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MEDUSA-15: Paracadutisti e Forze Speciali in azione nel Mediterraneo con cinque Paesi. L’Italia schiera la fregata Luigi Rizzo

Conclusa in Grecia l'esercitazione multinazionale MEDUSA-15 con il coinvolgimento di Grecia, Egitto, Cipro, Francia e Italia. La Marina italiana ha schierato la fregata Luigi Rizzo in uno scenario complesso che ha integrato operazioni navali, aeree, anfibie e delle Forze Speciali. Tra le novità dell’edizione 2026, l’impiego intensivo di droni FPV, attacchi a sciame e sistemi Counter-UAS.

MEDUSA-15: Paracadutisti e Forze Speciali in azione nel Mediterraneo con cinque Paesi. L’Italia schiera la fregata Luigi Rizzo
MEDUSA-15: Paracadutisti e Forze Speciali in azione nel Mediterraneo con cinque Paesi. L’Italia schiera la fregata Luigi Rizzo - © Stato Maggiore della Difesa greco
MEDUSA-15: Paracadutisti e Forze Speciali in azione nel Mediterraneo con cinque Paesi. L’Italia schiera la fregata Luigi Rizzo
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MEDUSA-15: Paracadutisti e Forze Speciali in azione nel Mediterraneo con cinque Paesi. L’Italia schiera la fregata Luigi Rizzo

MEDUSA-15: Paracadutisti e Forze Speciali in azione nel Mediterraneo con cinque Paesi. L’Italia schiera la fregata Luigi Rizzo - © Stato Maggiore della Difesa greco
Condoralex Condoralex 18 settembre 2026 4 min di lettura 22 Scarica PDF
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Conclusa in Grecia l'esercitazione multinazionale MEDUSA-15 con il coinvolgimento di Grecia, Egitto, Cipro, Francia e Italia. La Marina italiana ha schierato la fregata Luigi Rizzo in uno scenario complesso che ha integrato operazioni navali, aeree, anfibie e delle Forze Speciali. Tra le novità dell’edizione 2026, l’impiego intensivo di droni FPV, attacchi a sciame e sistemi Counter-UAS.

Si è conclusa oggi in Grecia la MEDUSA 15 – 2026, grande esercitazione interforze e multinazionale che ha riunito assetti di Grecia, Egitto, Cipro, Francia e Italia in uno scenario comprendente operazioni navali, aeree, anfibie, aviolanciate e attività delle Forze Speciali.

L’esercitazione, iniziata il 10 settembre, rappresenta uno degli appuntamenti addestrativi più articolati dell’area mediterranea. MEDUSA nacque nel 2015 come attività bilaterale tra Grecia ed Egitto, ma negli anni si è trasformata in un quadro multinazionale nel quale vengono integrate componenti terrestri, navali e aeree.

All’edizione 2026 partecipano Grecia, Egitto e Cipro, mentre Francia e Italia hanno schierato propri assetti operativi. Serbia, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Mozambico sono invece presenti in qualità di osservatori.

Paracadutisti, commandos e Forze Speciali

Particolarmente rilevante è stata la componente dedicata alle operazioni speciali e aviolanciate.

Nella fase operativa sono state svolte azioni anfibie e aerotrasportate, operazioni delle Forze Speciali e attività condotte da reparti paracadutisti, integrate con elicotteri, unità navali e velivoli da combattimento.

La fase finale a Maleme, sull’isola di Creta, ha visto militari impegnati in sbarchi lungo la costa, inserzioni da imbarcazioni veloci e attività supportate da elicotteri e velivoli ad ala fissa.

L’Italia con la fregata Luigi Rizzo

L’Italia ha preso parte a MEDUSA-15 con la fregata Luigi Rizzo della Marina Militare, inserita nel dispositivo navale multinazionale impegnato nelle diverse fasi dell’esercitazione.

La nave italiana ha operato insieme agli assetti degli altri Paesi partecipanti in uno scenario che ha integrato componente navale, supporto aereo, operazioni anfibie e attività delle Forze Speciali.

La partecipazione italiana conferma il crescente livello di interoperabilità tra le Forze Armate dei Paesi coinvolti, chiamate a operare in un ambiente complesso nel quale mezzi navali, velivoli, droni e reparti specializzati devono agire come parte di un unico dispositivo.

Droni FPV e attacchi a sciame

Una delle principali novità dell’edizione 2026 è stata l’introduzione su larga scala di scenari legati alla minaccia dei droni.

MEDUSA ha previsto l’impiego di UAV, compresi FPV, e simulazioni di attacchi simultanei effettuati da sciami di droni.

Le forze partecipanti hanno dovuto individuare, tracciare e neutralizzare i velivoli senza pilota utilizzando capacità Counter-UAS.

Nello scenario è stato impiegato anche il sistema greco Kentauros, destinato al contrasto dei sistemi unmanned e inserito nelle attività di protezione delle forze e delle infrastrutture critiche.

L’integrazione dei droni con operazioni anfibie, aeree e delle Forze Speciali fotografa uno degli aspetti più evidenti dell’evoluzione recente dell’addestramento militare: anche reparti altamente specializzati devono ormai operare in uno spazio nel quale sensori, UAV e sistemi di contrasto elettronico sono presenti praticamente in ogni fase dell’azione.

Operazioni dall’aria al mare

Lo scenario complessivo ha compreso combattimento aereo e navale, guerra antisommergibile, operazioni anfibie e aerotrasportate, attività delle Forze Speciali e protezione delle infrastrutture marittime ed energetiche.

Sono stati impiegati fregate, corvette, unità missilistiche, sommergibili, mezzi da sbarco, elicotteri, velivoli da combattimento e sistemi unmanned.

L’Egitto ha schierato anche la portaelicotteri Gamal Abdel Nasser, unità classe Mistral in grado di supportare operazioni anfibie e aeromobili.

MEDUSA-15 mostra così un modello addestrativo nel quale aviotruppe e Forze Speciali non operano più come elementi isolati, ma vengono inserite in una rete composta da assetti navali, supporto aereo, droni, intelligence e capacità Counter-UAS.

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