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L'Iran cattura un drone subacqueo USA nello Stretto di Hormuz

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane catturano un drone subacqueo USA nello Stretto di Hormuz. Teheran esulta per il colpo all'intelligence, ma il Pentagono minimizza: era un modello datato, senza tecnologie sensibili. L'episodio evidenzia l'importanza crescente dei sistemi autonomi subacquei nelle operazioni navali e il Golfo Persico come arena sempre più contesa.

L'Iran cattura un drone subacqueo USA nello Stretto di Hormuz
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L'Iran cattura un drone subacqueo USA nello Stretto di Hormuz

L'Iran cattura un drone subacqueo USA nello Stretto di Hormuz
Condoralex Condoralex 09 settembre 2026 3 min di lettura 46 Scarica PDF

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane catturano un drone subacqueo USA nello Stretto di Hormuz. Teheran esulta per il colpo all'intelligence, ma il Pentagono minimizza: era un modello datato, senza tecnologie sensibili. L'episodio evidenzia l'importanza crescente dei sistemi autonomi subacquei nelle operazioni navali e il Golfo Persico come arena sempre più contesa.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato la cattura di un drone subacqueo statunitense all'ingresso dello Stretto di Hormuz, in quella che Teheran ha definito un'operazione di intelligence e di carattere operativo.

Secondo i media iraniani, il mezzo sarebbe un Dive-LD, veicolo subacqueo autonomo prodotto dalla società statunitense Anduril. Il sistema, lungo circa 5,8 metri, è progettato per operare senza equipaggio in missioni che comprendono la ricerca e neutralizzazione delle mine, la mappatura dei fondali, la raccolta di informazioni e l'ispezione di infrastrutture sottomarine, comprese condotte e cavi.

Le Guardie Rivoluzionarie hanno presentato la cattura come un successo di intelligence, descrivendo il mezzo come uno dei più moderni sistemi subacquei senza equipaggio statunitensi.

Il Pentagono: «Era un modello più vecchio e aveva avuto un guasto»

La versione americana è però molto diversa.

Un portavoce del Pentagono ha confermato che un drone subacqueo statunitense era stato perso, precisando che il mezzo aveva subito un malfunzionamento più di un giorno prima mentre stava effettuando attività di ricognizione nelle acque regionali a supporto delle operazioni in corso.

Secondo Washington, il Dive-LD coinvolto era un modello più vecchio, che non raccoglieva dati sensibili e non disponeva di sonar o radar classificati. Il Pentagono ha quindi escluso che la cattura possa consentire all'Iran di entrare in possesso di tecnologie militari particolarmente sensibili.

Reuters sottolinea inoltre di non aver potuto verificare indipendentemente la dinamica della cattura descritta da Teheran.

Un sistema pensato per operare senza mettere a rischio il personale

L'episodio evidenzia comunque la crescente importanza dei sistemi subacquei autonomi (AUV) nelle operazioni navali statunitensi.

Il Dive-LD può rimanere in mare per fino a 10 giorni senza rientrare alla base ed è progettato per raggiungere profondità fino a circa 6.000 metri. Il suo impiego permette di effettuare attività di sorveglianza, ricognizione e mappatura senza esporre direttamente il personale a bordo di un'unità navale.

Il valore dell'episodio non risiede quindi necessariamente nella tecnologia eventualmente recuperata dall'Iran, ma nel fatto che un sistema autonomo statunitense impiegato in un'area operativa altamente contesa sia finito nelle mani di un avversario.

Lo Stretto di Hormuz diventa sempre più un ambiente contestato

La vicenda si inserisce in una fase di forte escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali punti strategici della crisi, sia per la sua importanza per il traffico marittimo ed energetico sia per il crescente impiego di sistemi senza equipaggio.

La presenza di droni subacquei aggiunge una nuova dimensione alla competizione: oltre alla superficie e allo spazio aereo, anche il fondale dello Stretto diventa un ambiente di sorveglianza, intelligence e guerra elettronica e subacquea.

La cattura del Dive-LD, sebbene Washington la descriva come la perdita accidentale di un mezzo non sensibile, dimostra inoltre un problema operativo destinato a diventare sempre più rilevante: un sistema autonomo può essere impiegato in aree ad alto rischio senza mettere in pericolo equipaggi, ma se perde la capacità di rientrare o viene neutralizzato può diventare esso stesso una fonte di informazioni per l'avversario.

Fonti: Reuters, Defense News, U.S. Department of Defense, Anduril.

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