Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha concluso una missione sul Fianco Est della NATO che lo ha portato in Bulgaria, Polonia, Lituania e Lettonia, incontrando i rispettivi vertici della Difesa e soprattutto i militari italiani schierati nei dispositivi dell’Alleanza.
Un viaggio che va però oltre il tradizionale saluto istituzionale ai contingenti.
Nelle diverse tappe Crosetto ha infatti delineato con crescente chiarezza una posizione: rafforzare la deterrenza della NATO, accelerare l'integrazione delle capacità militari europee e iniziare a ragionare su una difesa europea di dimensione continentale, capace di coinvolgere anche Paesi che non appartengono all'Unione Europea.
Sul Fianco Est sono attualmente impegnati oltre 2.000 militari italiani, secondo quanto dichiarato dallo stesso Ministro nel corso della visita in Polonia.
Bulgaria: «Essere pronti al peggio perché il peggio non accada»
La missione è iniziata dalla Bulgaria, dove Crosetto ha incontrato il Ministro della Difesa Dimitar Stoyanov e successivamente i militari italiani schierati nella Novo Selo Training Area nell'ambito delle NATO Forward Land Forces.
L'Italia svolge un ruolo di particolare responsabilità nel dispositivo: guida infatti il Multinational Battle Group schierato nel Paese.
Nel confronto bilaterale sono stati affrontati la sicurezza del Mar Nero, la situazione nei Balcani occidentali, la guerra ibrida e cognitiva e la protezione delle infrastrutture critiche, comprese quelle energetiche, di comunicazione e subacquee.
Parlando ai militari italiani, Crosetto ha riassunto il principio alla base della deterrenza con una frase particolarmente netta:
«Il nostro compito è essere pronti al peggio perché il peggio non accada».
Per il Ministro la credibilità militare non deriva soltanto dai mezzi, ma dalla preparazione, dall'efficienza operativa e dalla capacità di operare insieme agli Alleati.
Un concetto accompagnato da un altro richiamo: non è più possibile prepararsi agli scenari futuri utilizzando gli schemi del passato.
Polonia: oltre 2.000 italiani sul Fianco Est
Seconda tappa, Varsavia, dove Crosetto ha incontrato il Ministro della Difesa polacco Władysław Kosiniak-Kamysz e deposto una corona presso la Tomba del Milite Ignoto.
Il confronto ha riguardato soprattutto la guerra in Ucraina e l'accelerazione dei programmi europei di difesa.
Crosetto ha sottolineato che:
«Difendere la Polonia significa difendere l'Italia e, più in generale, difendere l'Europa significa difendere ciascuna delle nostre Nazioni».
Da qui la proposta di una difesa europea che non rimanga confinata ai 27 Stati dell'Unione Europea, ma assuma una dimensione continentale e complementare alla NATO.
Tra le capacità indicate dal Ministro come prioritarie figurano difesa aerea integrata, spazio, intelligenza artificiale, sistemi unmanned e robotici, contrasto alle minacce ibride e mobilità militare.
Anche il settore industriale entra direttamente in questo processo: Italia e Polonia intendono approfondire le possibilità di cooperazione dagli elicotteri agli F-35, fino alle infrastrutture strategiche necessarie all'Alleanza.
Lituania: gli Eurofighter italiani abbattono un drone
La visita ha assunto una particolare valenza operativa con la successiva tappa in Lituania.
Presso la base di Šiauliai Crosetto ha incontrato i militari della Task Force Air “Baltic Thunder III”, impegnata nella NATO Baltic Air Policing.
La missione italiana è iniziata il 31 luglio e vede gli Eurofighter F-2000 contribuire alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo di Estonia, Lettonia e Lituania. Già il 3 agosto i caccia italiani erano decollati in scramble per intercettare due velivoli militari russi che volavano sul Mar Baltico in spazio aereo internazionale.
Ma durante questa visita Crosetto ha potuto ringraziare gli equipaggi anche per un intervento ben più concreto.
Secondo quanto dichiarato dal Ministro, due caccia italiani hanno abbattuto un drone che aveva violato lo spazio aereo lituano.
Il Ministro della Difesa lituano Robertas Kaunas ha personalmente accompagnato Crosetto nell'incontro con il personale italiano, ringraziando l'Italia per l'intervento.
«Quello che avete fatto ieri ne è la prova», ha detto Crosetto rivolgendosi ai militari italiani, riferendosi alla necessità di essere pronti a intervenire con mezzi e professionalità per la difesa dello spazio aereo alleato.
«Senza Forze Armate una Nazione non difende pienamente la propria libertà»
A Šiauliai Crosetto ha rivolto ai militari uno dei passaggi più significativi dell'intera missione.
Ha ricordato che gli uomini e le donne delle Forze Armate italiane operano a migliaia di chilometri da casa, addestrandosi insieme agli Alleati «come se fossero un unico contingente».
