Aviotruppe

Attacco al Tenente Paracadutista Roberto Bandini, Medaglia d’Oro caduto a El Alamein, accusato di essere un «eroe fascista». Ma la storia racconta altro.

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole attacca le commemorazioni a Colle di Val d'Elsa del Tenente Paracadutista Roberto Bandini, Medaglia d’Oro caduto a El Alamein, accusando gli organizzatori di celebrare il fascismo. Ma ricordare il valore e il sacrificio di un Caduto non significa celebrare un regime, bensì custodirne la memoria storica e tramandarla alle nuove generazioni.

Attacco al Tenente Paracadutista Roberto Bandini, Medaglia d’Oro caduto a El Alamein, accusato di essere un «eroe fascista». Ma la storia racconta altro.
Attacco al Tenente Paracadutista Roberto Bandini, Medaglia d’Oro caduto a El Alamein, accusato di essere un «eroe fascista». Ma la storia racconta altro.
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Attacco al Tenente Paracadutista Roberto Bandini, Medaglia d’Oro caduto a El Alamein, accusato di essere un «eroe fascista». Ma la storia racconta altro.
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Condoralex Condoralex 8 min di lettura 16 Scarica PDF

L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole attacca le commemorazioni a Colle di Val d'Elsa del Tenente Paracadutista Roberto Bandini, Medaglia d’Oro caduto a El Alamein, accusando gli organizzatori di celebrare il fascismo. Ma ricordare il valore e il sacrificio di un Caduto non significa celebrare un regime, bensì custodirne la memoria storica e tramandarla alle nuove generazioni.

Ci risiamo. Dopo le recenti accuse del giornalista Antonio Mazzeo contro la Folgore e le celebrazioni dell'84° anniversario della battaglia di El Alamein a Pistoia, questa volta nel mirino finisce il Tenente Paracadutista Roberto Bandini, Medaglia d'Oro al Valor Militare, caduto a soli 25 anni durante la seconda battaglia di El Alamein, il 25 ottobre 1942.

A sollevare la polemica è l'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che il 27 ottobre 2026 ha pubblicato un articolo dal titolo «Colle di Val d'Elsa, l'eroe fascista Bandini commemorato da istituzioni e scuole», contestando le iniziative organizzate per ricordare il Paracadutista nella sua città natale.

Nell'articolo, Bandini viene ripetutamente definito «fascista» e «colonialista». La sua commemorazione viene descritta come un'operazione di indottrinamento e di recupero dell'ideologia del Ventennio, con accuse rivolte anche all'amministrazione comunale e all'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia.

Una ricostruzione che merita di essere esaminata attraverso i fatti, prima ancora che attraverso le opinioni.

Chi era realmente Roberto Bandini

Roberto Bandini nacque il 28 gennaio 1917 a Colle di Val d'Elsa, in provincia di Siena. Iscritto alla facoltà di Chimica dell'Università di Firenze, interruppe gli studi per arruolarsi volontario a 18 anni, partecipando alla campagna d'Etiopia del 1935-1936.

Rientrato in Italia, ottenne la nomina a Sottotenente di complemento nei Granatieri. Nel settembre 1937 tornò in Africa Orientale con il XCVII Battaglione, rimanendovi fino al novembre 1939.

Successivamente prestò servizio nel 3° Reggimento Granatieri, combattendo sul fronte greco. Nell'ottobre 1941 ottenne il trasferimento al 186° Reggimento Fanteria Paracadutisti della Divisione Folgore, con il quale avrebbe raggiunto l'Africa Settentrionale.

Ciò che compì a El Alamein è documentato dalla motivazione della massima decorazione al Valor Militare.

El Alamein, 25 ottobre 1942, Roberto Bandini donava la sua vita all'Italia

Nell'ottobre 1942 la Divisione Folgore era schierata sul fronte meridionale di El Alamein, nel deserto egiziano.

Bandini, Tenente del 186° Reggimento, comandava un centro di fuoco sulla linea di resistenza a quota 125 di Qaret el Himeimat.

Tra il 23 e il 25 ottobre, durante la grande offensiva britannica, la sua posizione fu investita da ripetuti attacchi sostenuti dal fuoco dell'artiglieria.

La motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare, consultabile sul sito ufficiale della Presidenza della Repubblica, racconta che Bandini riuscì inizialmente ad arrestare l'avanzata avversaria e a ristabilire la situazione con un contrattacco.

Ferito una prima volta, rimase al comando.

Quando la posizione fu nuovamente attaccata, continuò a combattere nonostante le perdite subite dai suoi uomini. Ferito gravemente una seconda volta, persistette nella difesa.

Colpito per la terza volta, cadde durante un combattimento ravvicinato all'arma bianca, dopo tre giorni di resistenza.

Aveva appena 25 anni.

La motivazione ufficiale ricorda le sue ultime parole:

«Avanti la Folgore. Viva l'Italia».

Non si tratta di una leggenda costruita. È quanto riportato nella motivazione della decorazione conservata nell'archivio della Presidenza della Repubblica Italiana.

Una Medaglia d'Oro che appartiene alla storia militare italiana

La Medaglia d'Oro al Valor Militare conferita a Roberto Bandini riconosce il comportamento di un ufficiale che, pur essendo stato ripetutamente ferito, continuò a comandare i propri uomini fino alla morte.

Non premia l'aggressione all'Etiopia, né costituisce un riconoscimento dell'ideologia fascista.

Riconosce un preciso episodio di valore militare avvenuto a El Alamein.

È possibile condannare il fascismo e le guerre di aggressione del regime senza negare il coraggio individuale di chi combatté in quelle guerre.

Il giudizio storico sulle responsabilità politiche di un conflitto e quello sul comportamento dei singoli militari non sono necessariamente coincidenti.

Confonderli significa rinunciare a una distinzione fondamentale per comprendere la storia militare.

Il 28 ottobre e l'accusa di celebrare la Marcia su Roma

Uno dei passaggi più controversi dell'articolo dell'Osservatorio riguarda la data della commemorazione.

Secondo gli autori, il fatto che Bandini venga ricordato il 28 ottobre, anniversario della Marcia su Roma del 1922, anziché il 25 ottobre, giorno della sua morte, dimostrerebbe la volontà di richiamare simbolicamente il calendario fascista.

Ma la documentazione racconta una vicenda più articolata.

Il 28 ottobre 2000 fu inaugurato a Colle di Val d'Elsa il monumento dedicato al Tenente Roberto Bandini. Nel 2025 il Comune ha infatti celebrato espressamente il venticinquesimo anniversario dell'inaugurazione del monumento.

C'è poi un elemento ancora più significativo, verificabile attraverso le cronache delle commemorazioni precedenti.

Nel 2023 Roberto Bandini fu commemorato il 25 ottobre, esattamente nel giorno anniversario della sua morte.

Un fatto che smentisce quanto affermato dall’Osservatorio, che nel proprio articolo scrive testualmente: «L’evento organizzato dal comune e dall’Associazione Paracadutisti d’Italia avviene ogni 28 ottobre». 

Quella del 28 ottobre non è altro che una data prossima all'anniversario della morte di Roberto Bandini, individuata anche per ragioni organizzative, al fine di conciliare gli impegni e garantire la partecipazione delle istituzioni, delle autorità civili e militari e delle diverse associazioni coinvolte nella commemorazione.

Il sindaco che commemora Bandini non è espressione della destra

Anche il contesto politico e istituzionale merita attenzione.

L'articolo dell'Osservatorio richiama espressamente la presenza del sindaco di Colle di Val d'Elsa, Piero Pii, alle commemorazioni dedicate al Tenente Roberto Bandini.

Piero Pii è stato eletto nel giugno 2024 con il 52,54% dei voti al ballottaggio, sostenuto dalle liste civiche Colle Domani, Piero Pii Sindaco e Su per Colle, con l'appoggio politico di Italia Viva, Azione e Movimento 5 Stelle.

Il centrodestra, rappresentato da Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega, aveva invece sostenuto una propria candidata, Angela Bargi, e si colloca all'opposizione dell'amministrazione comunale.

