Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, ha guidato l’8 e 9 settembre una delegazione italiana in visita presso le Forze Terrestri ucraine.
Droni, guerra elettronica, artiglieria, unità meccanizzate e nuove tattiche di combattimento sono stati al centro degli incontri.
Ma la visita di Masiello assume un significato ancora maggiore se inserita in un quadro più ampio. Nel giro di poche settimane, infatti, l’Ucraina è entrata contemporaneamente nei processi di trasformazione militare, innovazione tecnologica e strategia industriale italiana.
La nomina dell’ex ministro ucraino Mykhailo Fedorov come Advisor per l’Innovazione della Difesa italiana e il crescente investimento di Leonardo nell’ecosistema tecnologico ucraino indicano una convergenza sempre più evidente: l’esperienza maturata da Kiev in oltre quattro anni di guerra viene osservata dall’Italia non soltanto come esperienza operativa, ma anche come fonte di innovazione da trasferire nelle proprie Forze Armate e nella propria industria della difesa.
Masiello studia direttamente le lezioni del fronte
Secondo quanto comunicato ufficialmente dalle Forze Terrestri delle Forze Armate ucraine, durante la visita la delegazione italiana ha approfondito l’esperienza maturata nell'impiego delle unità meccanizzate, dell'artiglieria e dei sistemi senza pilota.
La delegazione ha inoltre visitato una struttura addestrativa delle Forze Terrestri ucraine.
Durante l’incontro bilaterale sono state analizzate l’evoluzione delle tattiche nella guerra moderna, la crescita del ruolo dei sistemi unmanned e l'importanza sempre maggiore della guerra elettronica.
Particolarmente significativa la posizione attribuita a Masiello dalla stessa fonte ucraina: il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha sottolineato che l’esperienza di combattimento dell’Ucraina riveste grande importanza per la modernizzazione delle Forze Terrestri italiane.
Una frase che permette di leggere la visita non come un semplice incontro istituzionale, ma come parte del processo di trasformazione dell’Esercito Italiano.
Fedorov consigliere della Difesa italiana
Poche settimane prima era arrivato un altro segnale importante.
Mykhailo Fedorov, già ministro ucraino e tra le figure maggiormente associate alla trasformazione tecnologica della macchina militare di Kiev, è diventato Advisor per l’Innovazione della Difesa italiana.
La nomina è stata sostenuta dal ministro della Difesa Guido Crosetto e confermata ufficialmente dal Ministero.
Il confronto con Fedorov riguarda in particolare droni, sistemi autonomi, difesa aerea e innovazione tecnologica applicata alla difesa.
Il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego ha descritto la collaborazione come un'opportunità per trasferire all'interno del sistema italiano esperienze maturate sul campo, mettendo in relazione Difesa, ricerca e industria.
È esattamente lo stesso principio che emerge dalla visita di Masiello: osservare ciò che sta funzionando in un conflitto reale, comprenderne le implicazioni e accelerarne l'eventuale integrazione nelle capacità italiane.
Leonardo mette radici a Kiev
Il terzo elemento riguarda direttamente l'industria.
Leonardo ha costituito Leonardo Ukraine, società controllata dal gruppo italiano e con sede a Kiev.
La società era stata registrata già il 20 maggio 2026, ma nelle ultime settimane è emerso con maggiore chiarezza il ruolo che potrà avere all'interno della strategia del gruppo.
Non si tratterebbe semplicemente di una presenza commerciale.
Leonardo Ukraine dovrà permettere al gruppo di entrare direttamente nell'ecosistema tecnologico e industriale sviluppato durante la guerra, individuando tecnologie, possibili partner industriali, investimenti e programmi di cooperazione.
Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, tra le prospettive figurano anche programmi di sviluppo e produzione congiunta, mentre la controllata potrà valutare partnership e persino possibili acquisizioni nel Paese.
Al centro dell'interesse ci sono ancora una volta gli stessi settori: droni, guerra elettronica, sensori, intelligenza artificiale e difesa aerea.
Esattamente le capacità sulle quali si è concentrata anche la visita della delegazione dell’Esercito.
Tre livelli della stessa trasformazione
È proprio questa sovrapposizione a rendere particolarmente significativa la sequenza degli avvenimenti.
Sul piano militare, Masiello porta l'Esercito Italiano a confrontarsi direttamente con le lezioni operative ucraine.
Sul piano tecnologico e istituzionale, Fedorov entra nel sistema della Difesa italiana come Advisor per l'Innovazione.
Sul piano industriale, Leonardo costruisce una presenza permanente a Kiev con l'obiettivo di intercettare tecnologie e possibili collaborazioni con il comparto ucraino.
Tre iniziative differenti e autonome, ma che convergono verso lo stesso punto.
L'Ucraina come laboratorio della guerra contemporanea
La guerra ha costretto l’Ucraina a comprimere enormemente i normali tempi dell'innovazione militare.
Un sistema sviluppato oggi può essere testato al fronte, modificato sulla base dell'esperienza degli operatori e riportato in produzione in tempi che difficilmente sarebbero possibili nei tradizionali cicli di acquisizione occidentali.
Droni FPV, navigazione resistente al disturbo, guerra elettronica, sistemi autonomi, intelligenza artificiale, sensori distribuiti e capacità anti-drone vengono continuamente modificati sulla base dell'esperienza reale.
È questo patrimonio di conoscenze che oggi interessa sempre maggiormente anche l’Italia.
Non significa trasformare automaticamente il modello ucraino in quello italiano. Le esigenze operative, industriali e strategiche sono differenti.
Significa però utilizzare l'Ucraina come fonte privilegiata di lezioni apprese, cercando di ridurre la distanza tra ciò che accade sul campo di battaglia e ciò che viene sviluppato, acquistato e addestrato dalle Forze Armate.
Kiev sempre più strategica per l'Italia
La visita di Masiello, l'incarico affidato a Fedorov e l'espansione di Leonardo in Ucraina permettono quindi di intravedere una tendenza più ampia.
Kiev sta assumendo un'importanza crescente nella trasformazione della Difesa italiana.
Non soltanto come Paese sostenuto militarmente dall'Italia, ma come interlocutore dal quale acquisire esperienza, tecnologie e conoscenze sviluppate in condizioni operative reali.
L'Ucraina diventa così contemporaneamente partner militare, laboratorio tecnologico e possibile partner industriale.
Per l’Italia, il valore strategico di Kiev potrebbe quindi andare ben oltre la durata dell'attuale conflitto: le lezioni maturate sul fronte ucraino stanno già iniziando a incidere sul modo in cui l'Esercito pensa la guerra futura e sul modo in cui l'industria nazionale si prepara a costruirne gli strumenti.
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo!