Il 29 settembre i Paracadutisti italiani celebrano San Michele Arcangelo, Patrono della Specialità. Una ricorrenza profondamente radicata nella tradizione dei baschi amaranto e che unisce idealmente i Paracadutisti oggi in servizio a quanti hanno indossato il basco nelle generazioni precedenti.
L’Esercito Italiano indica ufficialmente San Michele Arcangelo quale Patrono dei Paracadutisti e il 29 settembre come giorno della sua celebrazione. La ricorrenza è distinta dalla Festa della Specialità, celebrata invece il 23 ottobre, anniversario della battaglia di El Alamein del 1942.
San Michele e i Paracadutisti
Nella tradizione cristiana San Michele è l’Arcangelo guerriero, comandante delle milizie celesti e protagonista, nel libro dell’Apocalisse, della battaglia contro il drago.
La sua iconografia lo rappresenta generalmente armato di spada o di lancia, nell’atto di sconfiggere il male. Un’immagine che, per il suo carattere guerriero e per il legame simbolico con il cielo, ha trovato una particolare corrispondenza con il mondo delle truppe aviotrasportate.
L’Ordinariato Militare per l’Italia inserisce infatti il 29 settembre nel proprio calendario liturgico come festa di San Michele Arcangelo, Patrono della Specialità dei Paracadutisti.
Nel corso degli anni la ricorrenza è stata celebrata nei reparti della Brigata Paracadutisti “Folgore”, al Centro Addestramento Paracadutismo e nelle altre unità della Specialità, mantenendo vivo un legame che accompagna la storia dei Paracadutisti italiani del dopoguerra.
Non soltanto Patrono dei Paracadutisti
San Michele Arcangelo non è però legato esclusivamente al mondo paracadutista.
È anche Patrono e protettore della Polizia di Stato, proclamato tale da Papa Pio XII il 29 settembre 1949. La scelta richiama, secondo la stessa Polizia di Stato, la figura dell’Arcangelo come difensore del bene e la missione quotidiana degli operatori chiamati alla tutela dell’ordine, della sicurezza e dei cittadini.
San Michele occupa inoltre un posto particolare nella tradizione dell’Ordinariato Militare, che nella propria normativa liturgica lo indica come Patrono dell’intera Chiesa Ordinariato Militare.
La devozione all’Arcangelo supera quindi i confini della singola Specialità e ricorre in differenti realtà militari e di pubblica sicurezza, accomunate simbolicamente dai concetti di protezione, servizio e combattimento contro il male.
«Manda l’Arcangelo San Michele a nostro custode»
Per i Paracadutisti italiani il legame assume però un significato ancora più diretto.
San Michele viene infatti invocato nella Preghiera del Paracadutista d’Italia, con uno dei passaggi più conosciuti da chi ha indossato il basco amaranto:
«Manda l’Arcangelo San Michele a nostro custode: guida e proteggi l’ardimentoso volo».
Un riferimento che lega la figura dell’Arcangelo al momento più caratteristico della Specialità: il lancio, quando il Paracadutista lascia l’aeromobile e affida al paracadute il proprio ritorno a terra.
Il 29 settembre rappresenta così molto più di una semplice data del calendario militare. È una ricorrenza che attraversa generazioni diverse e accomuna personale in servizio, veterani e appartenenti all’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, mantenendo vivo uno degli elementi più riconoscibili della tradizione paracadutista italiana.
Buon San Michele a tutti i Paracadutisti.
Folgore!
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