Nel corso della conferenza DoDIIS Worldwide tenutasi a Tampa, in Florida, i vertici della Defense Intelligence Agency (DIA) e del US Special Operations Command (SOCOM) hanno lanciato un forte richiamo all’innovazione. L’obiettivo è accelerare drasticamente la condivisione e l’elaborazione dei dati per contrastare le minacce globali in evoluzione, superando la lentezza burocratica e adottando tecnologie commerciali all’avanguardia.
Il CIO della DIA, Edacheril Mathew, ha aperto i lavori sottolineando che la velocità, la scala e l’adozione tecnologica stanno cambiando radicalmente: “Se non adottiamo le tecnologie commerciali alla velocità dell’innovazione, ci incammineremo verso l’obsolescenza”.
Le 6 priorità tecnologiche richieste dall’industria
Il direttore della DIA, il Tenente Generale James Adams, ha evidenziato come l’intelligence si trovi di fronte a un volume di dati senza precedent, in un contesto in cui i competitor strategici utilizzano campagne di pressione, coercizione economica e manipolazione delle informazioni per rallentare il vantaggio decisionale statunitense.
Per mantenere il passo, Adams ha identificato sei capacità chiave che la DIA richiede ai partner industriali e governativi:
- 1. Automazione dell’Open-Source Intelligence (OSINT): Sistemi in grado di ordinare, convalidare e connettere automaticamente le informazioni, segnalando quando immagini satellitari commerciali, social media e dati sulle spedizioni convergono sulla stessa narrazione.
- 2. Vera convergenza dell’intelligence: Interoperabilità reale basata su un linguaggio comune e standard di metadati condivisi.
- 3. Implementazione matura della Zero Trust: Architetture di sicurezza rigorose basate sul principio di “fiducia zero”.
- 4. Sicurezza integrata as-a-service: Soluzioni di gestione delle identità, crittografia, monitoraggio e controllo degli accessi erogate come servizi cloud-native accessibili da membri dell’impresa, partner e alleati.
- 5. SCIF Virtuali: Ambienti sicuri abilitati dal cloud in grado di offrire lo stesso livello di garanzia di una Sensitive Compartmented Information Facility fisica, accessibili da più posizioni autorizzate.
- 6. Potenziamento del JWICS: Miglioramenti al Joint Worldwide Intelligence Communications System per introdurre automazione ed efficienza operativa senza compromettere i livelli di sicurezza.
Verso un ecosistema unificato e la sfida post-quantistica
A rafforzare la necessità di cooperazione è intervenuto anche il comandante del SOCOM, l’Ammiraglio Frank Bradley, il quale ha evidenziato che le forze speciali non combattono mai da sole e richiedono un ecosistema integrato che unisca forze alleate, partner interagenzia e il settore tecnologico. Bradley ha invocato il superamento della tradizionale “velocità della burocrazia” legata agli accreditamenti per passare a un modello di squadra coeso.
Infine, il CIO Edacheril Mathew ha lanciato un monito cruciale in vista dell’avvento dell’era quantistica (“Q-Day”):
“Se c’è una cosa da ricordare di questo messaggio: dobbiamo arrivare alla crittografia post-quantistica. Il nostro stile di vita dipende da ciò. Questo è il nostro momento Enigma digitale; democrazia e libertà sono in gioco.”
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