Internazionali

Guerra in Ucraina, la trappola del Cremlino: il reclutamento in Bielorussia e l'incubo di una nuova Mobilitazione in Russia

Una corsa contro il tempo per raccogliere "carne da cannone" evitando una mobilitazione generale in Russia che rischierebbe di minare la stabilità interna.

Guerra in Ucraina, la trappola del Cremlino: il reclutamento in Bielorussia e l'incubo di una nuova Mobilitazione in Russia
Guerra in Ucraina, la trappola del Cremlino: il reclutamento in Bielorussia e l'incubo di una nuova Mobilitazione in Russia
Guerra in Ucraina, la trappola del Cremlino: il reclutamento in Bielorussia e l'incubo di una nuova Mobilitazione in Russia
Internazionali
Guerra in Ucraina, la trappola del Cremlino: il reclutamento in Bielorussia e l'incubo di una nuova Mobilitazione in Russia
Guerra in Ucraina, la trappola del Cremlino: il reclutamento in Bielorussia e l'incubo di una nuova Mobilitazione in Russia
Redazione Redazione 26 settembre 2026 5 min di lettura 28 Scarica PDF

Mosca intensifica il reclutamento in Bielorussia con promesse di denaro, cittadinanza e condoni, mirando ai più vulnerabili per rimpiazzare le perdite in Ucraina. Dietro la rete di mercenari stranieri e truppe nordcoreane, cresce il timore di una nuova mobilitazione in Russia e la fuga dei riservisti.

La Russia considera da tempo la Bielorussia un comodo serbatoio di risorse umane per alimentare la macchina bellica contro l'Ucraina. La profonda dipendenza economica di Minsk, la vulnerabilità politica del regime di Lukashenko e l'assenza di tutele giuridiche offrono a Mosca un margine d'azione quasi illimitato.

Tuttavia, l'aggressivo arruolamento di cittadini bielorussi non è che una tessera di un puzzle ben più vasto: una corsa contro il tempo per raccogliere "carne da cannone" evitando una mobilitazione generale in patria che rischierebbe di minare la stabilità interna.

bielorussia

 

Come funziona la rete di reclutamento in Bielorussia

Negli ultimi mesi si registra un'esplosione di annunci di reclutamento rivolti ai bielorussi per contratti con l'esercito russo. La propaganda penetra capillarmente nei canali Telegram, nelle chat Viber di provincia e persino nelle bacheche virtuali di quartiere.

 

L'effetto è spesso surreale: tra un annuncio di vendita di ortaggi e uno per lezioni private compare l'offerta di un'"alta retribuzione, agevolazioni e cittadinanza russa" per chi accetta di imbracciare le armi.

 

Le inchieste di testate indipendenti come DW, TVNET, CityDog e Current Time evidenziano il carattere sistematico della campagna. Il gruppo dissidente bielorusso Belpol documenta come i reclutatori utilizzino numeri di telefono locali per generare falsa fiducia, promettendo:

 

  • Stipendi esorbitanti e pagamenti d'ingresso (fino a oltre 4 milioni di rubli).
  • Assistenza nell'estinzione dei debiti personali.
  • Cancellazione dei precedenti penali.
  • Passaporto e pensione militare russa.
I bersagli principali sono uomini economicamente vulnerabili, provenienti da aree rurali o piccoli centri, spesso inconsapevoli del fatto che la legge bielorussa punisce il mercenarismo con pene fino a 7 anni di carcere. I reclutatori li rassicurano sulla presunta "legalità" dell'operazione, li trasferiscono rapidamente oltre confine — passando per centri d'addestramento a Smolensk o Pskov — e li integrano nelle unità d'assalto, i settori a più alto tasso di mortalità in prima linea.

 

 

Dal contingente nordcoreano ai mercenari esteri: la disperazione di Mosca

La pressione sulla Bielorussia si inserisce in una strategia d'emergenza su scala globale con cui Mosca cerca di compensare un tasso di perdite umane drammatico.

 

Per evitare l'impatto politico di una leva di massa interna, la Russia ha progressivamente aumentato l'impiego di forze straniere:

 

  • La truppa dalla Corea del Nord: Come confermato da fonti d'intelligence militari e report internazionali, la leadership di Pyongyang ha inviato migliaia di soldati e tecnici militare in Russia. Questi contingenti nordcoreani, spesso privi di addestramento specifico contro i moderni attacchi di droni, vengono impiegati nelle zone a maggior rischio del fronte.
  • La rete transnazionale in Asia e Africa: Report delle autorità ucraine e delle ONG per i diritti umani indicano che Mosca intende reclutare oltre 18.000 stranieri all'anno, pescando ampiamente tra reclute da Asia centrale, Africa, America Latina e Asia del Sud mediante inganni, promesse di lavoro o coercizione.

La psicosi della leva in Russia: la nuova grande fuga verso Georgia e Serbia

Nonostante l'afflusso di uomini dalla Bielorussia e l'impiego di reparti stranieri, nel Paese le voci su una nuova ed imminente ondata di mobilitazione forzata si fanno sempre più insistenti.

 

I segnali di una stretta amministrativa — come il tracciamento dei riservisti tramite i registri aziendali e la raccolta dati delle famiglie — hanno scatenato una nuova psicosi tra la popolazione civile russa. A differenza del settembre 2022, quando l'esodo iniziò solo dopo il discorso ufficiale di Vladimir Putin, questa volta decine di migliaia di cittadini stanno lasciando la Russia in via precauzionale:

 

  • La rotta verso la Georgia: Ai valichi di frontiera come quello di Verkhny Lars, si registrano picchi record con decine di migliaia di attraversamenti giornalieri. Si stima che oltre 100.000 russi in età da leva abbiano varcato il confine georgiano nelle ultime settimane per sottrarsi alla chiamata.
  • L'hub di Serbia e Balcani: La Serbia, che mantiene un regime di visti permissivo nei confronti di Mosca, continua a registrare un flusso costante di giovani russi, professionisti e riservisti in cerca di riparo e contrari al reclutamento forzato.

 

 

 

La società bielorussa tra paura e silenzio del regime

In Bielorussia, la popolazione assiste a questo scenario con crescente inquietudine. Molti cittadini denunciano l'invio massiccio di messaggi promozionali per l'arruolamento, ma le autorità di Polizia ignorano i reclami.

 

Ufficialmente, il regime di Aleksandr Lukashenko finge che il problema non esista, ma nei fatti lascia campo libero ai reclutatori russi per non compromettere il flusso di sussidi dal Cremlino. Inoltre, dal momento che Russia e Bielorussia condividono la struttura del cosiddetto "Stato Unione", le autorità di Mosca cercano di far passare l'idea che a "uguali diritti" debbano corrispondere "uguali doveri militari".

 

Come evidenziato dall'Institute for the Study of War (ISW), questa convergenza giuridica e la pressione economica trasformano la Bielorussia in una trappola perfetta: un territorio cuscinetto da cui estrarre uomini con cui alimentare una guerra sempre più vorace.

Condividi

Newsletter

Resta aggiornato

Iscriviti alla newsletter di BRIGATAFOLGORE.NET e ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

oppure

RICEVILE PER TELEGRAM

Commenti

Nessun commento ancora. Sii il primo!

Lascia un commento

Non sarà pubblicata.

I commenti vengono moderati prima della pubblicazione.

Newsletter

Resta aggiornato

Iscriviti alla newsletter di BRIGATAFOLGORE.NET e ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

21,5K 12,8K 2,4K 5,1K