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Da Mogadiscio a Hollywood: Keith Jones, il pilota di Star 41 che nel film Black Hawk Down interpretò se stesso nella battaglia del 3 ottobre 1993

Il 3 ottobre 1993 Keith Jones, pilota del 160th SOAR, scese dal Little Bird Star 41 sotto il fuoco dei miliziani somali per recuperare i feriti dopo l'abbattimento del Black Hawk Super 61 a Mogadiscio. Decorato con la Silver Star per quell'azione, otto anni dopo partecipò al film Black Hawk Down interpretando se stesso e ricreando davanti alle telecamere quella stessa azione.

Fotogramma da Black Hawk Down (2001), regia di Ridley Scott. Keith Jones ricrea nel film l’azione compiuta a Mogadiscio il 3 ottobre 1993.
Fotogramma da Black Hawk Down (2001), regia di Ridley Scott. Keith Jones ricrea nel film l’azione compiuta a Mogadiscio il 3 ottobre 1993. - © Sony Pictures / Revolution Studios.
Fotogramma da Black Hawk Down (2001), regia di Ridley Scott. Keith Jones ricrea nel film l’azione compiuta a Mogadiscio il 3 ottobre 1993.
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Da Mogadiscio a Hollywood: Keith Jones, il pilota di Star 41 che nel film Black Hawk Down interpretò se stesso nella battaglia del 3 ottobre 1993
Fotogramma da Black Hawk Down (2001), regia di Ridley Scott. Keith Jones ricrea nel film l’azione compiuta a Mogadiscio il 3 ottobre 1993. - © Sony Pictures / Revolution Studios.
Condoralex Condoralex 02 ottobre 2026 6 min di lettura 1 Scarica PDF

Il 3 ottobre 1993 Keith Jones, pilota del 160th SOAR, scese dal Little Bird Star 41 sotto il fuoco dei miliziani somali per recuperare i feriti dopo l'abbattimento del Black Hawk Super 61 a Mogadiscio. Decorato con la Silver Star per quell'azione, otto anni dopo partecipò al film Black Hawk Down interpretando se stesso e ricreando davanti alle telecamere quella stessa azione.

Trentatré anni fa, il 3 ottobre 1993, nelle strade di Mogadiscio, un piccolo MH-6 Little Bird del 160th Special Operations Aviation Regiment entrò in una delle sequenze più drammatiche della battaglia passata alla storia come Black Hawk Down. Il suo nominativo radio era Star 41. Ai comandi c’erano Karl Maier e Keith Jones, due piloti dei “Night Stalkers”.

Otto anni più tardi, quando Ridley Scott ricostruì quella battaglia per il cinema, accadde qualcosa di straordinario: Keith Jones tornò ai comandi di Star 41 e interpretò se stesso, ricreando davanti alle telecamere una parte di ciò che aveva realmente vissuto sotto il fuoco.

Super 61 è abbattuto

Nel pomeriggio del 3 ottobre 1993, la Task Force Ranger statunitense stava conducendo nel centro di Mogadiscio un'operazione destinata alla cattura di alcuni importanti esponenti dell'organizzazione di Mohamed Farrah Aidid.

Quella che avrebbe dovuto essere un'azione relativamente breve si trasformò rapidamente in una battaglia.

Intorno alle 16:20, l'MH-60 Black Hawk Super 61, pilotato da Cliff “Elvis” Wolcott e Donovan “Bull” Briley, venne centrato da un RPG e precipitò tra gli edifici della città. Entrambi i piloti morirono nello schianto, mentre alcuni degli uomini a bordo sopravvissero.

Tra questi vi erano due operatori della Delta Force, Daniel Busch e Jim Smith, che iniziarono a difendere il luogo dell'incidente mentre le forze somale convergevano verso il relitto.

In aria, il primo problema era capire chi fosse ancora vivo e se fosse possibile raggiungerlo.

Star 41 scende accanto al relitto

Il Little Bird Star 41, con Karl Maier e Keith Jones, raggiunse il punto dove era caduto Super 61.

Un MH-6 è un elicottero estremamente piccolo e agile, concepito per portare operatori delle forze speciali direttamente sull'obiettivo. In quelle circostanze le sue dimensioni permisero all'equipaggio di tentare qualcosa che con un Black Hawk sarebbe stato molto più difficile.

Star 41 atterrò accanto al luogo dello schianto.

Keith Jones lasciò l'elicottero e si mosse verso i feriti mentre Maier rimase al mezzo fornendo copertura. L'Airborne and Special Operations Museum dell'U.S. Army ricorda l'azione descrivendo Jones mentre trasporta Daniel Busch, gravemente ferito, verso il Little Bird sotto un intenso fuoco nemico.

Busch aveva continuato a combattere nonostante le ferite riportate. Sarebbe morto poco dopo l'evacuazione.

Anche Jim Smith venne portato via.

La citazione relativa alla Silver Star di Jones descrive Star 41 come uno dei primi velivoli giunti sul luogo dell'abbattimento e ricorda come Karl Maier impegnò le forze avversarie con la propria arma personale mentre Jones recuperava i due feriti. Una volta imbarcati, il Little Bird li trasportò verso la struttura sanitaria.

Fu una di quelle azioni nelle quali le caratteristiche del 160th SOAR si manifestarono nella loro forma più estrema: volare bassissimo, entrare in spazi ristretti e portare un elicottero dove, in teoria, nessuno avrebbe voluto fermarsi.

Il motto dei Night Stalkers, “Night Stalkers Don't Quit”, quella sera a Mogadiscio non fu soltanto uno slogan.

La Silver Star

Per quanto compiuto durante la battaglia, Chief Warrant Officer Four Keith Jones ricevette la Silver Star, una delle più alte decorazioni statunitensi al valor militare.

La motivazione collega direttamente il riconoscimento alla sua azione come copilota di Star 41 durante i combattimenti del 3 ottobre: l'arrivo presso il relitto di Super 61, l'estrazione dei feriti sotto il fuoco e il successivo volo verso il posto di medicazione.

Il recupero di Super 61, tuttavia, rappresentò soltanto una parte di una battaglia durata tutta la notte.

Pochi minuti dopo sarebbe stato abbattuto anche Super 64, il Black Hawk pilotato da Michael Durant. Al suo crash site si sarebbe consumata un'altra delle azioni diventate simbolo di Mogadiscio: quella dei tiratori scelti Delta Gary Gordon e Randy Shughart, che chiesero ripetutamente di essere inseriti a terra per proteggere Durant e ricevettero postumi la Medal of Honor.

Otto anni dopo, Mogadiscio ricostruita in Marocco

Nel 2001 Ridley Scott iniziò in Marocco le riprese di Black Hawk Down, tratto dal libro di Mark Bowden.

Per rendere il film il più credibile possibile, la produzione ottenne la collaborazione dell'U.S. Army. Vennero impiegati veri Black Hawk e Little Bird del 160th SOAR, mentre personale militare partecipò alla preparazione e alle riprese.

Tra quei piloti c'era anche Keith Jones.

E fu allora che cinema e storia finirono letteralmente per sovrapporsi.

Jones venne chiamato a ricreare la propria azione durante la battaglia, tornando nel ruolo del pilota di Star 41. Non aveva chiesto di apparire nel film: si trovava in Marocco insieme agli altri uomini del 160th SOAR messi a disposizione della produzione.

Nella pellicola, quindi, Keith Jones interpreta Keith Jones.

Non un attore scelto per assomigliare al vero pilota. Non una controfigura incaricata di rappresentarlo.

È lui.

Una scena molto diversa per chi l'aveva vissuta

Per Jones quella ricostruzione aveva inevitabilmente un significato diverso da quello degli altri uomini presenti sul set.

Le note di produzione ricordano quanto fosse difficile confrontarsi nuovamente con quei ricordi. Uno degli uomini che aveva recuperato nel 1993, Daniel Busch, non era sopravvissuto alle ferite. Nel film Busch è interpretato dall'attore Richard Tyson.

La produzione di Black Hawk Down coinvolse anche altri militari che avevano partecipato realmente alla battaglia, utilizzandoli come consulenti, piloti, stuntman o comparse.

Ma il caso di Jones rimane particolarmente significativo: un uomo chiamato a ricostruire cinematograficamente, nello stesso tipo di elicottero, un'azione per la quale era stato decorato al valor militare.

Star 41, una piccola parte di una battaglia enorme

La battaglia di Mogadiscio costò la vita a 18 militari statunitensi durante i combattimenti del 3 e 4 ottobre; un diciannovesimo militare americano, Matt Rierson, morì il 6 ottobre in un successivo attacco di mortaio. Decine furono i feriti.

Il nome Black Hawk Down ha inevitabilmente legato la memoria di quella battaglia ai grandi MH-60 abbattuti.

Ma accanto ai Black Hawk operarono incessantemente anche i minuscoli MH-6 e AH-6 Little Bird del 160th SOAR, fondamentali per inserire operatori, evacuare feriti e fornire supporto ravvicinato alle forze rimaste intrappolate nella città.

Tra questi c'era Star 41.

E tra i suoi piloti c'era Keith Jones.

Il 3 ottobre 1993 corse verso uomini feriti mentre intorno si combatteva.

Otto anni dopo, davanti alle cineprese di Ridley Scott, tornò ancora una volta accanto a quel Little Bird.

Questa volta era un film.

La prima volta no.

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