Ventisette paracadutisti della Brigata “Folgore” hanno concluso un percorso formativo della durata di circa due mesi, finalizzato all'acquisizione delle competenze necessarie all'impiego dei mortai in dotazione ai reparti delle aviotruppe.
L'attività addestrativa, organizzata e condotta dal 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” di Livorno, ha coinvolto militari provenienti da tre reggimenti della Brigata: il 187° di Livorno, il 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore” di Siena e il 183° Reggimento Paracadutisti “Nembo” di Pistoia.
Il percorso si è concluso con una scuola tiro mortai presso il poligono militare di Monteromano, in provincia di Viterbo, dove gli allievi hanno potuto mettere in pratica le conoscenze acquisite durante la formazione.
Addestramento diurno e notturno con mortai di diverso calibro
Il programma formativo è stato sviluppato privilegiando il realismo delle attività e la rispondenza alle esigenze degli attuali scenari operativi.
Durante le diverse fasi del corso, i paracadutisti hanno approfondito gli aspetti teorici, tecnici e procedurali relativi all'impiego dei sistemi d'arma, consolidando le capacità necessarie a operare nell'ambito delle unità di appartenenza.
La fase conclusiva ha previsto un'esercitazione a fuoco con mortai di diverso calibro, articolata in attività di tiro sia diurne sia notturne.
Le prove hanno consentito di verificare il livello di preparazione raggiunto dai 27 militari, con particolare attenzione alla corretta applicazione delle procedure e alla capacità di integrare rapidamente il supporto di fuoco nella manovra delle unità operative.
Rafforzate le capacità operative della Brigata Folgore
Il completamento del percorso formativo permette ai tre reggimenti di disporre di 27 nuovi specialisti nell'impiego dei mortai, contribuendo al rafforzamento delle capacità di supporto di fuoco delle unità paracadutiste.
I mortai rappresentano una componente importante dell'armamento di supporto della fanteria, consentendo di fornire fuoco indiretto a sostegno delle unità impegnate nelle operazioni terrestri.
L'attività svolta a Monteromano conferma l'importanza attribuita dalla Brigata “Folgore” a un addestramento realistico, continuo e progressivo, indispensabile per mantenere elevati livelli di preparazione e garantire l'efficacia operativa dei propri reparti.
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