Vedere militari in mimetica, armati di fucile d'assalto, davanti a una stazione ferroviaria o a un'ambasciata è ormai un'immagine familiare in alcune città europee. In altre capitali, invece, una scena del genere sarebbe eccezionale e potrebbe verificarsi soltanto in presenza di una grave crisi.
Non esiste infatti un modello europeo unico per l'impiego delle Forze Armate nella sicurezza interna.
Italia e Francia hanno scelto di utilizzare stabilmente i militari in supporto alle Forze di Polizia. Altri Stati, come Austria, Polonia e in passato Belgio, consentono o hanno consentito un impiego significativo sul territorio nazionale. Germania, Spagna e Paesi nordici mantengono invece una separazione molto più marcata tra difesa militare e ordine pubblico, pur prevedendo eccezioni.
La differenza non dipende soltanto dalla minaccia terroristica. Entrano in gioco Costituzioni, legislazioni nazionali, storia politica e soprattutto il diverso modo di concepire il rapporto tra Forze Armate e sicurezza interna.
Italia: il modello di Strade Sicure
L'Italia rappresenta uno dei casi più evidenti in Europa.
L'operazione Strade Sicure, iniziata il 4 agosto 2008, è diventata una componente stabile del dispositivo nazionale di sicurezza.
Nel 2026 sono impiegati circa 6.800 militari delle Forze Armate in 58 province, con oltre 1.000 siti e aree sensibili sottoposti a vigilanza: stazioni ferroviarie e metropolitane, aeroporti, sedi diplomatiche, luoghi di culto, infrastrutture e obiettivi considerati a rischio.
I militari operano in concorso con le Forze di Polizia e il loro impiego viene definito sul territorio attraverso le Prefetture.
Non si tratta quindi semplicemente di soldati utilizzati in occasione di un'emergenza: dopo diciotto anni, la presenza militare nella sicurezza urbana italiana è diventata strutturale.
Secondo i dati dell'Esercito, dall'inizio dell'operazione sono stati effettuati oltre 61 milioni di controlli su persone e veicoli e più di 100.000 soggetti sono stati fermati, arrestati o denunciati.
Francia: Sentinelle e la risposta al terrorismo
Un modello simile, anche se nato principalmente dalla minaccia terroristica, è quello francese.
L'operazione Sentinelle venne avviata nel gennaio 2015 dopo gli attentati terroristici che colpirono la Francia.
Oggi il dispositivo continua a mobilitare quotidianamente migliaia di militari per proteggere luoghi di culto, stazioni, monumenti, infrastrutture e altri obiettivi sensibili.
Il Ministero delle Forze Armate francese indica un dispositivo che può interessare circa 7.000 militari, tra personale effettivamente dispiegato e forze mantenute in allerta, con numeri adattabili alla situazione di sicurezza.
Durante i Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024 il dispositivo Sentinelle fu rafforzato fino a 10.000 militari sul territorio nazionale.
Come in Italia, i soldati non sostituiscono la Polizia: integrano il dispositivo di sicurezza interno, operando in coordinamento con le autorità civili e le forze dell'ordine.
Austria: soldati anche nella protezione di obiettivi sensibili
Meno conosciuto è il modello austriaco.
La legislazione austriaca consente al Bundesheer, l'Esercito federale, di svolgere i cosiddetti Assistenzeinsätze, cioè missioni di assistenza alle autorità civili.
In questo quadro i militari sono stati utilizzati sia per supportare i controlli alle frontiere sia per alleggerire il carico della Polizia nella protezione di infrastrutture e obiettivi sensibili.
A Vienna, ad esempio, militari del Bundesheer sono stati impiegati nella sorveglianza di ambasciate e organizzazioni internazionali.
L'Austria si colloca quindi tra quei Paesi europei nei quali la presenza di soldati sul territorio nazionale è perfettamente possibile, ma viene attivata come assistenza alla Polizia e non costituisce necessariamente una presenza urbana permanente paragonabile a quella italiana.
Belgio: i soldati nelle strade ci sono stati, ma sono stati ritirati
Il Belgio rappresenta un caso particolarmente interessante perché ha percorso la strada opposta rispetto all'Italia.
Nel gennaio 2015, dopo l'aumento della minaccia terroristica, Bruxelles avviò l'Operation Vigilant Guardian.
