Israele accelera sulla trasformazione tecnologica delle proprie Forze Armate e prepara la nascita di una nuova struttura interamente dedicata ai sistemi senza equipaggio, alla robotica e all’intelligenza artificiale.
L’iniziativa è stata annunciata dal capo di Stato Maggiore delle Israel Defense Forces (IDF), tenente generale Eyal Zamir, che ha definito il progetto un passaggio storico nell’evoluzione dello strumento militare israeliano.
Una nuova branca per AI e sistemi senza equipaggio
«Il campo di battaglia sta cambiando a un ritmo vertiginoso e noi stiamo cambiando con esso», ha dichiarato Zamir durante la cerimonia di diploma del 153° corso ufficiali della Marina israeliana.
Secondo il generale, il futuro delle operazioni militari sarà caratterizzato da un impiego sempre più esteso di droni, piattaforme robotiche, sistemi autonomi e strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Da questa valutazione nasce la decisione di istituire una nuova branca delle IDF, denominata Unmanned Systems and Artificial Intelligence Branch, destinata a coordinare e sviluppare capacità oggi distribuite tra differenti componenti delle Forze Armate.
La nuova struttura dovrebbe diventare pienamente operativa entro l’inizio di dicembre 2026 e avrà il compito di integrare tecnologie impiegabili nei domini terrestre, aereo e marittimo, favorendo una maggiore interoperabilità tra piattaforme autonome e reparti tradizionali.
Sistemi autonomi al fianco delle unità convenzionali
Secondo Zamir, i sistemi senza equipaggio potranno operare insieme alle unità con personale a bordo oppure condurre missioni indipendenti.
L’obiettivo è aumentare la capacità operativa delle forze israeliane e, allo stesso tempo, ridurre l’esposizione dei militari ai rischi del combattimento.
«Si tratta di una trasformazione che avviene una volta in una generazione», ha affermato il capo di Stato Maggiore, aggiungendo che Israele punta a mantenere una posizione di primo piano nello sviluppo e nell’impiego operativo di queste tecnologie.
Il ruolo della Marina israeliana
Particolare attenzione sarà riservata anche al settore navale.
Sistemi autonomi di superficie e subacquei potranno essere integrati nelle future capacità della Marina israeliana, ampliando le possibilità di sorveglianza, ricognizione, protezione delle infrastrutture e intervento nelle aree marittime.
L’iniziativa rientra nel più ampio piano pluriennale Hoshen, attraverso il quale le IDF intendono ridefinire parte della propria organizzazione e delle proprie capacità dopo le esperienze operative maturate negli ultimi anni.
Zamir ha indicato il dominio marittimo tra i settori considerati prioritari per preservare la superiorità militare israeliana nel lungo periodo.
Un processo iniziato da anni
La creazione della nuova branca rappresenta anche l’evoluzione di un percorso iniziato diversi anni fa.
Durante il mandato dell’ex capo di Stato Maggiore Aviv Kohavi, le IDF avevano già investito fortemente nella digitalizzazione del campo di battaglia, nella condivisione dei dati in tempo reale e nello sviluppo di nuove capacità multidominio.
A questi programmi si erano affiancati sistemi come il C-Dome navale, le corvette classe Sa’ar 6, i droni Skylark e numerosi progetti dedicati ai mezzi terrestri senza equipaggio.
Le lezioni dopo il 7 ottobre 2023
L’esperienza dei conflitti più recenti ha tuttavia mostrato anche i limiti di una trasformazione tecnologica non accompagnata da un adeguato equilibrio tra innovazione, preparazione delle forze convenzionali e capacità di risposta a minacce improvvise.
Dopo l’attacco del 7 ottobre 2023, in Israele si è sviluppato un intenso dibattito proprio sul rapporto tra tecnologia avanzata, intelligence e capacità operative tradizionali.
La nuova struttura dedicata ad AI e sistemi autonomi sembra quindi inserirsi in una fase differente: non sostituire il combattente con la tecnologia, ma utilizzare quest’ultima per moltiplicare le capacità delle unità, accelerare l’elaborazione delle informazioni e ridurre i rischi per il personale.
Anche l’industria israeliana accelera
Il settore industriale israeliano si sta muovendo nella stessa direzione.
Elbit Systems ha recentemente presentato Fuse, un’architettura concepita per coordinare in tempo reale numerosi sistemi autonomi terrestri e aerei attraverso strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Lo sviluppo di sciami di droni, munizioni autonome, piattaforme robotizzate e sistemi capaci di elaborare grandi quantità di informazioni sta infatti modificando rapidamente il modo in cui le Forze Armate pianificano le operazioni.
Israele punta ora a trasformare queste tecnologie da singole capacità sperimentali a un elemento strutturale dell’organizzazione militare.
La nascita della nuova Unmanned Systems and Artificial Intelligence Branch rappresenta uno dei segnali più evidenti di questo processo: droni, robotica e intelligenza artificiale non saranno più soltanto strumenti assegnati ai singoli reparti, ma diventeranno un settore autonomo e coordinato dello strumento militare israeliano.
Commenti
Nessun commento ancora. Sii il primo!