A maggio avevamo lasciato il Beretta NARP a Carpegna, durante la Nimbus 2026 della Brigata Paracadutisti “Folgore”, dove il nuovo sistema d’arma era stato al centro di un workshop con gli istruttori della Scuola di Fanteria.
Da allora il programma ha compiuto ulteriori passi avanti. Il NARP è comparso in nuove attività addestrative dell’Esercito, la Difesa ha formalizzato nuove procedure di acquisizione e sono emersi ulteriori dettagli sulle configurazioni future della piattaforma.
A giugno il NARP compare con la Brigata “Julia”
Il 16 giugno 2026, al termine dell’esercitazione pluriarma “Alabarda d’Argento 2026”, l’Esercito Italiano ha indicato esplicitamente il NARP come “nuovo sistema d’arma individuale recentemente acquisito dall’Esercito Italiano”.
L’attività, svolta nell’area addestrativa del Monte Bivera, nelle Alpi Carniche, ha coinvolto oltre 300 militari della Brigata Alpina “Julia”, insieme a personale dell’Esercito Albanese e osservatori internazionali.
Nel corso dell’esercitazione il NARP è stato impiegato accanto ad altre nuove capacità, tra cui droni FPV e sistemi unmanned, all’interno di uno scenario addestrativo ad alta intensità.
È un passaggio significativo rispetto a quanto avevamo documentato a maggio durante la Nimbus: il NARP non compare più soltanto in attività dedicate alla familiarizzazione con il nuovo sistema, ma viene inserito direttamente nell’addestramento di reparti dell’Esercito.
La Difesa formalizza una nuova procedura di fornitura
Sempre nel giugno 2026 la Direzione Armamenti Terrestri ha pubblicato una procedura relativa alla fornitura di fucili d’assalto Beretta NARP con accessori e baionette.
I dettagli quantitativi ed esecutivi della procedura non vengono resi pubblici per ragioni legate alla sicurezza e alla difesa nazionale.
Il dato conferma comunque che l’introduzione della piattaforma prosegue attraverso ulteriori passaggi contrattuali e logistici, andando oltre i primi esemplari già distribuiti.
Il primo lotto da 7.000 esemplari
Il quadro complessivo del programma è diventato nel frattempo più chiaro.
Beretta Defense Technologies ha confermato al magazine britannico Janes che il primo contratto per l’Esercito Italiano riguarda 7.000 NARP, con distribuzione progressiva iniziata nel quarto trimestre del 2025.
La configurazione contrattualizzata utilizza il calibro 5,56×45 mm NATO e una canna da 14,5 pollici.
Il NARP è destinato a sostituire progressivamente parte degli ARX160 attualmente in servizio.
Il numero dei 7.000 esemplari non rappresenta quindi una nuova decisione presa in estate, ma consente oggi di dare una dimensione precisa alla prima fase del programma di sostituzione.
Arriva anche il 7,62×51 NATO
La parte più interessante riguarda però l’evoluzione della famiglia NARP.
Beretta Defense Technologies ha confermato che è in corso lo sviluppo di una versione camerata in 7,62×51 mm NATO.
La piattaforma era stata concepita fin dall’origine come sistema modulare e multi-calibro. Oltre al 5,56 NATO sono già previste configurazioni in 6,5 Grendel e .300 Blackout, ma l’arrivo del 7,62 NATO amplia notevolmente le possibilità d’impiego del progetto.
Il 7,62 potrebbe infatti consentire di sviluppare configurazioni destinate a ruoli differenti rispetto al fucile d’assalto standard, mantenendo però una base comune in termini di ergonomia, architettura e gestione logistica.
Il 6,5 Grendel trova già un utilizzatore
Un’altra novità emersa durante l’estate riguarda proprio il 6,5 Grendel.
Nel numero di luglio 2026, Armi e Tiro ha presentato una versione NARP Praetorian camerata in 6,5 Grendel, indicandola come adottata da un reparto speciale della polizia francese.
È un dettaglio interessante perché dimostra che la capacità multi-calibro del NARP non è rimasta soltanto sulla carta.
Nei mesi scorsi avevamo già affrontato su BrigataFolgore.net il tema dei nuovi calibri e, in particolare, il dibattito sul 6,8 mm e sull’aumento delle prestazioni richieste alle armi individuali nei moderni scenari operativi. L’evoluzione del NARP sembra andare proprio nella direzione di una famiglia capace di adattarsi a esigenze differenti.
Dal prototipo alla famiglia d’armi
Il NARP è ormai acquisito dall’Esercito Italiano, viene impiegato nelle esercitazioni di reparti differenti, dispone di un primo programma da 7.000 esemplari e continua a evolvere verso nuove camerature.
Al 5,56 NATO si affiancano già il 6,5 Grendel e il .300 Blackout, mentre Beretta lavora sulla futura configurazione in 7,62×51 NATO.
La vera novità, quindi, non è più l’arrivo del NARP nell’Esercito, già documentato nei mesi scorsi, ma la progressiva trasformazione del progetto in una vera famiglia di sistemi d’arma destinata a coprire ruoli e calibri differenti.
Per Beretta e per l’Esercito Italiano il 2026 sembra così segnare il passaggio definitivo dalla fase di introduzione alla maturazione operativa e industriale della piattaforma.
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