Serie Storiche

17 settembre 2010, un anno dopo Kabul cadeva Alessandro Romani: l’incursore del Col Moschin ucciso in combattimento in Afghanistan

Il 17 settembre 2010, esattamente un anno dopo l’attentato di Kabul, cadeva in Afghanistan il Tenente Alessandro Romani, incursore del 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”. Fu mortalmente ferito a Bakwa durante un’operazione contro elementi ostili sorpresi mentre occultavano un IED. Sedici anni dopo, il suo nome resta inciso nella memoria di un Paese che NON deve dimenticare.

17 settembre 2010, un anno dopo Kabul cadeva Alessandro Romani: l’incursore del Col Moschin ucciso in combattimento in Afghanistan
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17 settembre 2010, un anno dopo Kabul cadeva Alessandro Romani: l’incursore del Col Moschin ucciso in combattimento in Afghanistan

17 settembre 2010, un anno dopo Kabul cadeva Alessandro Romani: l’incursore del Col Moschin ucciso in combattimento in Afghanistan
Condoralex Condoralex 17 settembre 2026 3 min di lettura 76 Scarica PDF
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Il 17 settembre 2010, esattamente un anno dopo l’attentato di Kabul, cadeva in Afghanistan il Tenente Alessandro Romani, incursore del 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”. Fu mortalmente ferito a Bakwa durante un’operazione contro elementi ostili sorpresi mentre occultavano un IED. Sedici anni dopo, il suo nome resta inciso nella memoria di un Paese che NON deve dimenticare.

Il 17 settembre è una data che porta con sé due ferite profonde nella storia recente dei paracadutisti italiani. Il 17 settembre 2009, a Kabul, un attentato suicida contro un convoglio della Folgore costò la vita a sei militari italiani. Esattamente un anno dopo, il 17 settembre 2010, in Afghanistan cadeva Alessandro Romani, incursore del 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin”.

Due episodi diversi, ma legati dalla stessa data e dallo stesso teatro operativo.

Alessandro Romani, incursore del Col Moschin

Nato a Roma il 18 luglio 1974, il Tenente Alessandro Romani era un ufficiale incursore dell’Esercito con alle spalle numerose esperienze operative all’estero. Nel settembre 2010 era schierato in Afghanistan nell’ambito della missione ISAF, all’interno della Task Force 45, la componente italiana delle Forze Speciali impegnata nel teatro afghano.

Il 17 settembre la sua unità venne impiegata nella zona di Bakwa, nella provincia di Farah, nell’Afghanistan occidentale.

L’operazione aveva avuto origine dall’individuazione di alcuni elementi ostili sorpresi mentre occultavano un ordigno esplosivo improvvisato lungo un’importante arteria stradale. Il gruppo era stato individuato attraverso la sorveglianza aerea e le forze italiane intervennero per procedere alla cattura.

Lo scontro a fuoco a Bakwa

Durante l’azione gli incursori entrarono in contatto con gli insorti e iniziò un violento scontro a fuoco.

Romani venne gravemente colpito al torace. Ferito anche un altro militare italiano, il Primo Caporal Maggiore Elio Domenico Rapisarda. Romani fu evacuato verso la struttura sanitaria americana di Farah, ma le ferite riportate si rivelarono mortali.

L’Esercito ricorda oggi Alessandro Romani con il grado di Capitano e come Medaglia d’Oro al Valor Militare. Il suo nome è stato inoltre assegnato a un’imbarcazione d’assalto veloce destinata proprio agli incursori del 9° Reggimento “Col Moschin”, presso la Base Addestramento Incursori di San Rossore.

La stessa data dei sei Caduti di Kabul

Il calendario volle che tutto accadesse esattamente dodici mesi dopo una delle giornate più dolorose per la Folgore.

Il 17 settembre 2009, poco dopo le 12 locali, un’autobomba colpì un convoglio italiano a Kabul. Morirono il Tenente Antonio Fortunato, il Sergente Maggiore Roberto Valente e i Primi Caporal Maggiori Massimiliano Randino, Matteo Mureddu, Gian Domenico Pistonami e Davide Ricchiuto.

Il 17 settembre 2010, mentre il ricordo di Kabul era ancora vivissimo nei reparti e nelle famiglie, arrivò quindi un’altra notizia dall’Afghanistan: un altro paracadutista italiano non sarebbe tornato a casa.

Sedici anni dopo, ricordare Alessandro Romani

Oggi, 17 settembre 2026, sono trascorsi sedici anni dalla morte di Alessandro Romani.

La sua storia appartiene a quella generazione di militari italiani che ha vissuto gli anni più duri dell’impegno in Afghanistan, quando pattugliamenti, operazioni contro gli insorti, IED e scontri a fuoco erano parte quotidiana di un teatro operativo estremamente complesso.

Il nome di Alessandro Romani continua a vivere nel suo Reggimento e tra gli incursori che sono venuti dopo di lui.

E il 17 settembre rimane così una data particolarmente dolorosa per i paracadutisti italiani: nel 2009 i sei Caduti di Kabul, nel 2010 Alessandro Romani.

Sette uomini, due giorni separati da esattamente un anno.

Ricordarli significa impedire che il tempo trasformi i loro nomi soltanto in date su un calendario.

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