Dopo mesi di conflitto e tensioni prolungate, l'apparato militare statunitense si trova di fronte a una fase di stallo operativo e sarebbe alla ricerca di "nuove idee" per rilanciare la propria offensiva. A rivelarlo è la CNN, che ha preso visione di una comunicazione interna proveniente dai vertici delle forze armate americane.
La richiesta interna: "Cerchiamo modi creativi e non convenzionali"
Secondo quanto riportato dall'emittente statunitense e confermato da fonti vicine al dossier, un alto ufficiale del ramo intelligence del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha inviato un messaggio esplicito a un ampio gruppo di analisti militari:
"Abbiamo bisogno di idee. Stiamo cercando nuovi modi creativi e non convenzionali per fare pressione e punire l'Iran."
La richiesta, inoltrata nel corso della scorsa settimana, riflette le crescenti difficoltà strategiche sul campo. I tentativi diplomatici per arrivare a un accordo di pace sono finora falliti, mentre le continue minacce di bombardamenti contro Teheran non sembrano aver sortito l'effetto deterrente sperato.
- Il fattore stallo: Il conflitto si trova impantanato in una situazione complessa, in cui le opzioni tradizionali rischiano di non produrre ulteriori risultati concreti.
- La ricerca di alternative: "A volte servono menti creative, soprattutto quando si stanno esaurendo le opzioni convenzionali"*, ha sottolineato una delle fonti interpellate dalla CNN.
Nel mirino i siti nucleari: l'amministrazione valuta un'escalation
Parallelamente alla ricerca di nuove strategie, l'amministrazione guidata da Donald Trump sta valutando la possibilità di intensificare ulteriormente la campagna militare. Al centro delle valutazioni vi sarebbe la ripresa degli attacchi mirati contro le restanti installazioni nucleari iraniane.
Fonti informate sulla pianificazione militare confermano che l'esercito si sta attivamente preparando a colpire:
- Il Monte Pickaxe e altri siti strategici ritenuti cruciali per la conservazione di materiale o attrezzature nucleari.
- Nuovi raid per completare l'opera, dopo che i precedenti attacchi della scorsa estate erano stati definiti dallo stesso Trump come un'azione che aveva "annientato" le capacità atomiche di Teheran.
La combinazione tra la ricerca di soluzioni non convenzionali da parte dell'intelligence del Centcom e la pressione politica per un innalzamento dello scontro delinea uno scenario geopolitico sempre più teso, con margini di manovra diplomatica ridotti al minimo.
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo!