Internazionali

Ucraina, secondo stabilimento russo attaccato in tre giorni: missili Storm Shadow contro una fabbrica di componenti per missili Iskander e Kinzhal

Missili da crociera Storm Shadow, di fabbricazione anglo-francese e forniti all'Ucraina dal Regno Unito, hanno colpito lo stabilimento russo Energiya di Yelets, nella regione di Lipetsk, a circa 350 chilometri da Mosca. L'impianto produce batterie e sistemi di alimentazione per missili Iskander, Kinzhal e bombe guidate impiegate dalle Forze Armate russe. Segnalati incendi e danni a diversi edifici

Ucraina, secondo stabilimento russo attaccato in tre giorni: missili Storm Shadow contro una fabbrica di componenti per missili Iskander e Kinzhal
Ucraina, secondo stabilimento russo attaccato in tre giorni: missili Storm Shadow contro una fabbrica di componenti per missili Iskander e Kinzhal
Ucraina, secondo stabilimento russo attaccato in tre giorni: missili Storm Shadow contro una fabbrica di componenti per missili Iskander e Kinzhal
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Ucraina, secondo stabilimento russo attaccato in tre giorni: missili Storm Shadow contro una fabbrica di componenti per missili Iskander e Kinzhal
Ucraina, secondo stabilimento russo attaccato in tre giorni: missili Storm Shadow contro una fabbrica di componenti per missili Iskander e Kinzhal
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Missili da crociera Storm Shadow, di fabbricazione anglo-francese e forniti all'Ucraina dal Regno Unito, hanno colpito lo stabilimento russo Energiya di Yelets, nella regione di Lipetsk, a circa 350 chilometri da Mosca. L'impianto produce batterie e sistemi di alimentazione per missili Iskander, Kinzhal e bombe guidate impiegate dalle Forze Armate russe. Segnalati incendi e danni a diversi edifici

Attacco missilistico contro lo stabilimento Energiya di Yelets, nella regione russa di Lipetsk. L'impianto produce batterie e sistemi di alimentazione destinati a missili balistici, missili da crociera e bombe guidate utilizzati dalle Forze Armate russe. Segnalati incendi e danni a diversi edifici industriali.

Un nuovo attacco in profondità nel territorio russo ha preso di mira uno stabilimento strategico dell'industria militare di Mosca, coinvolto nella produzione di componenti destinati ad alcuni dei principali sistemi missilistici impiegati nel conflitto contro l'Ucraina.

Nel pomeriggio di domenica 25 ottobre 2026, diversi missili da crociera avrebbero colpito la fabbrica Energiya, situata nella città di Yelets, nella regione di Lipetsk, a circa 250 chilometri dal confine ucraino.

Secondo le informazioni diffuse dai canali di monitoraggio OSINT ucraini Exilenova+ e Dnipro OSINT, nell'operazione sarebbero stati utilizzati missili da crociera Storm Shadow di fornitura britannica, già impiegati dalle Forze Armate ucraine per attacchi contro obiettivi militari di elevato valore strategico.

Le immagini circolate online mostrano dense colonne di fumo e incendi all'interno dell'area industriale. Almeno due missili avrebbero raggiunto altrettanti edifici dello stabilimento, secondo le prime ricostruzioni.

Anche il governatore della regione di Lipetsk, Igor Artamonov, ha confermato un attacco nella zona industriale di Yelets, senza tuttavia fornire un bilancio dettagliato dei danni subiti dall'impianto.

L'impiego degli Storm Shadow e l'effettiva entità dei danni restano, al momento, elementi da verificare indipendentemente.

Energiya, una fabbrica strategica per l'industria missilistica russa

Lo stabilimento Energiya è specializzato nello sviluppo e nella produzione di fonti di alimentazione elettrochimiche, batterie, accumulatori e componenti energetici impiegati in numerosi sistemi d'arma russi.

Secondo le informazioni raccolte dagli analisti OSINT e dal progetto ucraino War&Sanctions, collegato all'intelligence militare di Kiev, l'impianto fornisce componenti destinati a diverse categorie di armamenti.

Tra questi figurano i sistemi missilistici Iskander-M e Iskander-K, il missile aeroballistico Kh-47M2 Kinzhal, il missile ipersonico Zircon e i sistemi di difesa aerea Pantsir.

La produzione interessa anche gli apparati di alimentazione utilizzati sulle bombe aeronautiche guidate, comprese le UMPH/UMPK e le UMPB D-30SN, impiegate dall'aviazione russa per attaccare obiettivi sul territorio ucraino.

La fabbrica non realizza quindi necessariamente i sistemi d'arma completi, ma produce componenti indispensabili al funzionamento dei relativi apparati elettronici e di guida.

Questa specializzazione rende l'impianto un elemento importante della filiera industriale russa, perché la disponibilità di componenti relativamente piccoli può condizionare la produzione e l'assemblaggio di sistemi d'arma molto più complessi.

Batterie e sistemi di alimentazione: perché sono fondamentali per i missili

Le batterie militari specializzate non svolgono semplicemente la funzione di alimentare un dispositivo elettronico.

