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Nascondersi – La prossima grande sfida del US Army

L'esercito americano ripensa la sua strategia in Medio Oriente dopo gli attacchi iraniani devastanti: abbandona le grandi basi visibili e punta su dispersione, occultamento e riduzione delle tracce elettroniche. Ma la frammentazione logistica e l'esaurimento degli intercettori rappresentano nuove sfide critiche.

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Nascondersi – La prossima grande sfida del US Army

Nascondersi - La prossima grande sfida del US Army
Condoralex Condoralex 12 settembre 2026 3 min di lettura 8 Scarica PDF

L'esercito americano ripensa la sua strategia in Medio Oriente dopo gli attacchi iraniani devastanti: abbandona le grandi basi visibili e punta su dispersione, occultamento e riduzione delle tracce elettroniche. Ma la frammentazione logistica e l'esaurimento degli intercettori rappresentano nuove sfide critiche.

I recenti e devastanti attacchi sferrati dall’Iran contro le basi statunitensi in Medio Oriente negli ultimi mesi hanno palesato l’obsolescenza delle attuali strategie belliche. A fronte di avversari armati di missili a lungo raggio e droni, l’esercito americano sta riscoprendo un principio fondamentale: l’arte di nascondersi.

Cambiamenti nella dottrina e nel comando

Il Combined Arms Command (CAC) dell’Esercito sta modificando l’addestramento delle truppe in materia di occultamento, distanziandosi dai grandi posti di comando visti in Iraq e Afghanistan.

  • Mimetizzarsi alla luce del sole: Durante un briefing al Pentagono, il generale di corpo d’armata James P. Isenhower ha sottolineato che mimetizzarsi è diventato un imperativo sul campo di battaglia moderno, imponendo truppe disperse e una forte riduzione delle firme elettroniche e fisiche.
  • Il prezzo della dispersione: Kelly Grieco, ricercatrice senior presso lo Stimson Center, spiega che l’esercito sta barattando l’efficienza con la sopravvivenza. La frammentazione dei rifornimenti su più località sostituisce i grandi hub centralizzati, complicando la logistica; dopo i danni subiti dalla base NSA in Bahrain, ad esempio, le navi statunitensi hanno dovuto fare affidamento su un hub a Diego Garcia, a oltre 3.200 chilometri di distanza, costringendo il personale a ordinare i viveri con 30 giorni di anticipo.

La vulnerabilità delle basi in Medio Oriente

Le installazioni americane, ampie e facilmente individuabili, sono state bersaglio di continui assalti dall’inizio del conflitto con l’Iran:

  • Naval Support Activity (NSA) Bahrain: Colpita il 28 febbraio da missili e droni d’attacco unidirezionali, ha registrato danni per circa 400 milioni di dollari. Il segretario alla Marina ad interim Hung Cao ha dichiarato senza filtri che l’Iran “ha distrutto il Bahrain”.
  • Base aerea di Muwaffaq Salti (Giordania): Tre soldati americani sono morti a luglio dopo che un attacco missilistico e di droni ha perforato le difese aeree locali.
  • Port Shuaiba (Kuwait): Sei soldati sono rimasti uccisi a marzo a causa di un drone iraniano che ha colpito un centro di operazioni tattiche.

Intercettori in esaurimento

Ad aggravare la situazione vi è il massiccio impiego di costosi missili intercettori per contrastare droni economici e missili balistici iraniani, una dinamica che ha prosciugato le scorte. Un recente rapporto del CSIS evidenzia il drastico calo registrato tra febbraio e luglio:

  • Intercettori Patriot: È stato impiegato circa il 65% delle scorte.
  • Intercettori THAAD: Le scorte sono diminuite del 38% dall’inizio della guerra.

Adattamento alla sorveglianza moderna

Durante la “Guerra al Terrore”, la totale supremazia aerea garantiva alle basi americane una funzione di santuario sicuro. Oggi, al contrario, gli avversari riescono a tracciare facilmente le firme elettromagnetiche, le tracce fisiche e i segnali visivi. Tale vulnerabilità non riguarda solo le postazioni fisse, ma anche i mezzi in movimento: ad aprile, un caccia statunitense è stato abbattuto dopo che uno sciame di droni ne aveva intercettato la posizione GPS, la velocità e la rotta, trasmettendo i dati ai comandi iraniani.

Per fronteggiare questa minaccia, l’addestramento a tutti i livelli dell’Esercito è stato aggiornato per includere la guerra elettronica e antidrone, insegnando ai soldati a gestire le proprie emissioni e a individuare al contempo le posizioni nemiche.

 

 

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