La Grecia accelera sulla proiezione strategica e sulle capacità anfibie. Lo scorso 11 giugno 2026, la Commissione Permanente Speciale per i Programmi e i Contratti di Armamento del Parlamento Ellenico ha approvato un pacchetto da oltre 1 miliardo di euro per le forze armate, che include l’acquisizione di dieci unità VICTA Diver Delivery Units (DDUs) dalla britannica SubSea Craft per un valore di 145 milioni di euro.
Oltre all’impatto economico — che vedrà i mezzi assemblati nei cantieri navali di Skaramangas con un ritorno del 25% sul mercato industriale greco — il programma rappresenta una rivoluzione copernicana per il settore delle operazioni subacquee e speciali. Per concezione, filosofia d’impiego e modalità di infiltrazione, il VICTA si configura infatti come una versione ultramoderna, iper-tecnologica e ad altissime prestazioni dei leggendari “maiali” (siluri a lenta corsa) utilizzati dalla Xª MAS della Regia Marina durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il DNA della Xª MAS nel XXI secolo: dall’assalto occulto al “wet sub”
Così come i sommozzatori d’assalto italiani partivano di nascosto per colpire le navi alla fonda, il VICTA è stato progettato per garantire la massima furtività (stealth) e l’infiltrazione occulta di operatori in territorio ostile. La sua architettura unisce però due mondi in passato inconciliabili: la velocità bruciante di un motoscafo e la discrezione di un sommergibile.
- La fase di transizione: Il mezzo solca i mari come un natante planante in fibra di carbonio capace di toccare i 40 nodi di velocità (con un’autonomia di ben 250 miglia nautiche). Giunto in prossimità dell’obiettivo, in soli 2 minuti la cabina si allaga in modo controllato, trasformando lo scafo in un wet sub (sommergibile “bagnato”) in cui gli operatori respirano grazie a un impianto di supporto d’aria a bordo.
- L’azione subacquea: Una volta immerso, il VICTA naviga fino a 8 nodi con un’autonomia subacquea di 4 ore e un raggio d’azione di 25 miglia nautiche, spingendosi a profondità operative di 30 metri.

A differenza dei vecchi mezzi d’assalto, dove gli operatori erano esposti alle intemperie e alle correnti durante l’intero tragitto di avvicinamento, il VICTA permette di coprire centinaia di chilometri in superficie a pieno comfort e a velocità elevatissime, riducendo drasticamente i tempi di esposizione al rischio prima di immergersi per l’attacco o la ricognizione finale.
Efficienza operativa e distribuzione strategica
Dei dieci esemplari acquisiti dalla Grecia, la ripartizione riflette chiaramente la centralità delle operazioni speciali:
- Sei unità sono destinate al Comando per la Guerra Speciale (SWC) dello Stato Maggiore della Difesa Nazionale Ellenica (HNDGS).
- Quattro unità andranno a rafforzare i reparti dedicati del Comando Incursori e Sommergibili (UDC) della Marina Ellenica.

Grazie a un sistema di guide modulari (rail system), il VICTA può trasportare un equipaggio di 2 persone (pilota e navigatore) e fino a 8 operatori delle forze speciali con equipaggiamenti completi, carichi di combattimento o carichi utili specializzati. La dotazione di un sistema di controllo fly-by-wire e di quattro propulsori verticali garantisce inoltre una stabilità millimetrica e una precisione di assetto fondamentale durante le delicate fasi di rilascio dei subacquei in acque ristrette o sorvegliate.
Con la produzione localizzata a Skaramangas e le prospettive di nuove commesse per altre marine NATO, il VICTA conferma come la spinta pionieristica dei mezzi d’assalto subacquei italiani trovi oggi nel XXI secolo una nuova, formidabile incarnazione tecnologica.
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