Forze Speciali

Forze Speciali ucraine in Russia: diffuse le immagini satellitari dei velivoli colpiti a Rostov. Mosca ammette l'attacco: stop al 40% della lavorazione del greggio a Yaroslavl.

Diffuse le immagini satellitari dei velivoli colpiti all’aeroporto militare di Rostov, mentre il governatore russo Yevrayev ha confermato ingenti danni alla raffineria di Yaroslavl. La duplice operazione ucraina che ha colpito contemporaneamente una base aerea e una raffineria nel cuore della Russia segna un nuovo salto nella capacità di Kiev di portare attacchi coordinati in profondità.

Forze Speciali ucraine in Russia: diffuse le immagini satellitari dei velivoli colpiti a Rostov. Mosca ammette l'attacco: stop al 40% della lavorazione del greggio a Yaroslavl.
Forze Speciali ucraine in Russia: diffuse le immagini satellitari dei velivoli colpiti a Rostov. Mosca ammette l'attacco: stop al 40% della lavorazione del greggio a Yaroslavl.
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Forze Speciali ucraine in Russia: diffuse le immagini satellitari dei velivoli colpiti a Rostov. Mosca ammette l'attacco: stop al 40% della lavorazione del greggio a Yaroslavl.

Forze Speciali ucraine in Russia: diffuse le immagini satellitari dei velivoli colpiti a Rostov. Mosca ammette l'attacco: stop al 40% della lavorazione del greggio a Yaroslavl.
Condoralex Condoralex 19 settembre 2026 7 min di lettura 77 Scarica PDF
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Diffuse le immagini satellitari dei velivoli colpiti all’aeroporto militare di Rostov, mentre il governatore russo Yevrayev ha confermato ingenti danni alla raffineria di Yaroslavl. La duplice operazione ucraina che ha colpito contemporaneamente una base aerea e una raffineria nel cuore della Russia segna un nuovo salto nella capacità di Kiev di portare attacchi coordinati in profondità.

Quella della notte tra il 16 e il 17 settembre è stata soltanto l’ultima di una lunga serie di operazioni ucraine condotte in profondità nel territorio russo. Ma per dimensioni, coordinamento e risultati rivendicati potrebbe rappresentare uno degli episodi più significativi della campagna di attacchi a lungo raggio di Kyiv.

Due obiettivi strategici, molto diversi tra loro e situati a grande distanza l’uno dall’altro, sono stati colpiti nella stessa notte: l’aeroporto militare Rostov-Central, a Rostov sul Don, e la grande raffineria Slavneft-YANOS di Yaroslavl, nel cuore della Russia europea.

Non si tratta, però, del raid ucraino più profondo mai condotto in territorio russo. Yaroslavl si trova circa 250 chilometri a nord-est di Mosca e circa 700 chilometri dal confine internazionale con l’Ucraina, ma Kyiv ha già dimostrato capacità di raggiungere obiettivi molto più lontani: già nel 2024 un attacco aveva raggiunto il Tatarstan, oltre 1.200 chilometri dall’Ucraina.

Il dato realmente interessante dal punto di vista operativo è la capacità di orchestrare contemporaneamente due azioni contro obiettivi militari ed energetici profondamente differenti e geograficamente separati entrambi nel cuore della Russia.

Rostov: i droni del Centro Operazioni Speciali “Alpha”

Sul primo obiettivo non ci sono dubbi sull'attribuzione rivendicata da Kyiv. Il Servizio di Sicurezza dell’Ucraina, SBU, ha dichiarato che i droni a lungo raggio del Centro Operazioni Speciali “Alpha” hanno attaccato l’aeroporto militare Rostov-Central.

Secondo il comunicato ufficiale ucraino sarebbero stati colpiti un aereo da trasporto An-12, due An-26 e tre elicotteri, mentre nell’area di parcheggio dei velivoli si sarebbe sviluppato un vasto incendio accompagnato da detonazioni secondarie.

Il 18 settembre il gruppo OSINT CyberBoroshno ha diffuso due immagini satellitari dell’aeroporto dopo l’attacco. L'analisi delle immagini attribuisce la distruzione visibile ad almeno quattro velivoli: due elicotteri Mi-8, un An-12 e un An-26. Le immagini sono state rilanciate e analizzate da diverse fonti OSINT.

Un dato importante arriva da Nightwatch, piattaforma indipendente di intelligence e analisi OSINT. Nel Situation Report del 18 settembre Nightwatch assegna “HIGH confidence” all’esistenza e autenticità contestuale delle nuove immagini satellitari.

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Yaroslavl: colpito uno dei giganti della raffinazione russa

Quasi contemporaneamente veniva attaccato un obiettivo di natura completamente diversa: la raffineria Slavneft-YANOS di Yaroslavl, uno dei maggiori impianti petroliferi della Federazione Russa, con una capacità di circa 15 milioni di tonnellate di greggio all’anno.

In questo caso l'operazione è stata ancora più articolata. Secondo Kyiv vi hanno partecipato, insieme all'SBU, le Forze dei Sistemi Senza Pilota, l'intelligence militare ucraina HUR/DIU e il Servizio di Intelligence Estero ucraino, dimostrando un livello significativo di coordinamento tra strutture differenti.

Le conseguenze dell'attacco hanno trovato conferme che vanno oltre le dichiarazioni ucraine. Il governatore della regione di Yaroslavl, Mikhail Yevrayev, ha confermato all'agenzia russa Interfax danni alla raffineria e un incendio sviluppatosi nell’impianto dopo l’attacco.