I militari vennero schierati nelle città per proteggere Parlamento, ambasciate, stazioni, luoghi sensibili e successivamente anche installazioni nucleari.
Dopo gli attentati di Bruxelles del marzo 2016, il dispositivo raggiunse un massimo di oltre 1.800 militari.
Con il progressivo miglioramento della situazione di sicurezza, però, il governo decise di restituire queste funzioni alla Polizia.
Il 1° settembre 2021 Vigilant Guardian è terminata definitivamente e i militari sono stati ritirati dalle strade.
Il Belgio dimostra quindi come un Paese possa utilizzare massicciamente i militari nella sicurezza interna senza necessariamente trasformare quella scelta in una missione permanente.
Polonia: militari armati soprattutto alle frontiere
La Polonia rappresenta un altro modello.
Qui il principale impiego interno dei militari non riguarda normalmente le piazze o le stazioni delle grandi città, ma soprattutto la protezione delle frontiere e il contrasto alle minacce ibride.
Dalla crisi al confine con la Bielorussia migliaia di soldati delle Forze Armate polacche sono stati impiegati in supporto alla Guardia di Frontiera.
Le unità militari effettuano pattugliamenti, posti di osservazione e attività di controllo, operando insieme alla Straż Graniczna e alla Polizia.
Il quadro normativo è stato inoltre rafforzato negli ultimi anni, definendo con maggiore precisione le possibilità di intervento dei militari e l'uso della forza durante la protezione delle frontiere.
È quindi corretto inserire la Polonia tra gli Stati europei che consentono un impiego armato significativo delle Forze Armate nella sicurezza interna, anche se in un contesto molto diverso da Strade Sicure.
Germania: una delle legislazioni più restrittive
All'altro estremo troviamo la Germania.
La Legge fondamentale tedesca stabilisce un principio molto preciso: al di fuori della difesa, la Bundeswehr può essere utilizzata soltanto nei casi espressamente previsti dalla Costituzione.
La ragione storica è evidente. Dopo l'esperienza del nazismo e della Seconda guerra mondiale, la Repubblica Federale costruì una separazione particolarmente rigorosa tra Forze Armate e sicurezza interna.
Esistono comunque delle eccezioni.
La Bundeswehr può fornire assistenza in occasione di catastrofi e gravi emergenze e, in circostanze estreme previste dagli articoli 87a e 91 della Legge fondamentale, può essere impiegata anche per contrastare minacce alla stessa esistenza o all'ordinamento democratico dello Stato.
Ma si tratta appunto di condizioni eccezionali.
Il governo tedesco ha ribadito ancora nel 2026 che l'impiego interno della Bundeswehr rimane sottoposto a limiti costituzionali molto stringenti.
Una "Strade Sicure" tedesca, con militari sistematicamente schierati davanti alle stazioni delle principali città, sarebbe quindi estremamente difficile da realizzare nell'attuale quadro costituzionale.
Spagna: niente Strade Sicure, ma non esiste un divieto assoluto
In Spagna l'impiego delle Forze Armate nella sicurezza interna è molto più limitato che in Italia o Francia, ma non è vietato in assoluto. La Ley Orgánica 5/2005 consente infatti ai militari di collaborare con le autorità civili in caso di gravi emergenze e di sostenere le Forze di Sicurezza anche nella lotta al terrorismo.
Un esempio recente è Ceuta, nell'estate 2026, dove reparti dell'Esercito, compreso personale del Tercio “Duque de Alba” 2º de La Legión, sono stati impiegati alla frontiera e nei quartieri della città in attività di vigilanza, controllo e supporto durante la crisi migratoria. Il 12 agosto la ministra della Difesa Margarita Robles ha definito l'attività una missione di “presenza, vigilanza e supporto”.
Il punto, quindi, è che la Spagna può impiegare militari armati sul territorio nazionale, ma lo fa in circostanze straordinarie e sotto autorità civile. Non esiste invece un dispositivo permanente paragonabile a Strade Sicure o Sentinelle, anche per una tradizione politica che mantiene una separazione più marcata tra Forze Armate e ordine pubblico.
La UME non è una forza di ordine pubblico
Un caso particolare spagnolo è rappresentato dalla Unidad Militar de Emergencias (UME).
