Il velivolo si trovava all’interno della base, in un’area decentrata, quando è stato colpito. Al momento non sono state diffuse informazioni ufficiali sull’entità dei danni subiti dall’aereo.
Crosetto ha precisato che non risultano altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal personale italiano presente nella base.
«Questa notte ho seguito personalmente, con la massima attenzione e in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, l’evoluzione della situazione in Arabia Saudita, e in particolare alla base aerea di Ta’if, che è stata oggetto di diversi attacchi e dove è presente personale italiano impegnato nell’operazione Inherent Resolve», ha dichiarato il ministro.
Crosetto ha quindi confermato che nessun militare italiano è rimasto coinvolto nell’attacco, aggiungendo che il velivolo F-2000 si trovava in una zona decentrata dell’installazione.
Personale italiano impegnato nell’operazione Inherent Resolve
La base di Ta’if ospita personale italiano impegnato nell’ambito dell’operazione Inherent Resolve, la coalizione internazionale costituita nel 2014 per contrastare lo Stato Islamico in Iraq e Siria.
La presenza italiana rientra nel dispositivo militare nazionale schierato nell’area nell’ambito delle attività della coalizione internazionale.
Dopo l’attacco, il ministro della Difesa ha chiesto al Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, al Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, generale Giovanni Maria Iannucci, e al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale Antonio Conserva, una nuova valutazione dell’evoluzione del quadro operativo e delle condizioni di sicurezza del personale italiano.
Secondo quanto riferito da Crosetto, erano già state predisposte nelle settimane precedenti misure di sicurezza per la protezione dei militari presenti nella base.
Il ministro ha inoltre convocato una riunione al Ministero della Difesa per ricevere ulteriori aggiornamenti e valutare le possibili opzioni operative.
Una situazione regionale sempre più delicata
L’attacco alla base di Ta’if avviene in un quadro di crescente instabilità nella regione mediorientale e nell’area del Mar Rosso.
Nelle ultime settimane la sicurezza delle installazioni militari e delle rotte marittime della regione è tornata al centro dell’attenzione, in particolare lungo il Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb.
Proprio nelle ultime ore il ministro Crosetto aveva affrontato anche il tema della sicurezza della navigazione commerciale italiana nell’area, prospettando l’impiego di unità della Marina Militare per contribuire alla protezione dei traffici.
Per quanto riguarda l’attacco di Ta’if, restano ancora da chiarire la dinamica, il tipo di arma utilizzata e l’entità dei danni riportati dall’Eurofighter italiano.
Al momento, il dato confermato è che nessun militare italiano è rimasto coinvolto e che non risultano altri danni alle infrastrutture o ai mezzi utilizzati dal contingente.
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