Il sindaco che partecipa alla commemorazione della Medaglia d'Oro Roberto Bandini non è dunque espressione della destra, ma di una coalizione civica sostenuta da forze politiche di diverso orientamento.

Il ricordo di Roberto Bandini viene mantenuto dalle istituzioni cittadine e dalle associazioni d'arma attraverso amministrazioni di diverso orientamento politico.

Attribuire a questa continuità commemorativa una finalità di nostalgia fascista significa costruire un'accusa priva di qualsiasi fondamento.

La borsa di studio e gli studenti: ricordare la storia non significa indottrinare

L'Osservatorio critica anche la partecipazione delle scuole alle commemorazioni e la borsa di studio dedicata a Roberto Bandini, sostenendo che queste iniziative rappresenterebbero una forma di indottrinamento militarista.

L'edizione del 2025, organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con la Sezione provinciale ANPd’I di Siena e con il patrocinio del Comune, era rivolta ai giovani tra i 14 e i 20 anni.

Ai partecipanti veniva richiesto di realizzare un elaborato audiovisivo, con piena libertà di linguaggio e stile, sulla figura di Bandini, sulla battaglia di El Alamein e sulle ragioni della sua decorazione al Valor Militare.

Dove sarebbe l'indottrinamento?

Studiare la vita di un militare, ricostruirne le vicende e approfondire le motivazioni di una Medaglia d'Oro al Valor Militare non significa fare propaganda politica, ma conoscere una pagina della storia italiana.

Una scuola che affronta seriamente il passato deve poter raccontare tanto le responsabilità del fascismo e delle guerre coloniali quanto le vicende individuali degli uomini che vissero e combatterono in quel periodo, senza confondere il giudizio sui regimi politici con il riconoscimento del valore personale.

Ridurre ogni iniziativa dedicata a un Caduto della Seconda guerra mondiale a una presunta operazione di propaganda fascista significa sostituire l'approfondimento storico con un pregiudizio ideologico.

La Folgore e la memoria dei suoi Caduti

La vicenda di Roberto Bandini si inserisce nella storia della Divisione Folgore, i cui Paracadutisti combatterono a El Alamein nell'autunno del 1942.

Una storia che appartiene alle Forze Armate italiane e che oggi viene custodita dall'Esercito della Repubblica.

Del resto, la storia della Specialità paracadutisti non si esaurì con la guerra nel deserto egiziano.

Dopo l'Armistizio dell'8 settembre 1943, reparti di Paracadutisti italiani combatterono anche al fianco degli Alleati contro le forze tedesche, contribuendo alla Guerra di Liberazione.

Tra gli episodi più significativi vi fu l'Operazione Herring, nell'aprile 1945, che vide Paracadutisti italiani aviolanciati dietro le linee tedesche per concorrere alla liberazione del territorio nazionale.

Lo stesso Esercito Italiano che ricorda Bandini e i Caduti di El Alamein commemora anche coloro che combatterono contro il nazifascismo.

Non esiste alcuna contraddizione, se si comprende che la memoria militare non richiede l'adesione alle ideologie dei governi sotto i quali servirono i Caduti.

Roberto Bandini merita di essere ricordato per ciò che fece

Roberto Bandini non scelse la guerra nella quale morì, ma scelse di servire come militare e poi come Paracadutista. 

La Repubblica Italiana custodisce la memoria di Roberto Bandini attraverso il riconoscimento della Medaglia d'Oro al Valor Militare. Il 186° Reggimento Paracadutisti Folgore, oggi reparto dell'Esercito Italiano e della Brigata Paracadutisti Folgore, porta avanti le tradizioni di quegli uomini nel quadro delle istituzioni democratiche e della Costituzione.

La storia non ha bisogno di cancellare le responsabilità politiche di un'epoca per riconoscere il sacrificio dei singoli.

E non dovrebbe, non deve, essere necessario cancellare il coraggio di un soldato per prendere le distanze dal regime nel quale visse.

Roberto Bandini aveva 25 anni quando cadde eroicamente a El Alamein. La sua storia, così come quella di tutta la Folgore, merita di essere raccontata senza ridurla a un'etichetta politica.

Fonti:

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