La tensione tra Washington e Mosca raggiunge un nuovo picco. Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, la recente visita a Mosca del direttore della Cia, John Ratcliffe — la prima nella capitale russa di cui si abbia un riscontro pubblico — avrebbe avuto come scopo principale quello di lanciare un avvertimento diretto al Cremlino: la Russia non deve attaccare i Paesi della Nato.
Un viaggio inatteso che il presidente statunitense Donald Trump ha descritto come “quasi di routine”, ma che si inserisce nel contesto di nuove e preoccupanti valutazioni dell’intelligence americana.
I timori di Washington: l’intelligence teme un test alla Nato
Secondo i rapporti dell’intelligence Usa guidata da Ratcliffe, il presidente russo Vladimir Putin potrebbe prendere in considerazione l’idea di mettere alla prova la risolutezza dell’Alleanza Atlantica attraverso un assalto limitato nei prossimi anni.
- Gli scenari di rischio: I funzionari statunitensi temono che Putin, pressato dalla situazione in Ucraina e in patria, possa optare per un’incursione terrestre su piccola scala (probabilmente contro una nazione baltica) o per un attacco informatico su vasta scala.
- Il fattore scorte: Nel calcolo strategico del Cremlino potrebbe pesare anche la carenza “critica” di munizioni occidentali, presumibilmente legata al loro massiccio impiego nel conflitto in Iran.
L’escalation verbale e le minacce del Cremlino
Sul fronte opposto, Mosca continua a irrigidire la propria posizione, rispondendo alle mosse occidentali con minacce esplicite.
- La minaccia al Regno Unito: La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che la risposta di Mosca agli attacchi ucraini condotti con armi britanniche potrebbe estendersi a strutture militari del Regno Unito collocate al di fuori dei confini ucraini.
- Il “no” alle truppe Nato: Il Cremlino è tornato a definire “inaccettabile” lo schieramento di contingenti militari stranieri dei Paesi della Nato in territorio ucraino. La presa di posizione arriva in risposta all’annuncio del presidente francese Emmanuel Macron riguardo alle esercitazioni autunnali della “Forza multinazionale per l’Ucraina” previste tra ottobre e novembre.
La Coalizione dei Volenterosi accelera, l’Italia usa il buon senso
Mentre la Gran Bretagna (con l’autorizzazione a condividere i progetti riservati dei missili Storm Shadow per accelerarne la produzione locale) e la Francia spingono sull’acceleratore del supporto militare, l’Europa registra distinguo importanti.
Nel corso dell’ultima riunione della Coalizione dei Volenterosi, la premier Giorgia Meloni — collegata in video — ha confermato il sostegno umanitario dell’Italia attraverso l’invio di nuovi generatori. Tuttavia, fonti di Palazzo Chigi hanno immediatamente chiarito che l’Italia non parteciperà alle esercitazioni di ottobre e novembre, ribadendo la linea del governo contraria all’invio di soldati italiani in Ucraina.
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