L'Agenzia Reuters ha inoltre riferito che la raffineria ha interrotto la lavorazione del greggio dopo il danneggiamento di apparecchiature fondamentali dell'unità primaria AVT-3, responsabile da sola di circa il 40% della capacità dell'impianto. Un'altra unità, la AVT-4, risultava già in riparazione dopo un precedente attacco del 28 agosto.

In questo caso, dunque, il risultato operativo appare molto più solido dal punto di vista della verifica indipendente, grazie alla convergenza tra la conferma delle autorità russe e le informazioni provenienti da fonti industriali.

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La raffineria Slavneft-YANOS di Yaroslavl in fiamme dopo l’attacco ucraino del 17 settembre 2026. L’immagine è tratta da un video diffuso dal canale Telegram Exilenova+.

Distanza e simultaneità, il salto in avanti delle forze speciali di Kiev

Dopo anni di guerra, la profondità dell'attacco non rappresenta più da sola l'elemento sorprendente. La novità è la progressiva capacità ucraina di combinare intelligence, sistemi senza pilota, selezione degli obiettivi e coordinamento tra differenti strutture militari e di sicurezza.

Rostov e Yaroslavl rappresentavano due problemi operativi completamente diversi.

Nel primo caso l'obiettivo era direttamente militare: colpire velivoli a terra all'interno di un aeroporto protetto, ottenendo il massimo danno possibile su piattaforme difficili e costose da sostituire.

Nel secondo caso l'obiettivo apparteneva alla profondità strategica russa: ridurre temporaneamente la capacità di un grande complesso di raffinazione, con conseguenze sulla produzione e sulla disponibilità di prodotti petroliferi.

Mettere sotto pressione nello stesso arco temporale due sistemi differenti significa costringere la difesa russa a confrontarsi con una minaccia che non arriva più necessariamente da una sola direzione e soprattutto non persegue un'unica categoria di obiettivi.

La maturazione della guerra asimmetrica ucraina

È probabilmente questo l'aspetto più importante dell'operazione.

L'Ucraina sta acquisendo una crescente maturità nelle operazioni asimmetriche e negli attacchi in profondità, compensando almeno in parte la superiorità quantitativa russa attraverso sistemi relativamente economici, intelligence, adattamento tecnologico e selezione di obiettivi ad alto valore.

La guerra iniziata nel 2022 ha accelerato enormemente questo processo, ma le sue fondamenta erano state poste molto prima.

Dal 2015, dopo l'annessione russa della Crimea e l'inizio della guerra nel Donbass, diversi Paesi occidentali avviarono programmi destinati ad aumentare capacità, addestramento e interoperabilità delle Forze Armate ucraine.

Il Regno Unito ebbe un ruolo particolarmente rilevante attraverso Operation Orbital, che tra il 2015 e il 2022 addestrò oltre 22.000 militari ucraini. Dopo l'invasione su larga scala il programma venne sostituito da Operation Interflex, che entro l'inizio del 2026 aveva portato alla formazione nel Regno Unito di oltre 62.000 militari ucraini con il contributo di diversi Paesi partner.

A questo si aggiunsero i programmi statunitensi, canadesi e di altri membri NATO, che negli anni precedenti all'invasione contribuirono alla trasformazione delle strutture e delle procedure ucraine. Un'analisi accademica pubblicata da Oxford University Press descrive proprio questa divisione del lavoro: britannici maggiormente concentrati sulla competenza tattica, canadesi sulla preparazione a livello compagnia e battaglione e statunitensi anche sugli staff di battaglione e brigata.

Il ruolo britannico e il nodo SAS e SBS

Esistono numerose indiscrezioni e accuse (russe) sull'attività delle forze speciali britanniche a sostegno delle forze ucraine; nel 2024 l'FSB russo accusò esplicitamente lo Special Boat Service di aver assistito reparti ucraini impegnati in operazioni speciali, un'affermazione sulla quale il Ministero della Difesa britannico non fornì allora conferma pubblica.

È corretto inoltre sottolineare il ruolo centrale britannico nell'addestramento fin dell'Ucraina dal 2015.

Quello che può essere osservato è il risultato di oltre un decennio di trasformazione: l'esperienza accumulata negli anni, l'assistenza occidentale, la guerra combattuta quotidianamente dal 2022 e soprattutto l'enorme capacità ucraina di adattare rapidamente tattiche e tecnologie hanno prodotto una forza molto diversa da quella esistente all'inizio del conflitto.

Un problema crescente per Mosca

Il raid del 17 settembre non dimostra soltanto che l'Ucraina riesce ancora a penetrare con uomini e droni per centinaia di chilometri all'interno della Federazione Russa. Questo era già stato dimostrato molte volte.

Mostra qualcosa di più significativo: Kyiv appare sempre più capace di trasformare il deep strike in una campagna sistematica, nella quale aeroporti, raffinerie, depositi, infrastrutture industriali e altri obiettivi vengono sottoposti a una pressione continua.

E proprio mentre le immagini satellitari consentono di misurare con crescente precisione gli effetti degli attacchi, emerge una caratteristica ormai centrale della strategia ucraina: non tentare necessariamente di eguagliare la Russia in quantità, ma cercare di colpirla dove il costo dell'attacco è molto inferiore al danno prodotto.

La notte del 17 settembre va letta soprattutto in questa prospettiva. Non come il raid ucraino arrivato più lontano, ma come un ulteriore salto nella capacità di coordinare operazioni in profondità contro obiettivi differenti e distanti, trasformando l'asimmetria da necessità imposta dalla guerra a uno degli strumenti principali della strategia ucraina.

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