Aviotruppe

USA: il battaglione “droni” della 173rd Airborne torna alla fanteria paracadutista

L'US Army dismette il battaglione droni della 173rd Airborne dopo pochi mesi di sperimentazione. Il 3-504th PIR tornerà a concentrarsi sulla fanteria paracadutista tradizionale. Le lezioni apprese in Ucraina continueranno a influenzare l'integrazione dei sistemi autonomi nelle unità da combattimento attraverso una distribuzione più capillare all’interno dei reparti tradizionali.

USA: il battaglione “droni” della 173rd Airborne torna alla fanteria paracadutista
USA: il battaglione “droni” della 173rd Airborne torna alla fanteria paracadutista - Immagine generata con AI
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USA: il battaglione “droni” della 173rd Airborne torna alla fanteria paracadutista

USA: il battaglione “droni” della 173rd Airborne torna alla fanteria paracadutista - Immagine generata con AI
Condoralex Condoralex 20 agosto 2026 4 min di lettura 71 Scarica PDF

L'US Army dismette il battaglione droni della 173rd Airborne dopo pochi mesi di sperimentazione. Il 3-504th PIR tornerà a concentrarsi sulla fanteria paracadutista tradizionale. Le lezioni apprese in Ucraina continueranno a influenzare l'integrazione dei sistemi autonomi nelle unità da combattimento attraverso una distribuzione più capillare all’interno dei reparti tradizionali.

L’esperimento era nato per capire quanto le lezioni della guerra in Ucraina potessero modificare l’organizzazione di un reparto da combattimento americano. Ora, dopo pochi mesi, l’US Army ha deciso di cambiare impostazione: il 3rd Battalion, 504th Parachute Infantry Regiment (3-504th PIR) terminerà il proprio ruolo specifico di “drone assault battalion” e tornerà a concentrarsi sulle funzioni fondamentali di un battaglione di fanteria paracadutista.

La decisione, anticipata dal Wall Street Journal, arriverà al termine della partecipazione del reparto a Saber Junction, la grande esercitazione in programma tra agosto e settembre presso l’area addestrativa di Hohenfels, in Germania. Successivamente il battaglione presenterà all’Esercito le conclusioni della sperimentazione, che serviranno per orientare l’organizzazione futura delle unità e l’impiego dei sistemi senza pilota.

Un battaglione di circa 600 paracadutisti per studiare la guerra dei droni

Il 3-504th PIR era stato costituito nel gennaio 2026 impiegando circa 600 militari della 173rd Airborne Brigade, la brigata aviotrasportata statunitense permanentemente schierata in Europa.

La missione assegnata al reparto era particolare: sperimentare su scala battaglione l’integrazione di droni, sistemi robotici terrestri e nuove tattiche di combattimento, facendo tesoro soprattutto di quanto osservato sul campo di battaglia ucraino.

Una piccola parte del personale sarebbe stata anche inviata a Kyiv per confrontarsi direttamente con comandanti e operatori ucraini di droni, mentre altri militari hanno avuto occasione di addestrarsi con personale ucraino durante attività NATO in Europa.

Per la 173rd Airborne, del resto, quello dei sistemi senza pilota non è un terreno nuovo. Già nel 2025 la brigata aveva sviluppato internamente un FPV Drone Lab alla Caserma Del Din, a Vicenza, destinato alla sperimentazione e allo sviluppo di droni FPV. Personale della brigata aveva inoltre sperimentato sistemi UAS durante attività addestrative a Grafenwöhr, in Germania.

Non è un abbandono dei droni

La scelta dell’US Army non deve però essere interpretata come un giudizio negativo sull’utilità dei droni.

Il punto è piuttosto come integrarli nelle unità terrestri.

Terminata Saber Junction, il 3-504th PIR cesserà di essere un battaglione costruito specificamente attorno alla sperimentazione dei sistemi autonomi e tornerà, secondo quanto comunicato da un portavoce dell’Esercito, a concentrarsi sui propri “core warfighting tasks as an airborne infantry battalion”, cioè sui compiti fondamentali della fanteria aviotrasportata.

Le esperienze accumulate dal reparto non andranno perse: verranno utilizzate per contribuire alla progettazione della forza e alle future sperimentazioni.

Ed è proprio questo l’aspetto più interessante della vicenda.

La domanda che l’Esercito americano sta cercando di risolvere non sembra essere più se utilizzare i droni, ma a quale livello organizzativo inserirli e quanto debbano trasformare la struttura tradizionale delle unità da combattimento.

Il nuovo orientamento dell’US Army

La decisione arriva mentre ai vertici dell’Esercito americano si sta affermando una maggiore attenzione verso le capacità fondamentali del soldato e delle piccole unità.

Nel documento “The Army Azimuth”, pubblicato il 19 agosto dal generale Christopher C. LaNeve, viene ribadita la necessità di riportare al centro addestramento individuale, capacità tattiche delle piccole unità e prontezza operativa.

Questo non significa però tornare tecnologicamente indietro.

Nello stesso documento LaNeve afferma che l’Esercito deve riuscire a superare i propri avversari combinando capacità umane con tecnologie avanzate, citando esplicitamente autonomia e intelligenza artificiale.

Il messaggio appare quindi piuttosto chiaro: innovazione sì, ma senza perdere le capacità fondamentali del combattente e delle unità di manovra.

La lezione per la fanteria paracadutista

Per una formazione come la 173rd Airborne Brigade il problema è particolarmente interessante.

Le unità aviotrasportate devono essere leggere, rapidamente proiettabili e capaci di combattere con una logistica limitata. Droni FPV, piccoli UAS da ricognizione e sistemi robotizzati possono aumentare enormemente la capacità di osservazione e di ingaggio di una compagnia o di un battaglione.

Ma trasformare un intero battaglione di fanteria in un reparto specializzato nei droni è una scelta organizzativa molto più radicale.

L’esperimento del 3-504th PIR sembra quindi aver raggiunto una nuova fase: il battaglione sperimentale scompare come struttura dedicata, ma ciò che i paracadutisti hanno imparato continuerà a influenzare il modo in cui l’US Army utilizzerà droni e sistemi autonomi sul campo di battaglia.

La tecnologia, insomma, non sostituisce necessariamente il paracadutista. Sempre più spesso potrebbe diventare semplicemente un’altra delle armi a sua disposizione.

Fonte: www.wsj.com

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Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore del sito web BRIGATAFOLGORE.NET. Blogger e informatico di professione. Socio Ordinario A.N.P.D'I. Sezione di Siena.

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