ROMA / BEIRUT — L’Italia ha delineato la sua visione strategica per il futuro del Libano al termine del mandato della missione UNIFIL. Secondo quanto rivelato dall’emittente libanese LBCI, che ha preso visione di un documento ufficiale italiano di quattro pagine, Roma punta a promuovere un’iniziativa multilaterale per una presenza internazionale più snella ma altamente operativa, concepita in coordinamento con il futuro quadro delle Nazioni Unite e fondata su una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per garantirne la legittimità politica e la copertura legale.
I quattro pilastri della proposta italiana
Il piano di Roma si concentra su quattro priorità operative fondamentali:
- Supporto alle Forze Armate Libanesi (LAF) e protezione dei civili, anche attraverso l’assistenza umanitaria.
- Sostegno al meccanismo di cessate il fuoco, compreso – laddove vi sia un accordo politico – il supporto all’attuazione di eventuali future misure di disarmo.
- Facilitazione del coordinamento e della de-escalation tra le parti in conflitto.
- Monitoraggio e reporting costante della situazione sul campo.
Forte della sua vasta esperienza maturata con la missione UNIFIL e della consolidata cooperazione bilaterale e multilaterale con l’esercito libanese, l’Italia intende tessere una rete di collaborazione internazionale che operi parallelamente al quadro Onu.

Il ruolo dell’Unione Europea e dell’UNSCOL
Nel disegno italiano, l’Unione Europea è chiamata a recitare una parte di primo piano, agendo come “moltiplicatore di forza”. All’UE spetterebbe il compito di fornire assistenza economica, supporto istituzionale e programmi mirati di capacity-building destinati alle Forze Armate Libanesi e alle altre istituzioni di sicurezza del Paese.
Accanto all’UE, il piano prevede il rafforzamento di altre agenzie internazionali presenti sul territorio, in primis l’Ufficio del Coordinatore Speciale delle Nazioni Unite per il Libano (UNSCOL), il cui ruolo verrebbe potenziato soprattutto nella sincronizzazione delle attività Onu legate all’applicazione della storica risoluzione 1701.
Un “braccio operativo” e un ramo di collegamento sul campo
Uno degli elementi tecnici più rilevanti della proposta avanzata da Roma riguarda l’istituzione di un “braccio operativo” all’interno del Comitato Tecnico Militare per il Libano (MTC4L), le cui competenze verrebbero ampliate progressivamente anche attraverso funzioni di accompagnamento, in base all’evoluzione degli accordi e del contesto sul terreno.
Nel sud del Libano, la nuova presenza multinazionale assumerebbe un ruolo cruciale di collegamento e coordinamento a livello operativo e tattico. Attraverso una Liaison Branch dedicata, l’obiettivo è duplice: facilitare le comunicazioni dirette tra le forze armate libanesi e israeliane per disinnescare le tensioni sul nascere, e fungere da meccanismo di cuscinetto e coordinamento per prevenire attriti tra i due schieramenti, riducendo drasticamente il rischio di incidenti a danno di truppe e civili.
Fonte: LBCI
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