La Folgore non si ferma mai. Mentre una parte dei suoi paracadutisti è schierata a Milano per contribuire alla sicurezza del territorio nell'ambito dell'operazione Strade Sicure, altre componenti della Brigata continuano a concentrarsi sulla loro missione fondamentale: prepararsi al combattimento, aggiornando procedure, dottrina e capacità operative alla luce delle esperienze maturate nei conflitti contemporanei.
È in questo contesto che si inserisce il seminario dedicato al trench warfare, il combattimento in trincea, organizzato dalla Brigata Paracadutisti “Folgore” presso la Base Logistico Addestrativa di Cecina e nell'area addestrativa di Valle Ugione, in provincia di Livorno.
L'iniziativa ha riunito Ufficiali, Sottufficiali e Graduati provenienti dalle Forze Operative Terrestri, con l'obiettivo di condividere esperienze, confrontare procedure e approfondire le modalità di combattimento in ambienti fortificati, integrando le tecniche tradizionali con le nuove capacità tecnologiche.
Un'attività che assume particolare significato nell'attuale scenario internazionale, dove il ritorno dei combattimenti ad alta intensità ha riportato al centro dell'attenzione tattiche che sembravano appartenere al passato, ma che oggi vengono profondamente trasformate dall'impiego di droni, sensori e sistemi di guerra elettronica.

Il ritorno della guerra di trincea: una vecchia tattica in un campo di battaglia completamente nuovo
Il trench warfare, letteralmente guerra di trincea, richiama inevitabilmente le immagini della Prima guerra mondiale, quando estesi sistemi di fortificazioni campali costituivano l'ossatura delle difese contrapposte.
La guerra in Ucraina ha però dimostrato come trincee, camminamenti, postazioni interrate e capisaldi fortificati conservino una rilevanza tattica anche nel XXI secolo.
La diffusione di sistemi di osservazione aerea, droni armati, munizionamento circuitante e artiglieria di precisione ha reso sempre più difficile muovere e concentrare forze sul terreno senza essere individuati.
In questo ambiente operativo, le opere difensive campali sono tornate a rappresentare strumenti essenziali per assicurare protezione, permanenza sul terreno e continuità dell'azione.
Ma il combattimento in trincea moderno è profondamente diverso da quello del passato.
Le posizioni fortificate non sono più soltanto opere di protezione fisica. Sono inserite in un campo di battaglia caratterizzato da osservazione pressoché continua, comunicazioni digitali, sensori distribuiti e minacce provenienti anche dalla terza dimensione.
L'azione delle unità deve quindi confrontarsi con una combinazione di rischi tradizionali e tecnologici: fuoco indiretto, droni da ricognizione e attacco, disturbo delle comunicazioni e difficoltà nel mantenere la consapevolezza della situazione tattica.
Per le unità di fanteria, il combattimento in questo ambiente richiede preparazione specifica, coordinamento e capacità di adattamento.
Non si tratta semplicemente di saper conquistare o difendere una posizione fortificata, ma di operare in un contesto nel quale la superiorità tattica dipende sempre più dall'integrazione tra combattimento terrestre, informazioni e controllo dello spettro elettromagnetico.
È proprio su questa evoluzione che si concentra il lavoro dottrinale della Folgore.
Nel corso del seminario è stato infatti illustrato il manuale tattico sul trench warfare elaborato dalla Brigata, un documento che integra le tecniche tradizionali di assalto e difesa con le innovazioni tecnologiche e procedurali emergenti.
La presentazione è stata accompagnata da una dimostrazione pratica di un atto tattico in trincea, offrendo ai partecipanti un riferimento concreto sul quale sviluppare il successivo confronto professionale.

CEMA: quando il combattimento si estende allo spettro elettromagnetico
Uno degli aspetti più interessanti dell'iniziativa è stata l'esposizione di materiali CEMA (Cyber and Electromagnetic Activities), settore che assume un'importanza crescente nelle operazioni militari moderne.
Il concetto CEMA comprende l'integrazione e il coordinamento delle attività nel cyberspazio e nello spettro elettromagnetico, includendo capacità di guerra elettronica, protezione delle comunicazioni, gestione dello spettro e supporto informativo alle operazioni.
In termini operativi, significa riconoscere che il combattimento non si sviluppa più esclusivamente attraverso il movimento delle forze e l'impiego delle armi, ma anche attraverso la capacità di utilizzare e proteggere le reti di comunicazione, i collegamenti radio e i sistemi elettronici.
Un esempio particolarmente evidente riguarda proprio i droni.
Questi sistemi dipendono, secondo le caratteristiche tecnologiche e le modalità d'impiego, da collegamenti radio, sistemi di navigazione e trasmissione dei dati. La possibilità di interferire con tali collegamenti o di proteggerli dal disturbo avversario può influenzare sensibilmente l'efficacia dell'azione sul terreno.
Le capacità CEMA possono quindi contribuire a individuare emissioni elettroniche, sostenere la protezione dei sistemi amici, contrastare determinate minacce e migliorare la consapevolezza della situazione operativa.
La NATO sottolinea da tempo come la guerra elettromagnetica abbia assunto un ruolo trasversale a tutti i domini operativi, interessando comunicazioni, navigazione, radar e raccolta informativa.
Nel combattimento in trincea, dove le unità possono trovarsi a operare in spazi ristretti e sotto costante osservazione, l'integrazione delle capacità CEMA rappresenta un elemento sempre più importante per la sopravvivenza e l'efficacia delle forze sul terreno.
La disponibilità di tecnologie avanzate, tuttavia, non è sufficiente da sola. Occorrono personale addestrato, procedure condivise e capacità di coordinare gli effetti elettronici con quelli prodotti dalle unità combattenti.
È questo uno dei motivi per cui iniziative come quella organizzata dalla Folgore assumono un valore che supera la semplice dimostrazione di materiali ed equipaggiamenti.

