La strategia militare degli Stati Uniti in Iran si trova in un vicolo cieco, e la pressione politica a Washington comincia a diventare insostenibile. Con il conflitto impantanato e la fine della crisi che appare lontana, i conti non tornano, e la domanda su chi pagherà il conto politico e militare di questo stallo si fa sempre più pressante. La leadership del capo del Pentagono, Pete Hegseth, è finita nel mirino e il segretario alla Difesa potrebbe finire per subire la stessa sorte dei vertici militari che ha recentemente silurato.
La fronda repubblicana: "Non ho più fiducia"
La tenuta politica di Hegseth al vertice del Dipartimento della Difesa mostra crepe profonde. Diversi senatori conservatori non celano i propri dubbi sulla gestione delle operazioni, criticando il Dipartimento della Difesa per non essere stato capace di anticipare la prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz e le rappresaglie iraniane contro i paesi vicini.
La fronda interna al partito si traduce in posizioni durissime. Il senatore repubblicano Thom Hillis ha dichiarato apertamente:
"Non ho più fiducia in Hegseth. Il capo del Pentagono ha un enorme problema di insicurezza e non ha esperienza nella gestione di grandi organizzazioni."
Tensioni ai vertici: il malumore sbarca dentro il Pentagono
Il malcontento non si limita alle aule del Congresso. Fonti riservate riferiscono che il nervosismo serpeggia anche tra i ranghi più alti delle forze armate.
Un secondo senatore repubblicano, mantenendo l'anonimato con The Hill, ha confermato che Hegseth sta perdendo la fiducia dei militari di alto grado, innervosendo il Senato:
"Ho sentito che c'è una perdita di fiducia all'interno del Pentagono nei confronti di Hegseth, e a preoccupare sono i recenti siluramenti decisi da Hegseth."
Ironia della sorte, le epurazioni e i siluramenti decisi in prima persona dal capo del Pentagono rischiano di ritorcersi contro di lui. Tra difficoltà sul campo, critiche aperte dei senatori conservatori e un clima di aperta sfiducia tra le alte sfere militari, Hegseth si trova ora esposto a uno scenario in cui potrebbe avere lo stesso identico destino dei generali che ha mandato via.
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo!