Il 27 luglio 1942, in vista dell’impiego sul fronte dell’Africa Settentrionale, la Divisione Paracadutisti del Regio Esercito assunse ufficialmente la denominazione di 185ª Divisione Paracadutisti “Folgore”.
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27 luglio 1942: la Divisione Paracadutisti prende il nome di “Folgore”

Il 27 luglio 1942, in vista dell’impiego sul fronte dell’Africa Settentrionale, la Divisione Paracadutisti del Regio Esercito assunse ufficialmente la denominazione di 185ª Divisione Paracadutisti “Folgore”.
Condoralex Condoralex 27 luglio 2026 5 min di lettura 21 Scarica PDF

Il 27 luglio 1942, la Divisione Paracadutisti del Regio Esercito italiano fu ufficialmente denominata 185ª Divisione Paracadutisti "Folgore". Questo nome, ispirato dal motto "Ex Alto Fulgor", simboleggiava la rapidità e la forza dei paracadutisti italiani. La Folgore divenne leggendaria per il suo eroismo nella battaglia di El Alamein, trasformandosi in un simbolo di valore e sacrificio.

Il 27 luglio 1942 rappresenta una data fondamentale nella storia del paracadutismo militare italiano. In quel giorno, in vista dell’impiego sul fronte dell’Africa Settentrionale, la Divisione Paracadutisti del Regio Esercito assunse ufficialmente la denominazione di 185ª Divisione Paracadutisti “Folgore”.

La Grande Unità era stata costituita il 1º settembre 1941 a Tarquinia, sede della Regia Scuola di Paracadutismo, inizialmente con il 1º e il 2º Reggimento Paracadutisti e il Reggimento Artiglieria Paracadutisti. Nel marzo del 1942 si aggiunse anche il 3º Reggimento Paracadutisti.

La Divisione era stata preparata principalmente per l’Operazione C3, il progetto d’invasione dell’isola di Malta. Il 20 luglio l’operazione venne accantonata e fu deciso di impiegare i paracadutisti come fanteria terrestre sul fronte nordafricano.

Fu così che, il 27 luglio 1942, la Divisione ricevette il nome destinato a entrare nella storia militare italiana.

Con il cambio di denominazione, anche i reparti della Divisione assunsero una nuova numerazione:

  • il 1º Reggimento Paracadutisti divenne 185º Reggimento Fanteria “Folgore”;

  • il 2º Reggimento Paracadutisti divenne 186º Reggimento Fanteria “Folgore”;

  • il 3º Reggimento Paracadutisti divenne 187º Reggimento Fanteria “Folgore”;

  • il Reggimento Artiglieria Paracadutisti divenne 185º Reggimento Artiglieria “Folgore”.

L’origine del nome “Folgore”

Il nome “Folgore” affonda le proprie origini nel motto latino “Ex Alto Fulgor”, traducibile come “dall’alto, la folgore”, coniato inizialmente per il 1º Reggimento Paracadutisti.

A scegliere quella formula fu l’allora maggiore Alberto Bechi Luserna, una delle figure più importanti nella nascita e nell’affermazione del paracadutismo militare italiano. L’ispirazione sarebbe giunta, quasi involontariamente, da don Augusto Moglioni, cappellano dei paracadutisti, che aveva concluso una propria lettera firmandosi proprio con la formula di saluto “Ex Alto Fulgor”.

Bechi Luserna comprese immediatamente la forza di quelle parole. Il motto racchiudeva perfettamente l’essenza delle nuove truppe aviotrasportate: uomini destinati a giungere improvvisamente dal cielo, rapidi e travolgenti come un fulmine.

Da quella formula nacque il nome destinato a identificare prima il Reggimento e poi l’intera Divisione. Il 27 luglio 1942, con l’assunzione ufficiale della denominazione di 185ª Divisione di Fanteria “Folgore”, quel termine entrò definitivamente nella storia militare italiana.

“Folgore” non era dunque soltanto un nome evocativo, ma la sintesi di una concezione nuova del combattimento: colpire dall’alto, di sorpresa, con rapidità, ardimento e forza. Un nome che gli uomini della Divisione avrebbero consacrato pochi mesi dopo, tra le sabbie di El Alamein, trasformandolo per sempre in simbolo di valore e sacrificio.

Dall’addestramento al deserto africano

Gli uomini della Folgore erano stati selezionati e addestrati per combattere come paracadutisti, con criteri particolarmente severi e una preparazione fondata su disciplina, resistenza fisica, spirito di corpo e capacità d’iniziativa.

In Africa Settentrionale, tuttavia, furono impiegati prevalentemente come fanteria, in un ambiente completamente diverso da quello per il quale erano stati originariamente preparati.

Privati di gran parte dell’equipaggiamento necessario per le operazioni aviotrasportate, i paracadutisti raggiunsero il fronte egiziano e vennero schierati nel settore meridionale della linea di El Alamein.

Qui la Folgore avrebbe scritto, tra l’estate e l’autunno del 1942, una delle pagine più celebri della storia dell’Esercito Italiano.

La Folgore a El Alamein

Durante la seconda battaglia di El Alamein, combattuta tra il 23 ottobre e i primi giorni di novembre 1942, i reparti della Divisione affrontarono forze britanniche e del Commonwealth nettamente superiori per uomini, mezzi corazzati, artiglieria e disponibilità logistiche.

Nonostante le perdite, la scarsità di munizioni, viveri e acqua, i paracadutisti mantennero le proprie posizioni e respinsero ripetuti attacchi avversari.

La motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa alle Bandiere dei reggimenti ricorda come gli uomini della Folgore continuarono a combattere fino al totale esaurimento di ogni mezzo, imponendosi al rispetto e all’ammirazione dello stesso nemico.

La Divisione, consumata dai combattimenti ma non battuta sul campo, ripiegò soltanto dopo l’ordine generale di ritirata delle forze dell’Asse. I pochi superstiti continuarono a combattere fino a quando, privi di mezzi di trasporto e rifornimenti, furono circondati e costretti a deporre le armi.

Un nome diventato simbolo

Il nome “Folgore”, assunto ufficialmente il 27 luglio 1942, divenne così il simbolo del valore, della disciplina e dello spirito di sacrificio dei paracadutisti italiani.

Quella denominazione, nata alla vigilia dell’impiego in Africa Settentrionale, attraversò la storia e venne successivamente raccolta dalla Brigata Paracadutisti costituita a Pisa il 1º gennaio 1963.

Ancora oggi il nome Folgore identifica una delle unità più prestigiose dell’Esercito Italiano e rappresenta un patrimonio storico e morale tramandato da generazioni di paracadutisti.

Il 27 luglio non ricorda quindi soltanto un cambiamento formale di denominazione, ma la nascita di un nome destinato a diventare leggenda:

Folgore!

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