Nei sistemi missilistici moderni, le fonti di energia devono garantire il funzionamento di apparati di navigazione, guida, controllo e attivazione, spesso in condizioni di accelerazione, temperatura e sollecitazione particolarmente elevate.

I missili balistici e da crociera richiedono sistemi di alimentazione affidabili e progettati per operare durante le diverse fasi della missione.

Lo stesso principio si applica alle bombe aeronautiche dotate di moduli di pianificazione e correzione della traiettoria, che trasformano ordigni convenzionali in munizionamento guidato.

Secondo Exilenova+, Energiya sarebbe l'unico produttore russo di determinate batterie destinate ai moduli di pianificazione e correzione delle bombe plananti.

Se confermata, questa concentrazione produttiva renderebbe l'impianto particolarmente importante per la continuità delle forniture all'aviazione militare russa.

Un'interruzione prolungata della produzione potrebbe infatti creare difficoltà nella disponibilità di alcuni componenti, anche se l'effetto concreto dipenderebbe dalle scorte esistenti, dalla capacità di riparare gli impianti e dall'eventuale presenza di fornitori alternativi.

Due edifici colpiti, incendi e ambulanze sul posto

Le prime informazioni sull'attacco sono state diffuse dai canali di osservazione ucraini, che hanno pubblicato filmati e fotografie delle esplosioni e degli incendi.

Dnipro OSINT ha riferito che almeno due missili avrebbero centrato due differenti edifici dello stabilimento, mentre Exilenova+ ha segnalato incendi ancora in corso dopo gli impatti.

Secondo quest'ultima fonte, l'area industriale sarebbe stata isolata dalle autorità russe e numerose ambulanze sarebbero state osservate mentre raggiungevano la zona.

Non risultano tuttavia disponibili informazioni indipendenti sufficienti per stabilire il numero di persone eventualmente coinvolte o la reale estensione dei danni alle linee produttive.

Le immagini dei fumi e degli incendi confermano la presenza di un evento significativo nell'area industriale, ma non permettono da sole di valutare quanta parte della capacità produttiva dello stabilimento sia stata compromessa.

Energiya, secondo Dnipro OSINT, sarebbe già stata presa di mira almeno quattro volte prima dell'attacco del 25 ottobre.

Due stabilimenti militari russi colpiti in tre giorni

L'operazione contro Energiya segue un altro attacco segnalato appena due giorni prima contro un impianto dell'industria militare russa.

Il 23 ottobre, missili attribuiti alle Forze Armate ucraine avrebbero colpito lo stabilimento elettronico Proton, nella città russa di Oryol.

Anche in quel caso, secondo le ricostruzioni dei canali OSINT, sarebbero stati impiegati missili Storm Shadow.

La fabbrica Proton produce componenti elettronici utilizzati in diversi sistemi militari russi, tra cui i missili Iskander-M e i sistemi antiaerei Pantsir-S1.

La successione dei due attacchi evidenzia l'attenzione rivolta da Kiev non soltanto alle basi militari, ai depositi di munizioni e alle infrastrutture energetiche, ma anche agli stabilimenti coinvolti nella produzione dei componenti necessari alla fabbricazione degli armamenti russi.

Colpire questi impianti significa tentare di interrompere le catene di approvvigionamento che sostengono la capacità militare di Mosca.

La strategia ucraina contro la produzione militare russa

Gli attacchi contro le infrastrutture dell'industria bellica costituiscono una componente della strategia ucraina volta a ridurre la capacità della Russia di sostenere un conflitto prolungato.

A differenza degli attacchi contro singoli sistemi d'arma già schierati, le operazioni rivolte agli stabilimenti produttivi possono produrre conseguenze nel medio periodo, soprattutto quando interessano componenti specializzati difficili da sostituire.

Nel caso di Energiya, l'importanza del bersaglio deriva dalla presenza dei suoi prodotti all'interno di numerosi sistemi missilistici e aeronautici.

La distruzione o il danneggiamento delle linee produttive non comporterebbe automaticamente l'interruzione della produzione russa di missili e bombe guidate, ma potrebbe introdurre rallentamenti e costringere l'industria militare a ricorrere a scorte, fornitori alternativi o processi di sostituzione dei componenti.

Resta da accertare quale sia stato l'effettivo risultato dell'attacco del 25 ottobre.

Se verranno confermati danni rilevanti agli apparati produttivi, il bombardamento dello stabilimento Energiya rappresenterebbe un nuovo colpo alla rete industriale che alimenta la produzione degli armamenti utilizzati dalla Russia nella guerra contro l'Ucraina.

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Condoralex

Al secolo Alessandro Generotti, C.le magg. Paracadutista in congedo. Brevetto Paracadutista Militare nº 192806. 186º RGT Par. Folgore/5º BTG. Par. El Alamein/XIII Cp. Par. Condor. Fondatore e amministratore dei siti web BRIGATAFOLGORE.NET e DIFESANEWS.COM. Blogger e informatico di professione, esperto di cybersecurity, specialista in data analysis, process management e intelligenza artificiale. Socio Ordinario A.N.P.D'I. Sezione di Siena.

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