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Ghiacciaio dei Forni, riemergono tre proiettili d’artiglieria della Prima Guerra Mondiale: intervengono gli artificieri dell’Esercito a 2.600 metri

Sul Ghiacciaio dei Forni, a 2.600 metri, riemerge la memoria della Grande Guerra: gli artificieri dell’Esercito hanno neutralizzato tre proiettili d’artiglieria della Prima Guerra Mondiale, riportati in superficie dal ritiro dei ghiacciai. Un intervento concluso il 2 settembre che ricorda come i residuati bellici possano rappresentare un pericolo anche dopo oltre 100 anni.

Ghiacciaio dei Forni, riemergono tre proiettili d’artiglieria della Prima Guerra Mondiale: intervengono gli artificieri dell’Esercito a 2.600 metri
Ghiacciaio dei Forni, riemergono tre proiettili d’artiglieria della Prima Guerra Mondiale: intervengono gli artificieri dell’Esercito a 2.600 metri
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Ghiacciaio dei Forni, riemergono tre proiettili d’artiglieria della Prima Guerra Mondiale: intervengono gli artificieri dell’Esercito a 2.600 metri

Ghiacciaio dei Forni, riemergono tre proiettili d’artiglieria della Prima Guerra Mondiale: intervengono gli artificieri dell’Esercito a 2.600 metri
Condoralex Condoralex 03 settembre 2026 3 min di lettura 35 Scarica PDF

Sul Ghiacciaio dei Forni, a 2.600 metri, riemerge la memoria della Grande Guerra: gli artificieri dell’Esercito hanno neutralizzato tre proiettili d’artiglieria della Prima Guerra Mondiale, riportati in superficie dal ritiro dei ghiacciai. Un intervento concluso il 2 settembre che ricorda come i residuati bellici possano rappresentare un pericolo anche dopo oltre 100 anni.

Tre proiettili d’artiglieria risalenti alla Prima Guerra Mondiale sono state rinvenute sul Ghiacciaio dei Forni, in Alta Valtellina, a oltre 2.600 metri di quota. A neutralizzarle sono intervenuti gli artificieri del 10° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito Italiano, reparto della 132ª Brigata corazzata “Ariete”.

Gli ordigni erano stati individuati nei giorni scorsi da alcuni escursionisti nel territorio di Valfurva, in provincia di Sondrio. Dopo la segnalazione è stata attivata la procedura di bonifica, conclusa il 2 settembre.

Due proiettili da 75 mm e una da 120 mm

Gli specialisti del Genio, giunti da Cremona, hanno raggiunto il punto del ritrovamento operando in un ambiente particolarmente impegnativo per quota e caratteristiche del terreno.

Gli accertamenti hanno permesso di identificare tre proiettili d'artiglieria della Grande Guerra: due calibro 75 mm e una calibro 120 mm.

Considerata la presenza abituale di escursionisti sul ghiacciaio, l'area interessata dall'intervento è stata temporaneamente interdetta per consentire agli artificieri di operare in sicurezza.

Gli ordigni sono stati successivamente trasferiti in una zona idonea nelle vicinanze e neutralizzati secondo le procedure previste.

Alle operazioni hanno fornito supporto anche un assetto sanitario della Croce Rossa Italiana e il Nucleo Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.

Cento interventi e 365 ordigni dall'inizio del 2026

Quello sul Ghiacciaio dei Forni è soltanto uno dei numerosi interventi di bonifica occasionale effettuati dal 10° Reggimento Genio Guastatori.

Dall'inizio del 2026 il reparto ha già portato a termine 100 interventi, durante i quali sono stati rinvenuti complessivamente 365 ordigni bellici.

Un dato che testimonia quanto il problema dei residuati bellici sia ancora attuale, soprattutto nelle aree che furono direttamente interessate dai combattimenti delle due guerre mondiali.

In montagna il progressivo ritiro di ghiacciai e nevai può inoltre riportare alla luce materiali rimasti nascosti per decenni. Proprio nell'area dello Stelvio e dell'Alta Valtellina negli ultimi anni sono stati effettuati diversi interventi per residuati della Grande Guerra riemersi con il mutare delle condizioni dei ghiacciai.

Residuati bellici ancora pericolosi

Il trascorrere del tempo non rende automaticamente innocuo un ordigno.

Proiettili d'artiglieria, bombe e altri residuati bellici possono conservare parte della loro capacità esplosiva anche dopo molti decenni, mentre il deterioramento dei componenti può renderne imprevedibile il comportamento.

In caso di ritrovamento è quindi fondamentale non toccare né spostare l'oggetto, allontanarsi dall'area e segnalare immediatamente la presenza del possibile ordigno alle Forze dell'Ordine.

La bonifica occasionale degli ordigni inesplosi sul territorio nazionale rappresenta una delle attività specialistiche svolte dagli artificieri dell'Esercito Italiano a tutela della popolazione.

 

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