Creata nel 2005, è una vera unità militare appartenente alle Forze Armate e interviene in occasione di incendi, alluvioni, terremoti, catastrofi e altre grandi emergenze.
La UME può quindi essere molto visibile nelle città e sul territorio nazionale, ma la sua missione non è il mantenimento dell'ordine pubblico né il normale pattugliamento di sicurezza.
Confondere UME e Polizia sarebbe quindi sbagliato.
Regno Unito: i militari possono essere chiamati, ma solo nelle crisi
Anche il Regno Unito dispone di strumenti che consentono alle Forze Armate di supportare le autorità civili.
Uno degli esempi più evidenti è Operation Temperer, il piano che permette di mobilitare militari in caso di una grave minaccia terroristica per liberare personale di Polizia armato da compiti di protezione statica.
Dopo l'attentato di Manchester del maggio 2017 furono mobilitati circa 1.000 militari, consentendo alla Polizia armata di essere ridistribuita nelle attività operative.
Il principio britannico rimane però differente da quello italiano: le Forze Armate sono una riserva straordinaria a disposizione dell'autorità civile, non una componente ordinaria del pattugliamento urbano.
Svezia: militari e Polizia restano nettamente separati
Anche la Svezia mantiene una separazione significativa.
Le Forze Armate possono fornire mezzi, elicotteri, artificieri e altre capacità specialistiche alla Polizia, ma normalmente il personale militare non può essere utilizzato in situazioni nelle quali potrebbe essere necessario usare forza o violenza contro individui.
Una delle principali eccezioni riguarda il terrorismo: in circostanze precise la Polizia può richiedere capacità militari anche per interventi che potrebbero comportare l'uso della forza, generalmente previa autorizzazione del Governo.
Anche in questo caso, quindi, nessun equivalente ordinario di Strade Sicure.
Tre modelli diversi in Europa
Guardando l'Europa nel suo complesso emergono sostanzialmente tre grandi modelli.
Italia e Francia rappresentano il modello nel quale militari armati sono utilizzati in modo continuativo e visibile nella protezione del territorio e degli obiettivi sensibili.
Austria, Polonia, Belgio e Regno Unito dimostrano invece che l'Esercito può essere impiegato anche in funzioni di sicurezza interna, ma normalmente in risposta a una determinata esigenza: terrorismo, frontiere, protezione di obiettivi o insufficienza temporanea delle capacità della Polizia.
Infine Germania, Spagna e Svezia mantengono una separazione molto più rigida tra funzione militare e funzione di polizia. Anche in questi Paesi le Forze Armate possono intervenire sul territorio nazionale, ma entro condizioni più ristrette e generalmente con carattere eccezionale.
La distinzione più corretta, quindi, non è tra Paesi nei quali "si può" e Paesi nei quali "non si può".
Quasi tutti gli ordinamenti europei prevedono qualche forma di intervento militare sul territorio nazionale.
La vera differenza è un'altra: quanto facilmente un governo può ricorrere ai militari, quali poteri vengono loro attribuiti e soprattutto se il loro impiego nella sicurezza quotidiana viene considerato normale oppure eccezionale.
Perché l'Italia è un'eccezione relativa
Sotto questo aspetto l'Italia occupa una posizione particolare.
Un'operazione durata ormai diciotto anni, con quasi 7.000 militari e più di mille obiettivi vigilati, non può più essere considerata semplicemente una risposta temporanea a un'emergenza.
Strade Sicure è diventata di fatto una componente stabile dell'architettura nazionale di sicurezza.
La Francia presenta un modello comparabile con Sentinelle, mentre molti altri Paesi europei continuano a considerare il soldato armato nelle strade come uno strumento da utilizzare soltanto quando la situazione supera le capacità ordinarie delle Forze di Polizia.
Ed è probabilmente questa la principale differenza europea: non tanto stabilire se un soldato possa essere impiegato all'interno del proprio Paese, ma decidere se la sua presenza armata tra i cittadini debba rappresentare la normalità o l'eccezione.
Fonti
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Ministero delle Forze Armate francese – 10 anni dell'Operazione Sentinelle
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Ministero della Difesa spagnolo – Ley Orgánica 5/2005 de la Defensa Nacional
-
Governo polacco – Le Forze Armate nella protezione del confine
-
Governo svedese – Strategia nazionale contro terrorismo ed estremismo violento
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