TWENTYNINE PALMS, Calif. — Il Corpo dei Marines degli Stati Uniti ha inaugurato le sue prime corsie e integrazioni di addestramento dedicate al contrasto dei piccoli sistemi a pilotaggio remoto (C-sUAS) durante il Service Level Training Exercise (SLTE) 4-26, lo scorso 15 luglio 2026.
I reparti partecipanti della 1ª e della 2ª Divisione dei Marines hanno integrato le procedure C-sUAS in quasi ogni evento addestrativo, con l’obiettivo di garantire che i militari sappiano identificare, intercettare e neutralizzare con sicurezza la minaccia dei droni nemici.
Il ruolo cruciale del Tactical Training and Exercise Control Group (TTECG) e dei “Coyotes”
Il successo dell’esercitazione è stato reso possibile grazie al supporto dei “Coyotes”, il nominativo radio dei Marines assegnati al Tactical Training and Exercise Control Group (TTECG). I Coyotes gestiscono l’addestramento a fuoco vivo in condizioni complesse e ad alto rischio, simulando scenari di combattimento realistici per affinare i processi decisionali dei reparti.
L’evoluzione è iniziata con una sessione di tre giorni incentrata su:
- Istruzione teorica in aula
- Applicazione pratica sul campo
- Sessioni finali di tiro a fuoco vivo
Grazie a questa preparazione iniziale, i partecipanti hanno sviluppato le competenze fondamentali per applicare una mentalità anti-drone a tutte le successive fasi dell’esercitazione SLTE.
Piloti di droni e minacce simulate
Un pilastro fondamentale dell’addestramento è stato il team di operatori di droni, senza i quali non sarebbe stato possibile simulare scenari realistici.
- Corso di pilotaggio: Un programma intensivo di tre settimane, teorico e pratico, che ha coinvolto Marines del TTECG, del 7° Reggimento Marines e del 3° Battaglione Ricognizione Corazzata Leggera. I piloti sono stati addestrati a pilotare droni in prima persona (FPV) con un focus specifico sull’impiego tattico in tutti i poligoni dell’SLTE.
- Condizioni di ingaggio: I Marines hanno affrontato bersagli in movimento a velocità superiori ai 145 km/h (90 miglia orarie) a distanze ravvicinate fino a 20 metri.
Armi cinetiche e guerra elettronica
Per contrastare i droni nemici, le truppe hanno combinato mezzi fisici (cinetici) e non fisici, tra cui la guerra elettronica. L’armamento impiegato dai reparti di fanteria include:
- M27 Infantry Automatic Rifle (calibro 5.56 mm)
- M1014 Combat Shotgun (calibro 12)
- Lanciagranate M32A1 e M320 (munizioni antiuomo a bassa velocità da 40 mm)
“I piccoli sistemi a pilotaggio remoto sono in circolazione già da tempo, ma oggi sono molto più diffusi sul campo di battaglia perché economici”, ha dichiarato il capitano Faith Richardson, comandante di plotone del TTECG. L’obiettivo delle corsie C-sUAS è infondere nei Marines la sicurezza necessaria per individuare e neutralizzare i bersagli, completando la missione.
Verso il futuro: un addestramento permanente
La minaccia dei droni rappresenta una sfida inedita, ma inserita in un contesto operativo a tutto tondo. Durante l’SLTE, i Marines hanno continuato a operare come di consueto, affrontando però la costante frizione dei droni nemici in ogni scenario, dai rastrellamenti urbani alle pattuglie meccanizzate.
Visto l’ottimo riscontro e l’efficacia dei protocolli sviluppati dal TTECG, l’addestramento C-sUAS diventerà una componente fissa dei futuri cicli di esercitazione a Twentynine Palms. I partecipanti riporteranno queste competenze nei rispettivi reparti di appartenenza, garantendo che il Corpo dei Marines resti una forza altamente letale, flessibile e pronta a dominare i futuri conflitti multodominio.
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