La Brigata Paracadutisti “Folgore” ha preso parte negli Stati Uniti alla Bold Quest 2026, una delle principali esercitazioni multinazionali dedicate alla sperimentazione e all’integrazione dei sistemi di comando e controllo.
L’attività si è svolta dal 24 agosto al 10 settembre 2026 nello Stato del Michigan e ha visto il Comando Valutazione e Integrazione dell’Esercito (COMVIE) guidare la componente italiana con il proprio team ITB, Integration Test Bed, supportato dalla Folgore e dalla Brigata di Marina “San Marco”.
L’obiettivo era verificare sul terreno la capacità dei sistemi italiani di operare all’interno di un ambiente multinazionale e interforze, creando una Common Operational Picture condivisa e aggiornata in tempo reale.
Dalla sperimentazione al terreno
Rispetto alle precedenti edizioni, Bold Quest 2026 ha previsto l’impiego concreto di assetti tattici all’interno dell’area addestrativa di Alpena, in Michigan.
Sono stati utilizzati sistemi di comando e controllo sia veicolari sia destinati alle unità appiedate, installati anche su mezzi statunitensi ed equipaggiati con tecnologie di produzione italiana.
Gli assetti erano collegati via radio con il posto comando situato nella base di Alpena, dotato dei sistemi IMPERIO e C2DN Evo.
L’esercitazione ha quindi permesso di verificare non soltanto la compatibilità tecnica dei diversi sistemi, ma soprattutto la loro capacità di scambiare informazioni operative all’interno di una struttura multinazionale.
La Folgore testa SIRIO
Uno degli aspetti più interessanti dell’attività ha riguardato direttamente i paracadutisti italiani.
Le unità della Brigata Folgore hanno condotto numerose attività tattiche impiegando il nuovo sistema di comando e controllo SIRIO.
Il sistema ha consentito agli operatori di conoscere in tempo reale la posizione delle unità amiche e di integrare nella situazione tattica anche le informazioni relative alle unità avversarie.
Queste ultime venivano individuate anche grazie all’impiego di assetti unmanned operanti in profondità, capaci di raccogliere dati sul terreno e trasferirli all’interno della rete di comando e controllo.
Il risultato è una rappresentazione del campo di battaglia molto più completa, nella quale sensori, unità sul terreno, droni e posti comando contribuiscono alla costruzione di un’unica immagine operativa.
Il campo di battaglia diventa una rete
La Bold Quest mostra concretamente una delle trasformazioni più importanti in corso negli eserciti occidentali.
Il valore di un reparto non dipende più soltanto dalla capacità di manovra e dalla potenza di fuoco, ma anche dalla velocità con cui riesce a individuare il nemico, condividere le informazioni e trasformarle in decisioni operative.
Un drone che localizza una posizione avversaria, ad esempio, diventa realmente efficace quando quell’informazione può essere trasmessa rapidamente al sistema di comando, distribuita alle unità interessate e utilizzata per dirigere una successiva azione.
È proprio questa integrazione tra sensori, reti digitali, sistemi di comando e reparti sul terreno a costituire uno degli elementi centrali della moderna guerra multidominio.
Interoperabilità come moltiplicatore di forza
Il Generale di Corpo d’Armata Francesco Olla, Comandante del COMVIE, presente alla fase finale dell’esercitazione come rappresentante dell’Esercito Italiano, ha sottolineato proprio questo aspetto.
“In un panorama geopolitico in continua evoluzione, la capacità di rendere interoperabili sistemi tecnologici diversi in modo dinamico costituisce il vero moltiplicatore di forze, soprattutto in scenari warfighting su vasta scala”.
La frase fotografa una delle esigenze principali emerse dai conflitti contemporanei.
In uno scenario ad alta intensità, infatti, reparti appartenenti a Paesi differenti devono essere in grado di operare all’interno dello stesso ambiente informativo, condividendo dati provenienti da sensori, piattaforme terrestri, droni, sistemi di ricognizione e posti comando.
La capacità di scambiarsi queste informazioni senza interruzioni può determinare direttamente la velocità e l’efficacia della risposta sul campo.
Il ruolo del COMVIE
La partecipazione italiana alla Bold Quest rientra nel lavoro svolto dal Comando Valutazione e Integrazione dell’Esercito, responsabile dei processi di valutazione, validazione e integrazione dei nuovi sistemi destinati alla Forza Armata.
Il COMVIE svolge quindi una funzione essenziale nel passaggio tra tecnologia, sperimentazione e impiego operativo.
La presenza alla Bold Quest permette inoltre di verificare i sistemi italiani direttamente all’interno di architetture multinazionali, confrontandoli con piattaforme e procedure utilizzate dagli eserciti alleati.
La Folgore laboratorio operativo
Per la Brigata Paracadutisti Folgore, l’esercitazione rappresenta anche un ulteriore passo verso un modello di reparto sempre più integrato con sensori, droni e sistemi digitali di comando.
La natura delle aviotruppe — caratterizzata da elevata mobilità, capacità di operare con assetti dispersi e necessità di mantenere un quadro operativo aggiornato anche a grande distanza dai posti comando — rende infatti particolarmente importante la disponibilità di strumenti C2 moderni e interoperabili.
Bold Quest 2026 ha quindi permesso di portare sul terreno un concetto destinato a diventare sempre più centrale: il paracadutista non opera più soltanto come elemento di manovra, ma come nodo di una rete digitale capace di vedere, comunicare e reagire in tempo reale.
In uno scenario di guerra ad alta intensità, questa capacità può trasformarsi in un vero moltiplicatore di efficacia operativa.
Fonte
COMVIE – Comando Valutazione e Integrazione dell’Esercito
Comunicazione del 14 settembre 2026.
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