapidi interventi e supporto sanitario, soprattutto in scenari operativi e nelle emergenze. È anche un tema di standard comuni, governance e impiego flessibile del personale sanitario tra componenti diverse.
Il contesto strategico-industriale: tecnologia e filiera nazionale
Un altro asse di fondo è quello strategico-industriale. La modernizzazione dello strumento militare implica investimenti in tecnologie e capacità (dai sistemi unmanned all’interoperabilità, fino alle infrastrutture digitali). Nel dibattito sulla programmazione pluriennale della Difesa ricorre anche il tema del sostegno a ricerca e sviluppo e alla filiera nazionale del settore, in un equilibrio delicato tra necessità operative, vincoli di bilancio e obiettivi industriali.

Il dibattito politico: consensi, critiche e punti aperti
Come spesso accade quando si parla di Difesa, la riforma genera discussioni accese. Le critiche si concentrano soprattutto su obiettivi, costi e indirizzo generale: c’è chi teme un cambio di priorità nella spesa pubblica e chi chiede più trasparenza sui risultati attesi. Sul fronte opposto, la linea del Ministero insiste su efficienza, prontezza operativa e adeguamento al contesto internazionale.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Oggi la “riforma Crosetto” è soprattutto un processo in costruzione. I decreti avviati a fine 2025 rappresentano i primi tasselli operativi, mentre il lavoro del Comitato Strategico dovrebbe tradursi in una proposta più ampia e organica. I punti decisivi da seguire saranno: definizione della Riserva, rafforzamento strutturale delle capacità cyber, misure di semplificazione amministrativa, e l’equilibrio tra ambizione riformatrice e sostenibilità (personale, formazione, risorse).
Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor.
Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione.
Socio Ordinario ANPDI Sezione di Siena.














