L’U.S. Army ha assegnato a Oshkosh Defense un nuovo contratto per la fornitura di 97 veicoli FMTV A2 (Family of Medium Tactical Vehicles) in configurazione Low-Velocity Airdrop (LVAD), nelle versioni Cargo 6×6 e 4×4. L’ordine include anche Arctic Kits, pacchetti pensati per rendere i mezzi idonei a operare in condizioni di freddo estremo e in aree remote, in linea con la crescente attenzione dell’Esercito alla readiness nell’Artico.
Perché l’LVAD conta: sostenere le MBCT dove la logistica “classica” non arriva
Secondo Oshkosh, la variante FMTV A2 LVAD Cargo è un asset di sostegno chiave per le Mobile Brigade Combat Teams (MBCTs): l’obiettivo è mantenere le unità rifornite, mobili e operative sin dall’ingresso nel teatro, anche quando infrastrutture e vie di comunicazione sono degradate o contestate. Il concetto è semplice: far arrivare direttamente via aviolancio mezzi e materiali essenziali in aree dove i normali convogli o la resupply tradizionale sono troppo rischiosi o impossibili.
In questa cornice, Oshkosh descrive l’FMTV A2 LVAD come un moltiplicatore di capacità per le MBCT: consente di spingere logistica e supporto di manovra più avanti, riducendo la dipendenza da basi e hub fissi e aumentando la resilienza operativa.
“Colma un gap noto”: la lettura di Oshkosh
A spiegare il senso dell’acquisizione è anche la dichiarazione di Pat Williams, Chief Programs Officer di Oshkosh Defense: l’FMTV A2 LVAD, sostiene, “chiude un gap noto” nella mobilità delle forze aviotrasportate, permettendo logistica accelerata e supporto alla manovra “dove il rifornimento tradizionale non è possibile”, estendendo la portata delle unità sul “tactical edge”.
Un elemento distintivo dell’ordine è l’inclusione degli Arctic Kits, citati come prova della capacità del sistema di operare in ambienti estremi e remoti. Per l’Esercito, che negli ultimi anni ha enfatizzato addestramento e posture per i climi rigidi, l’adozione di kit dedicati è un tassello concreto per trasformare un veicolo logistico in una piattaforma impiegabile anche in scenari ad alta latitudine.

Stato del programma: test e aviolanci riusciti
Il nuovo ordine arriva dopo una sequenza di prove presentate come indicatori di maturità del programma:
- Cargo 6×6: test avviati nel 2023 e primi test di aviolancio completati con successo nel 2024.
- Cargo 4×4: test iniziati a metà 2024 e tre aviolanci consecutivi riusciti a inizio 2025 presso lo U.S. Army Yuma Proving Grounds (Arizona).
Le piattaforme in dettaglio: carichi utili e prestazioni dichiarate
L’ordine riguarda mezzi Cargo 4×4 e 6×6, parte della famiglia FMTV A2. Nelle configurazioni citate in ambito LVAD:
- FMTV A2 4×4 – 2.5-ton Cargo Van: payload 5.000 lb (circa 2.267 kg) e area di carico 90 ft² (circa 8,3 m²).
- FMTV A2 4×4 – 3-ton Cargo: payload 6.000 lb (circa 2.721 kg), velocità massima 62 mph (circa 99 km/h) e volume di carico 145,8 ft³ (circa 4,1 m³).
- FMTV A2 6×6 (varianti): capacità fino a 8 tonnellate nel cassone; volume 164,7 ft³ (circa 4,7 m³). Per la 8-ton Cargo: payload 16.000 lb (circa 7.257 kg) e velocità massima 60 mph (circa 97 km/h).

Implicazioni operative: logistica distribuita e sopravvivenza in ambienti contestati
Letta in chiave operativa, la scelta di incrementare la flotta LVAD va nella direzione di una logistica più distribuita e meno prevedibile: poter lanciare veicoli e rifornimenti a bassa velocità consente di sostenere unità avanzate anche in presenza di minacce su aeroporti, porti o nodi stradali, e di ridurre la vulnerabilità legata a rotte obbligate.
In parallelo, l’attenzione all’Artico suggerisce un requisito trasversale: mobilità e sustainment devono restare credibili non solo in scenari temperati, ma anche in teatri con condizioni ambientali severe, dove affidabilità meccanica, autonomia e supporto logistico diventano determinanti.
Nel complesso, il contratto per i 97 FMTV A2 LVAD consolida un percorso di sperimentazione già avviato e traduce in acquisizioni un’esigenza molto specifica: portare logistica e capacità di manovra alle forze aviotrasportate e alle MBCT “dove gli altri non arrivano”, con un occhio sempre più esplicito alla dimensione cold weather.
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