Forze Speciali, al Cardarelli di Napoli l’addestramento avanzato dei Soccorritori Militari. Rinnovato l'accordo con il C.O.F.S.
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Forze Speciali, al Cardarelli di Napoli l’addestramento avanzato dei Soccorritori Militari. Rinnovato l’accordo con il C.O.F.S.

Forze Speciali, al Cardarelli di Napoli l’addestramento avanzato dei Soccorritori Militari. Rinnovato l'accordo con il C.O.F.S.
Condoralex Condoralex 01 agosto 2026 46 Scarica PDF

Rinnovato l’accordo tra l’ospedale Cardarelli di Napoli e il Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (C.O.F.S.). Il progetto migliora le capacità di intervento sanitario in scenari complessi, garantendo supporto vitale prima dell’evacuazione. Il Cardarelli è l’unico centro nazionale per questa formazione, integrando esperienza militare e competenze ospedaliere.

NAPOLI – È stato rinnovato l’accordo di collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale “Antonio Cardarelli” di Napoli e il Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali, organismo posto alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Difesa.

L’intesa riguarda l’addestramento avanzato e il mantenimento della qualifica di Soccorritore Militare per le Forze Speciali, indicata con l’acronimo So.Mi.F.S.

Il progetto punta a consolidare le capacità del personale chiamato a prestare soccorso sanitario in scenari operativi particolarmente complessi, nei quali l’intervento immediato può risultare determinante per la sopravvivenza di un militare ferito.

Soccorso avanzato nelle operazioni speciali

La figura del Soccorritore Militare per le Forze Speciali è disciplinata dal decreto interministeriale Difesa-Salute del 20 ottobre 2022.

Il personale qualificato è formato per effettuare manovre di sostegno delle funzioni vitali e assicurare il supporto sanitario nella fase pre-ospedaliera del traumatizzato, anche in condizioni operative nelle quali non sia possibile disporre immediatamente di personale medico o infermieristico.

Si tratta di una capacità particolarmente importante per le Forze Speciali, spesso impiegate in piccoli nuclei, a grande distanza dalle strutture sanitarie e in ambienti caratterizzati da elevato rischio, isolamento e difficoltà di evacuazione.

L’obiettivo è mantenere in vita e stabilizzare il ferito durante il periodo che intercorre tra il trauma, il primo trattamento sul terreno e l’evacuazione verso una struttura sanitaria adeguata.

Il Cardarelli unico centro selezionato in Italia

Gli operatori delle Forze Speciali italiane avevano già conseguito qualifiche e competenze sanitarie avanzate attraverso attività formative svolte negli Stati Uniti e nell’ambito della NATO.

Grazie all’accordo con il Cardarelli, tali capacità potranno essere consolidate e mantenute anche in Italia. L’ospedale napoletano è stato infatti indicato come unico centro nazionale selezionato per questo specifico compito.

La collaborazione tra il Cardarelli e il comparto delle Operazioni Speciali è attiva dal 2023, con corsi periodici finalizzati all’acquisizione e al perfezionamento delle tecniche salvavita applicabili durante le missioni.

Il nuovo accordo è già entrato nella fase operativa. Il 16 e 17 luglio, presso il Centro di Biotecnologie dell’ospedale, si è svolta una prima attività formativa alla quale hanno partecipato otto frequentatori e tre istruttori militari.

La collaborazione tra sanità pubblica e Difesa

Il direttore generale del Cardarelli, Antonio d’Amore, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra la sanità pubblica e le Forze Armate.

Il personale delle Forze Speciali, già altamente qualificato, può infatti utilizzare le competenze cliniche, chirurgiche e traumatologiche dell’ospedale napoletano per perfezionare le procedure di intervento da applicare durante operazioni particolarmente delicate.

L’ambiente ospedaliero consente agli operatori di confrontarsi con specialisti impegnati quotidianamente nella gestione dei traumi gravi e delle emergenze, integrando le conoscenze mediche con l’esperienza maturata sul terreno dal personale militare.

Questa sinergia permette di sviluppare protocolli formativi realistici e aderenti alle condizioni nelle quali i soccorritori militari potrebbero essere chiamati a intervenire.

Costituito il Comitato tecnico-scientifico

L’atto deliberativo dell’azienda ospedaliera ha inoltre definito la composizione del Comitato tecnico-scientifico incaricato di seguire le attività formative.

Per il Cardarelli ne fanno parte:

  • Maurizio Cappiello, direttore facente funzione della Formazione, Ricerca e Cooperazione internazionale;
  • Sigismondo Castaldo;
  • Gianluca Guggino, direttore della Chirurgia toracica;
  • Alessandro De Masi, responsabile del Trauma Center;
  • Fabio Di Santo, direttore dell’Ortopedia 2;
  • Filomena Liccardi, direttrice del Pronto soccorso.

Per il comparto delle Operazioni Speciali:

  • il contrammiraglio Vladimiro Pacini, medical advisor;
  • il tenente colonnello Francesco Conte, legal advisor;
  • il capitano Lorenzo Prodan, addetto alla Sezione Sviluppi capacitivi;
  • il professor Cesare Beghi, consulente tecnico-scientifico della Difesa.

Una capacità essenziale per salvare vite sul campo

Il mantenimento della qualifica So.Mi.F.S. rappresenta un elemento fondamentale della preparazione degli operatori impiegati nelle Operazioni Speciali.

In questi contesti, il soccorritore militare non sostituisce il medico, ma deve essere in grado di intervenire nei primi minuti successivi al ferimento, applicando procedure avanzate per controllare le emorragie, sostenere le funzioni vitali e preparare il paziente all’evacuazione.

L’accordo tra il Cardarelli e la Difesa rafforza quindi una capacità essenziale per la tutela del personale militare, mettendo in collegamento l’esperienza operativa delle Forze Speciali con le competenze specialistiche di una delle più importanti strutture ospedaliere italiane.

Fonte: www.ansa.it

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