Il concetto centrale è quello della difesa collettiva: il confine da proteggere non appartiene soltanto alla Lituania, alla Lettonia o alla Polonia, ma all'intera Alleanza.
Crosetto ha quindi aggiunto:
«Senza Forze Armate, una Nazione non è pienamente in grado di difendere la propria libertà, la propria sicurezza e il proprio futuro».
Parole alle quali ha accompagnato un impegno personale nei confronti del personale della Difesa:
«Voi avete giurato di servire il Paese e io sento il dovere di servire voi».
Lettonia: l'Esercito italiano a Ādaži
Ultima tappa, Lettonia, presso la base militare di Ādaži, dove sono schierati i militari dell'Esercito Italiano nell'ambito dell'operazione Baltic Guardian.
La presenza italiana nel Paese ha una lunga storia all'interno del dispositivo NATO enhanced Forward Presence, con contingenti inseriti nelle forze multinazionali dell'Alleanza.
Crosetto ha incontrato anche il Ministro della Difesa lettone Raivis Melnis, dal quale ha ricevuto il Distintivo d'Onore del Ministro della Difesa lettone, attribuito per il contributo italiano allo sviluppo della difesa nazionale e alla collaborazione tra i due Paesi.
Due ufficiali piloti italiani sono stati inoltre premiati per un precedente intervento contro un drone che aveva violato lo spazio aereo lettone.
Il quadro delineato dal Ministro comprende ormai minacce che non possono più essere considerate separatamente: difesa aerea, protezione delle frontiere, sistemi anti-drone, cyber e protezione delle infrastrutture critiche diventano componenti di una stessa architettura difensiva.
La proposta: una difesa europea oltre l'Unione Europea
È probabilmente questo il contenuto politico-strategico più importante emerso dal viaggio.
Crosetto ha ripetuto in più tappe l'idea di costruire una difesa europea nella sua dimensione continentale, andando oltre i confini istituzionali dell'Unione Europea.
Non, quindi, soltanto i 27 Stati membri.
Il Ministro immagina una struttura capace di coinvolgere le nazioni europee che ne condividano obiettivi e principi, mantenendo però la NATO come architrave della difesa collettiva.
La proposta non viene presentata come alternativa all'Alleanza Atlantica, ma come rafforzamento del suo pilastro europeo.
In Lettonia Crosetto è andato ancora oltre, indicando esplicitamente anche l'Ucraina, una volta raggiunta la pace, tra i Paesi che dovrebbero essere coinvolti in questa futura architettura continentale.
L'obiettivo dichiarato è aumentare la capacità di deterrenza:
«Più siamo uniti, più rendiamo forte la nostra capacità di deterrenza, allontaniamo il rischio della guerra e rafforziamo il pilastro europeo della NATO».
«Perché viene richiesta la presenza dei militari italiani?»
Nell'incontro con il contingente italiano in Lettonia, Crosetto ha dedicato infine una parte importante del suo intervento all'immagine delle Forze Armate italiane nelle missioni internazionali.
«Vi siete mai chiesti perché, in tante parti del mondo, venga richiesta la presenza dei nostri militari?», ha domandato.
La risposta del Ministro è stata:
«Perché l'uniforme italiana non viene percepita come una minaccia, ma come aiuto, protezione e difesa».
Secondo Crosetto questa capacità di coniugare forza militare, attenzione alle persone e costruzione della fiducia costituisce un patrimonio accumulato dalle Forze Armate italiane attraverso decenni di missioni.
Un patrimonio che, nelle parole del Ministro, produce anche un risultato politico e diplomatico: contribuisce alla credibilità internazionale dell'Italia.
Ma la reputazione costruita in passato, ha avvertito Crosetto, non è sufficiente.
Le Forze Armate devono continuare a evolvere, preparandosi non alle minacce di oggi ma a quelle di domani, aggiornando continuamente addestramento, capacità, tecnologie e strumenti.
Il filo rosso della missione
Bulgaria, Polonia, Lituania e Lettonia rappresentano scenari differenti, ma il messaggio emerso dal viaggio è sostanzialmente unico.
L'Italia intende continuare a garantire la propria presenza militare sul Fianco Est della NATO, mentre contemporaneamente punta a spingere l'Europa verso una maggiore capacità autonoma di organizzare e integrare la propria difesa.
Non in contrapposizione alla NATO, ma all'interno dell'Alleanza.
E sul terreno questa strategia significa uomini, mezzi, carri, unità multinazionali ed Eurofighter pronti allo scramble.
Come ha ricordato Crosetto ai militari italiani:
«Essere sul Fianco Est significa esserci quando serve, non soltanto dichiarare la nostra vicinanza».
Fonti
Ministero della Difesa – dichiarazioni e comunicazioni del Ministro Guido Crosetto, missione sul Fianco Est, settembre 2026
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