Aviotruppe

Sinai, 29 ottobre 1956: il primo aviolancio di guerra dei paracadutisti israeliani al passo di Mitla, 70 anni fa

70 anni fa, il 29 ottobre 1956, 395 paracadutisti israeliani dell'890º Battaglione si lanciarono nel deserto del Sinai, nei pressi del passo di Mitla, dando inizio all'Operazione Kadesh. Fu il primo aviolancio operativo di combattimento nella storia delle Israel Defense Forces (IDF), un'azione destinata a segnare lo sviluppo delle capacità aviotrasportate dello Stato ebraico.

Sinai, 29 ottobre 1956: il primo aviolancio di guerra dei paracadutisti israeliani al passo di Mitla, 70 anni fa
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Sinai, 29 ottobre 1956: il primo aviolancio di guerra dei paracadutisti israeliani al passo di Mitla, 70 anni fa
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Sinai, 29 ottobre 1956: il primo aviolancio di guerra dei paracadutisti israeliani al passo di Mitla, 70 anni fa
Sinai, 29 ottobre 1956: il primo aviolancio di guerra dei paracadutisti israeliani al passo di Mitla, 70 anni fa
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70 anni fa, il 29 ottobre 1956, 395 paracadutisti israeliani dell'890º Battaglione si lanciarono nel deserto del Sinai, nei pressi del passo di Mitla, dando inizio all'Operazione Kadesh. Fu il primo aviolancio operativo di combattimento nella storia delle Israel Defense Forces (IDF), un'azione destinata a segnare lo sviluppo delle capacità aviotrasportate dello Stato ebraico.

Nell'autunno del 1956, il Medio Oriente attraversava una fase di crescente tensione. Il presidente egiziano Gamal Abdel Nasser aveva annunciato, il 26 luglio, la nazionalizzazione del Canale di Suez, provocando una crisi internazionale che coinvolse direttamente Francia e Regno Unito.

Parallelamente, i rapporti tra Egitto e Israele erano deteriorati a causa delle infiltrazioni armate lungo il confine, delle operazioni militari di rappresaglia e delle restrizioni egiziane alla navigazione israeliana attraverso gli stretti di Tiran.

Israele, Francia e Regno Unito raggiunsero un accordo segreto per un intervento militare contro l'Egitto. Il piano prevedeva che l'offensiva israeliana nel Sinai creasse le condizioni per un successivo intervento anglo-francese nell'area del Canale di Suez.

Il 29 ottobre 1956, sotto la direzione del Capo di Stato Maggiore israeliano, Generale Moshe Dayan, ebbe quindi inizio l'Operazione Kadesh, conosciuta anche come Campagna del Sinai.

Ad aprire le operazioni furono 395 paracadutisti dell’890º Battaglione della 202ª Brigata Paracadutisti israeliana, comandati dal Tenente Colonnello Rafael Eitan, che effettuarono un aviolancio nei pressi degli accessi orientali del passo di Mitla.

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Didascalia: Mappa delle operazioni militari israeliane durante la Campagna del Sinai (29 ottobre – 5 novembre 1956), con le direttrici di avanzata delle IDF e le zone di aviolancio della 202ª Brigata Paracadutisti, tra cui il passo di Mitla. Foto Public Domain – opera del Governo federale degli Stati Uniti.

Il primo aviolancio israeliano al passo di Mitla

Nel pomeriggio del 29 ottobre, 395 paracadutisti dell'890º Battaglione, comandato dal Tenente Colonnello Rafael Eitan, salirono a bordo di velivoli da trasporto Douglas C-47 Dakota dell'Aeronautica israeliana.

Il reparto faceva parte della 202ª Brigata Paracadutisti, al comando del Colonnello Ariel Sharon, destinato negli anni successivi a diventare una delle figure più importanti della storia militare e politica israeliana.

L'obiettivo era l'area degli accessi orientali del passo di Mitla, una stretta via di comunicazione attraverso i rilievi del Sinai, lungo la direttrice che conduceva verso il Canale di Suez.

Intorno alle ore 17:00, i paracadutisti iniziarono a lanciarsi sul territorio egiziano.

L'aviolancio rappresentò una novità assoluta per le IDF: per la prima volta un battaglione israeliano veniva inserito dal cielo in territorio nemico nell'ambito di una vera operazione bellica.

Una volta a terra, i militari si riorganizzarono, recuperarono materiali ed equipaggiamenti e predisposero le prime posizioni difensive, in attesa del ricongiungimento con il resto della brigata.

La zona di lancio era relativamente isolata, a notevole distanza dalle principali forze israeliane. Il successo della missione dipendeva quindi dalla capacità del battaglione di mantenere le posizioni fino all'arrivo dei rinforzi.

La manovra della 202ª Brigata Paracadutisti

Mentre l'890º Battaglione completava l'aviolancio, il resto della 202ª Brigata, guidato da Ariel Sharon, avanzava via terra attraverso il deserto.

Il piano prevedeva una manovra convergente: i paracadutisti avrebbero costituito una testa di ponte nell'area del passo, mentre gli elementi terrestri avrebbero percorso centinaia di chilometri per raggiungerli.

Si trattava di una combinazione di aviolancio tattico, infiltrazione in profondità e manovra terrestre, finalizzata a esercitare pressione sulle difese egiziane e aprire una direttrice verso il Canale di Suez.

L'operazione presentava difficoltà considerevoli. La distanza dalle basi di partenza, la limitata disponibilità di mezzi pesanti e le caratteristiche del terreno imponevano ai paracadutisti un elevato grado di autonomia.

Per sostenere il battaglione furono effettuati anche lanci di rifornimenti e materiali, compresi armamenti di supporto.

Nei giorni successivi, le forze della brigata riuscirono a ricongiungersi con gli uomini di Eitan, preparando le condizioni per l'avanzata verso il passo.

La battaglia del passo di Mitla

Il momento più sanguinoso dell'operazione arrivò il 31 ottobre 1956, quando elementi della 202ª Brigata entrarono nel passo e incontrarono una forte resistenza egiziana.

Il terreno favoriva i difensori. Le pareti rocciose e le alture che dominavano la strada offrivano posizioni ideali per imboscate e fuoco dall'alto, riducendo sensibilmente la libertà di manovra delle unità israeliane.

I combattimenti si svilupparono a distanza ravvicinata, con i paracadutisti impegnati contro le postazioni egiziane lungo la gola.

L'azione comportò pesanti perdite e suscitò successivamente discussioni anche all'interno degli ambienti militari israeliani, soprattutto riguardo alla necessità tattica di impegnare le truppe nel passo e alle decisioni del comando.

La battaglia dimostrò come un'inserzione aviotrasportata riuscita non garantisse automaticamente il controllo di un obiettivo complesso, soprattutto in presenza di difese organizzate e terreno favorevole al nemico.

Per i paracadutisti israeliani, Mitla divenne così non soltanto il simbolo del primo aviolancio bellico, ma anche una delle esperienze di combattimento più dure dei primi anni di vita delle IDF.

Il bilancio della Campagna del Sinai

Le operazioni israeliane proseguirono rapidamente attraverso la penisola. Entro il 5 novembre, le IDF avevano assunto il controllo del Sinai e della Striscia di Gaza, mentre Francia e Regno Unito erano intervenuti militarmente contro l'Egitto.

La battaglia del passo di Mitla ebbe un costo particolarmente elevato: secondo la ricostruzione della Biblioteca Nazionale d'Israele, 38 militari israeliani rimasero uccisi, uno risultò disperso e oltre cento furono feriti.

Sul piano internazionale, la crisi provocò forti pressioni diplomatiche, soprattutto da parte degli Stati Uniti e dell'Unione Sovietica. Le forze anglo-francesi dovettero interrompere l'intervento e Israele si ritirò successivamente dai territori egiziani occupati.

L'esito della campagna dimostrò le capacità di mobilitazione e di manovra delle IDF, ma evidenziò anche i limiti politici dell'impiego della forza militare in una crisi internazionale.

L'eredità dell'aviolancio del 1956

Dal punto di vista della storia militare, l'azione del 29 ottobre 1956 costituì una tappa fondamentale nello sviluppo della componente aviotrasportata israeliana.

L'operazione dimostrò la possibilità di proiettare rapidamente un reparto di fanteria leggera in profondità nel territorio avversario, sfruttando la sorpresa e la mobilità aerea per raggiungere obiettivi distanti dalle linee amiche.

Al tempo stesso, le difficoltà incontrate dai paracadutisti misero in evidenza l'importanza dei collegamenti, della tempestività dei rinforzi e del coordinamento tra forze aviotrasportate e unità terrestri.

L'esperienza del Sinai contribuì allo sviluppo delle successive dottrine operative israeliane, fondate sulla rapidità d'azione, sull'iniziativa dei comandanti e sull'integrazione tra le diverse componenti delle Forze Armate.

A settant'anni da quel primo aviolancio, il passo di Mitla rimane uno dei luoghi simbolo della storia dei paracadutisti israeliani.

Un'operazione che segnò l'ingresso delle IDF nell'impiego bellico delle forze aviotrasportate e che continua a essere studiata per le sue implicazioni tattiche, per le difficoltà affrontate e per il costo umano dei combattimenti.

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