Droni, capacità pluriarma e confronto sulle nuove procedure
Dopo le attività teoriche e dimostrative, i partecipanti al seminario sono stati suddivisi in gruppi di lavoro tematici, chiamati ad approfondire l'integrazione dei droni e delle altre capacità emergenti negli scenari di combattimento.
Particolare attenzione è stata rivolta al contesto pluriarma, nel quale differenti specialità e componenti operative devono concorrere al raggiungimento di un obiettivo comune.
L'impiego dei droni, ad esempio, non può essere considerato separatamente dall'azione delle unità terrestri, dal supporto di fuoco, dalle attività del genio e dalle capacità di comunicazione e guerra elettronica.
La disponibilità di informazioni tempestive e la loro corretta condivisione possono infatti contribuire a migliorare la pianificazione, il coordinamento e la sicurezza delle operazioni.
I gruppi di lavoro hanno inoltre esaminato le diverse opzioni di manovra e le possibilità offerte dall'impiego integrato delle differenti tipologie di forze.
Il valore dell'iniziativa risiede soprattutto nella trasformazione delle esperienze operative e delle lezioni apprese in procedure condivise, capaci di alimentare l'aggiornamento dottrinale e addestrativo dell'Esercito.
La Folgore, attraverso l'elaborazione del manuale tattico e l'organizzazione del seminario, contribuisce così a un percorso di adattamento che interessa l'intera componente terrestre.
Da Milano agli scenari Combat: una Brigata impegnata su più fronti
Il seminario di Cecina assume un significato ancora più evidente se osservato nel quadro degli impegni attualmente sostenuti dalla Brigata.
Dal 24 ottobre, 500 paracadutisti della Folgore sono impiegati a Milano, nell'ambito del rafforzamento del dispositivo di sicurezza dell'operazione Strade Sicure.
Il contingente, posto sotto il comando della Brigata, affianca il Raggruppamento Lombardia già presente sul territorio, contribuendo alle attività di vigilanza e controllo nelle aree considerate più sensibili, in collaborazione con le Forze di polizia.
Si tratta di un impegno rilevante in termini di personale, organizzazione e responsabilità.
Ma l'impiego sul territorio nazionale non interrompe il percorso di preparazione al combattimento della Grande Unità.
Mentre alcuni paracadutisti operano nelle strade di Milano, altri continuano a prepararsi per scenari Combat, nei quali l'addestramento deve confrontarsi con le minacce e le trasformazioni tecnologiche emerse nei più recenti conflitti.
È una duplice dimensione che caratterizza la Folgore: da un lato la capacità di rispondere alle esigenze operative immediate, dall'altro la necessità di mantenere e sviluppare le competenze proprie di una Grande Unità da combattimento.
Il seminario dedicato al trench warfare si inserisce, del resto, in un percorso addestrativo già avviato nel corso del 2026.
A marzo, il 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” aveva svolto attività di addestramento al combattimento in trincea nell'ambito di scenari ad alta intensità, caratterizzati dalla presenza di minacce convenzionali, asimmetriche e sistemi unmanned.
Un ulteriore segnale della crescente attenzione riservata dalla Brigata al combattimento terrestre contemporaneo e all'integrazione delle nuove tecnologie.
La preparazione al combattimento resta la priorità
La lezione che emerge dall'iniziativa di Cecina è chiara: la guerra terrestre continua a evolversi, ma non ha abbandonato alcune delle sue forme più tradizionali.
Trincee, fortificazioni e combattimento ravvicinato convivono oggi con droni, sistemi digitali e guerra elettromagnetica.
Per affrontare questa trasformazione non basta acquisire nuovi equipaggiamenti. È necessario aggiornare costantemente la dottrina, sperimentare procedure e soprattutto addestrare il personale a operare in condizioni sempre più complesse.
La Folgore dimostra di voler mantenere alta l'attenzione su questo processo, contribuendo alla diffusione delle conoscenze e delle esperienze maturate nell'ambito della componente terrestre.
Da Milano alle aree addestrative della Toscana, la Brigata continua quindi a operare su più fronti, senza perdere di vista la propria identità di Grande Unità da combattimento.
Perché, al di là dei differenti compiti assegnati, la preparazione operativa rimane il presupposto fondamentale per garantire la capacità di risposta dei reparti.
La Folgore non si ferma mai. E mentre assicura il proprio contributo alla sicurezza nazionale, continua ad addestrarsi per affrontare le sfide del campo di battaglia moderno.
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