L’Ucraina ha condotto nella notte tra il 31 luglio e il 1º agosto una vasta serie di attacchi contro infrastrutture energetiche, sistemi radar e collegamenti logistici situati in profondità nel territorio russo e nelle aree occupate.
Secondo quanto riferito dal Servizio di sicurezza dell’Ucraina, i droni avrebbero colpito tre raffinerie del grande polo petrolifero di Ufa, capitale della Repubblica russa del Bashkortostan, a quasi 1.600 chilometri dall’Ucraina.
Gli obiettivi indicati sarebbero gli impianti Bashneft-Ufimsky, Bashneft-Novoil e Bashneft-Ufaneftekhim, appartenenti al gruppo Bashneft e controllati dal colosso energetico statale russo Rosneft.
Uno dei maggiori poli di raffinazione della Russia
Le tre raffinerie formano uno dei principali complessi petroliferi della Federazione Russa, con una capacità complessiva di lavorazione superiore a 23 milioni di tonnellate di greggio all’anno.
Gli impianti producono benzina, gasolio, carburante per l’aviazione, lubrificanti, gas liquefatto e altri prodotti petroliferi. Secondo il servizio di sicurezza ucraino, parte della produzione sarebbe destinata anche al sostegno delle Forze armate russe.
Filmati geolocalizzati diffusi dal media russo indipendente ASTRA hanno mostrato due colonne di fumo nero innalzarsi dalla raffineria Bashneft-Ufaneftekhim. Residenti della zona hanno riferito di aver udito esplosioni e osservato droni sopra la città.
Il governatore del Bashkortostan, Radiy Khabirov, ha confermato l’attacco, sostenendo tuttavia che i velivoli senza pilota sarebbero stati intercettati e che alcuni detriti sarebbero caduti in un’area industriale, provocando del fumo. Non sono state segnalate vittime.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato l’operazione, inserendola nella strategia delle cosiddette “sanzioni a lungo raggio”, con la quale Kiev punta a ridurre le entrate energetiche russe e la disponibilità di carburante per lo sforzo bellico.
Grateful to Ukrainian warriors who are bringing the war back to Russia and responding to its attacks against life. Our targets are consistently defined facilities that sustain the war effort.
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) August 1, 2026
Middle strikes were carried out overnight, with successful hits in the Black Sea and… pic.twitter.com/B4q8HMVl0j
Colpiti quattro radar nel territorio di Krasnodar
Parallelamente, i droni del Servizio di sicurezza ucraino avrebbero attaccato quattro apparati radar installati nel territorio russo di Krasnodar.
Gli obiettivi sarebbero stati tre sistemi Podlet-K1 e un radar Kasta-2E2, entrambi destinati alla scoperta e al tracciamento di bersagli aerei, compresi quelli in volo a bassa quota.
La neutralizzazione o il danneggiamento di questi apparati potrebbe contribuire ad aprire corridoi per successive incursioni di droni e missili ucraini, riducendo temporaneamente la capacità russa di individuare i velivoli in avvicinamento.
Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto complessivamente 274 droni sopra diverse regioni russe, la Crimea occupata, il Mar Nero e il Mar d’Azov. La cifra non è stata verificata in maniera indipendente.
Attaccati i collegamenti ferroviari della Crimea
Nella stessa notte, lo Stato Maggiore ucraino ha annunciato attacchi contro diversi obiettivi militari russi nella Crimea occupata e nelle regioni meridionali dell’Ucraina.
Tra gli obiettivi figurano il ponte ferroviario sul Syvash, nei pressi di Chonhar, e un secondo ponte ferroviario vicino a Vladyslavivka.
Le due infrastrutture vengono utilizzate dalle forze russe per trasferire truppe, armamenti, munizioni e mezzi militari tra la Crimea e i territori occupati nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia.
Sono stati inoltre indicati come colpiti:
- un deposito per lo stoccaggio e la manutenzione di mezzi navali senza equipaggio vicino a Chornomorske;
- un’unità di intelligence elettronica della Flotta russa del Mar Nero a Sebastopoli;
- una base per la riparazione dei mezzi militari nei pressi di Pervomaiske;
- un deposito logistico vicino a Podove, nella regione occupata di Kherson;
- un sito per lo stoccaggio di droni nei pressi di Tokmak, nella regione di Zaporizhzhia.
Un attacco contro l’intero sistema logistico russo
L’operazione appare concepita per colpire diversi elementi dello stesso sistema militare: produzione e disponibilità di carburante, capacità di sorveglianza radar, guerra elettronica, manutenzione dei mezzi e trasporto ferroviario.
Le raffinerie di Ufa rappresentano la profondità strategica, mentre i radar del Krasnodar e i ponti della Crimea sostengono direttamente le operazioni russe nel settore meridionale.
Kiev sembra quindi voler combinare gli attacchi contro l’industria energetica russa con azioni mirate contro le linee di comunicazione che collegano la Federazione Russa alle unità impegnate sul fronte.
La distanza raggiunta dai droni dimostra inoltre il progressivo sviluppo delle capacità ucraine di attacco a lungo raggio, ormai in grado di minacciare infrastrutture strategiche situate a migliaia di chilometri dalle zone di combattimento.
Resta da determinare l’effettiva entità dei danni provocati alle raffinerie, ai radar e ai collegamenti ferroviari. Le informazioni disponibili provengono principalmente dalle autorità ucraine, mentre Mosca ha ammesso l’attacco contro Ufa, ridimensionandone però le conseguenze.
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