Nel periodo dal 24 agosto al 10 settembre 2026, si è svolta presso il National All Domain Warfighting Center (NADWC) - Alpena Combat Readiness Training Center (CRTC) & Camp Grayling Michigan (MI) - USA, l’edizione 2026 dell’esercitazione multinazionale Bold Quest, attività annuale a guida dello U.S. Joint Staff J6 che ha visto la partecipazione congiunta di forze armate statunitensi insieme al dispiegamento in rappresentanza di 22 paesi alleati della NATO, 15 Paesi appartenenti alla coalizione internazionale, insieme ad importanti partners industriali presenti sul terreno.
La Bold Quest si configura come una “operational demonstration and assessment exercise” finalizzata a migliorare l’interoperabilità tattica, tecnica e procedurale tra tutte le forze armate coinvolte e finalizzata a testare l’interoperabilità dei sistemi di comando e controllo in ambiente operativo multinazionale e interforze multi-dominio.
Obiettivo primario di questa edizione è risultata la sperimentazione e lo sviluppo del Coalition Joint All Domain C2 (CJADC2), un modello che punta a integrare il comando e controllo nei diversi domini - terra, aria, mare, spazio e cyber - attraverso scenari addestrativi quanto più realistici di tipo Live, Virtual & Constructive (LVC).
Interoperabilità multinazionale e scenari multi-dominio
Sul terreno, in siti diversi, erano dispiegati oltre 1.000 militari e civili dell’industria della difesa con la finalità di testare e mettere alla prova soluzioni tecnologiche avanzate di C2 (Command and Control), verificandone l’efficacia in un contesto multinazionale caratterizzato da sfide multi-dominio.
La Bold Quest rappresenta una piattaforma unica per testare in condizioni realistiche la capacità di condividere informazioni critiche, sincronizzare manovre e integrare sistemi d’arma e sensori appartenenti a nazioni diverse. In questo modo si rafforza la resilienza delle coalizioni e si accorciano i tempi di risposta alle minacce sul campo in continua evoluzione. Rispetto alle edizioni precedenti, la Bold Quest 26 ha visto l’impiego reale di assetti sul terreno, all’interno dell’area addestrativa, impiegando veicoli statunitensi equipaggiati con sistemi di comando e controllo connessi mediante apparati radio con il Posto Comando ed equipaggiati con i sistemi C2 veicolari (C2DN Evo e TALON) e dismounted SIRIO.

Bold Quest 2026 Italia protagonista nell’esercitazione multinazionale in Michigan
Il sistema Paese e la partecipazione Joint a livello nazionale: Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare in campo insieme al comparto industriale della difesa italiana
Per la Marina Militare erano presenti operatori e specialisti della Brigata Marina San Marco (BMSM), mentre per l’Esercito Italiano hanno preso parte unità del Comando Valutazione ed Integrazione dell’Esercito (COMVIE) con un proprio team ITB (Integration Test Bed) ed elementi a supporto della Brigata paracadutisti “Folgore”. A completare la compagine interforze dispiegata sul campo, operatori del 17° Stormo Incursori dell’Aeronautica Militare.
Sul fronte industriale, la componente nazionale è stata rappresentata da due attori di primo piano: La ASTIM srl, azienda ravennate che ha schierato il sistema di C2 TALON TMS MK4 (Target Acquisition Land Observation and Navigation Tactical Mission System) in supporto alla Brigata Marina San Marco e la Leonardo Company, che ha contribuito con il Multi Data Link Processor (MDLP), elemento chiave per la gestione e l’integrazione dei flussi dati, ed i sistemi di C2 (C2DNEvo ed il SIRIO) in supporto all’Esercito italiano.
Verso una coalizione digitale integrata
La Bold Quest 2026 è risultata essere non solo un banco di prova tecnologico, ma anche un vero Test Bed che ha consentito di consolidare la fiducia tra alleati, potenziare la cooperazione e validare concetti operativi innovativi.
Per l’Italia, la partecipazione congiunta delle Forze Armate e dell’industria ha rappresentato un’occasione preziosa per testare sul campo soluzioni nazionali, confrontandole con quelle degli alleati e contribuendo attivamente al percorso che condurrà verso una coalizione digitale e integrata.
“La partecipazione alla Bold Quest 2026 rappresenta, per la Difesa e soprattutto per il COMVIE, una straordinaria opportunità per confermare l’eccellenza italiana nel settore dei sistemi di Comando e Controllo”, ha dichiarato il Generale di Corpo d’Armata Francesco Olla, Comandante del COMVIE, presente alla fase finale dell’esercitazione come rappresentante dell’Esercito, aggiungendo altresì che “in un panorama geopolitico in continua evoluzione, la capacità di rendere interoperabili sistemi tecnologici diversi in modo dinamico costituisce il vero moltiplicatore di forze, soprattutto in scenari warfighting su vasta scala”.
Con il CJADC2, il futuro del comando e controllo appare sempre più interconnesso, resiliente e multi-dominio: un orizzonte che la Bold Quest 2026 ha contribuito anche quest’anno a rendere operativo e realtà.
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